Alla scoperta di uno dei borghi più belli d’Italia, per apprezzarne la bellezza dei luoghi e le prelibatezze locali, dal nome che è già di buon auspicio: Buonconvento, il paese fortunato.

Alla scoperta di Buonconvento, uno dei borghi più belli d’Italia

Le vacanze sono già un lontano ricordo, ma la voglia di trascorrere qualche ora in relax e alla scoperta di luoghi sconosciuti non l’ho messa da parte come i costumi; così, anche se il tempo non sembra volgere al bello decido di partire per una gita che mi faccia ritrovare la gioia e la spensieratezza di quei giorni.

Apro la cartina dell’Italia e come sempre, quando ho voglia di abbinare cultura e bellezze naturali, punto il dito sulla Toscana, una regione che amo e che mi permette di scoprire angoli nuovi e ricchi di sorprese. Spazio con lo sguardo nella provincia senese, che so essere colma di atmosfere fiabesche e la immagino ora ricoperta dei caldi colori autunnali. La mia attenzione si sofferma su Buonconvento.

Buonconvento, uno dei borghi più belli di Italia, fa parte del Circondario delle Crete Senesi ed è un luogo ideale dove passare un felice weekend in Toscana

Un borgo toscano del Circondario delle Crete Senesi

Buonconvento ha un nome che mi ispira. Vado a cercare qualcosa su questo piccolo centro e apprendo, con mia somma felicità, che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia, una vera garanzia. Inoltre il suo nome significa “comunità felice, luogo fortunato”….meglio di così! E’ deciso, si parte alla scoperta di Buonconvento.

Questo borgo, insieme ad Asciano, Monteroni d’Arbia, Rapolano Terme, San Giovanni d’Asso e Trequanda, fa parte del Circondario delle Crete Senesi, noto emblema della made in Tuscany, che ci porta alla mente il meraviglioso habitat naturale, fatto di dolci colline. Le prime notizie storiche che abbiamo di questo borgo risalgono al 1100 ma è circa due secoli dopo che assurge ad importante centro di transito e commercio, e si realizzano i più importanti monumenti di cui rimangono vaste testimonianze.

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Buonconvento, uno dei borghi più belli di Italia, fa parte del Circondario delle Crete Senesi ed è un luogo ideale dove passare un felice weekend in Toscana

Visitando uno dei borghi più belli d’Italia

Cominciamo la visita di Buonconvento proprio passeggiando tra le sue vie, osservando la robusta cinta muraria che un tempo lo cingeva completamente, chiudendolo a nord e a sud da due pesanti porte. Ammiriamo i bei palazzi caratterizzati dai tipici mattoni rossi toscani, dal Palazzo Podestarile, con la torre civica rettangolare e i due archi gotici su cui sono incastonati i 25 stemmi dei podestà, al Palazzo Comunale e all´imponente casa nobiliare nota come Palazzo Taja, su cui è posta un’affascinante meridiana solare.

Di fronte vediamo Palazzo Borghesi, appartenuto ad un’antica famiglia senese, quindi Palazzo del Glorione, prima ospedale ed oggi sede del Museo della Confraternita della Misericordia. Poco più in là la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, probabilmente fondata nel 1100 ma più volte rimaneggiata. E’ la chiesa in cui si narra morì l’imperatore Arrigo VII, si dice avvelenato da un frate, che ha reso celebre il borgo.

Buonconvento, uno dei borghi più belli di Italia, fa parte del Circondario delle Crete Senesi ed è un luogo ideale dove passare un felice weekend in Toscana

Visitare i Musei di Buonconvento

Un tempo le pareti della chiesa erano impreziosite da opere di importanti artisti senesi, come Duccio di Boninsegna, ma ci dicono che le tele sono custodite nel Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia e così decidiamo di recarci lì per poterle ammirare. In effetti ne valeva la pena. Il museo, allestito in un edificio liberty, contiene molte opere medievali e rinascimentali, soprattutto di genere sacro, con tavole di artisti risalenti ai secoli XV-XVI e XVII ma anche arredi sacri, preziosi di oreficeria e sculture lignee.

Non rimaniamo perciò delusi, presi dal desiderio di conoscere ancora meglio la storia locale stabiliamo di seguire le indicazioni di alcuni gentilissimi abitanti del luogo che ci consigliano anche il Museo Etnografico della Mezzadria Senese del 900, dove conosciamo la storia dei contadini senesi in un modo insolito e davvero interessante, con un allestimento interattivo all’interno di un vecchio granaio seicentesco, direttamente nel centro storico, addossato alle mura trecentesche.

Buonconvento, uno dei borghi più belli di Italia, fa parte del Circondario delle Crete Senesi ed è un luogo ideale dove passare un felice weekend in Toscana

La buona cucina di Buonconvento

Passeggiando tra le vie del borgo, alcune delle quali davvero belle, pavimentate con lastre di pietra o con selciato medievale, ci è venuta fame. Così finiamo per andare alla ricerca di un posticino dove riposarci e gustare alcune delle prelibatezze della cucina toscana.

Sappiamo bene che questa è terra dai sapori succulenti e genuini, a cominciare dal profumato e invitante tartufo bianco da gustare in mille piatti, fino alla carne, con la prelibata razza chianina, per finire con i salumi e i piatti tipici a base di ceci e di fagioli. Terra di vini DOC e DOCG, come il bianco Val d’Arbia, anche nella versione vin santo, che personalmente adoro. Ci fermiamo in un ristorante che ci avevano consigliato alcuni amici, il Conte Matto.

Una bistecca di carne chianina su un tagliere di legno con bicchiere di vino rosso

Dove mangiare a Buonconvento: Ristorante Il Conte Matto

Si trova in località Porta del Sole in una palazzina del 1300, che era stata del Guardiacaccia del Castello di Trequanda. Da qui, oltre a godere un ottimo panorama della Val d’Orcia, possiamo accontentare la nostra golosità. Il ristorante è rinomato per la cucina toscana e per l’impiego di prodotti locali, con una giusta predilezione per quelli stagionali. I proprietari sono cortesi e, mi sembra, davvero competenti, così ci lasciamo guidare da loro per il menù.

Indimenticabili, almeno per me, gli Spaghettini all’uovo con il tartufo e il filetto con i porcini e la pancetta croccante. Che dire poi della selezione di pecorini delle Crete Senesi con miele e confetture? Una delizia! D’altronde, ho saputo che il ristorante è stato premiato dalla guida Slowfood come “locale del buon formaggio”. Il tutto lo abbiamo innaffiato con del buonissimo bianco d’Arbia, perché volevamo un toscano locale, anche se la carta, con circa 300 etichette, può soddisfare qualsiasi palato. Immancabili, alla fine, i cantucci toscani e il “mio” vinsanto. Solo al ricordo mi lecco ancora i baffi!

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