Abbiamo individuato 5 principi etici a cui molte aziende, tra cui TuscanyPeople, si stanno sottoponendo e con cui in un breve lasso di tempo ogni azienda italiana o straniera dovrà fare i conti, pena la perdita d’affidabilità, di credibilità, di appeal, di immagine, tutti parametri che devono rimanere assolutamente positivi se non si vuole uscire precocemente dal business.

5 principi etici (che dovrebbero sempre stare) alla base del nostro lavoro quotidiano

5 principi etici del lavoro: libertà

Finalmente l’etica – insieme di principi fino a pochi anni fa soprattutto appannaggio di filosofi e religioni – è da un po’ di tempo entrata concretamente anche nel mondo del lavoro, da sempre concepito come quasi antitetico all’idea stessa di morale. Perché? Perché il sistema capitalistico – basato sul profitto, sul bilancio, sull’accumulo, sull’utile, e su interessi spesso conflittuali – fa più rima con egoismo che con altruismo, sentimento alla base di ogni etica che si rispetti. Invece non è così. Non deve essere così. Tanto che stiamo scoprendo come applicare l’etica anche a un ambito da cui pareva esclusa.

Abbiamo pertanto individuato 5 principi etici a cui già molte aziende si stanno sottoponendo e con cui in un breve lasso di tempo ogni azienda italiana o straniera dovrà fare i conti, pena la perdita d’affidabilità, di credibilità, di appeal, di immagine, tutti parametri che devono rimanere assolutamente positivi se non si vuole uscire precocemente dal business.

 

1. Verità/Trasparenza/Onestà

5 principi etici del lavoro: onestà

Senza questi principi etici aziendali, un’impresa è solo una gigantesca mistificazione all’interno e all’esterno di se stessa. Se ci vuole una “glasnost‘” in politica (trasparenza, ndr), a maggior ragione ci vuole una perfetta “glasnost’” nel commercio i cui beni entrano nelle case dei cittadini. Un esempio?

Vishen Lakhiani – l’imprenditore e fondatore di Mindvalley  – ha vinto la sua battaglia in Australia e Nuova Zelanda contro la potentissima Nestlè (Bilancio 2018: ricavi 91 miliardi e utile netto di 10,1 miliardi di franchi svizzeri), costringendola ad abbassare il “rating salutistico” della bevanda Milo da 4.5 a 1.5.

L’ha fatto perché il suo obiettivo personale è portare l’umanità al suo prossimo livello evolutivo eliminando la disinformazione. Lakhiani è convinto che il “brainwashing” che ci intossica provenga dalle grandi multinazionali del food. Coca Cola sostiene che Coca Cola Zero non abbia effetti dannosi sulla salute, quando gli studi dimostrano che le alternative dietetiche sono peggiori di quelle “normali”. Nestlè asserisce che Milo sia una bevanda salutare nonché consigliata per i bambini, ma non è vero: è al 40% zucchero. Essere onesti, trasparenti, veri, è etico. Non possiamo prescindere da questo.

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2. Libertà

Brunello Cucinelli stilista e imprenditore dell'industria del cachemire

Senza libertà non può esserci vera espressione di se stessi. I lavoratori di un’azienda devono potere essere liberi da controlli di qualsiasi genere e liberi di esprimersi a pieno. Brunello Cucinelli – il noto imprenditore del cachemire italiano – dice che l’idea (di grande successo) di creare palloni di cachemire, l’ha ricevuta da una delle donne delle pulizie che lui, giustamente, chiama “donna che riordina le cose”. Esprimendosi liberamente, senza timore, una sua collaboratrice ha pertanto favorito l’azienda, tanto da essere addirittura premiata per la brillante idea.

Ma la libertà deve essere considerata anche sul versante opposto, quello del consumatore. Per fortuna la pubblicità martellante di una volta (outbound marketing) sta svanendo nella sua stessa opprimente aggressività sostituita dall’approccio soft dell’inbound marketing che privilegia l’essere trovati dal cliente, piuttosto che cacciare il cliente col coltello tra i denti.

Il cliente, non più preda, è lasciato libero di scegliere come approcciarsi attraverso contenuti di suo interesse: non è bombardato, è attratto in maniera discreta. TuscanyPeople, da anni, ha pioneristicamente fatto dell’inbound marketing il suo core business e la sua bandiera.

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3. Dovere

5 principi etici del lavoro: dovere

Senza il senso del dovere, nei confronti di se stessi e degli altri, non può esserci reale libertà, la quale si autolimita nel momento in cui inizia la libertà del prossimo. Non a caso ho posizionato il dovere dopo la libertà, perché quest’ultima non significa fare quello che ci pare, ma tutto l’opposto. Il senso del dovere nasce dalla presa di coscienza e dalla responsabilità, e deve sempre presiedere al lavoro quotidiano.

Un uomo fa quello che deve – nonostante le conseguenze personali, nonostante gli ostacoli e i pericoli e le pressioni – e questo è la base di tutta la moralità umana”, diceva Winston Churchill.

Noi siamo impegnati a dare il nostro contributo per creare una società migliore”, disse Sergio Marchionne al conferimento della laurea magistrale ad honorem in Ingegneria gestionale, al Politecnico di Torino, il 27 Maggio 2008.

 

4. Giustizia

5 principi etici del lavoro: giustizia

Un’azienda iniqua crea solo disparità al suo interno ma anche al suo esterno. Unicuique suum: a ciascuno il suo, secondo le proprie inclinazioni, i propri meriti, le proprie capacità. Quindi meritocrazia vera, non vuote parole. Marchionne disse: “Siamo in una meritocrazia. Si è passati a un’organizzazione piatta e snella, dove le persone interagiscono continuamente per raggiungere obiettivi chiari e qualificati.” Senza meritocrazia non c’è crescita dell’azienda in nessun senso. Favorire “il figlio di” è ormai un autogol clamoroso che non solo va contro i principi etici aziendali, ma anche contro un corretto concetto di produttività.

5. Rispetto

5 principi etici del lavoro: rispetto

Senza il rispetto per la legge, per i propri collaboratori, per i propri prodotti, per i propri clienti, per l’ambiente e il mondo in cui i prodotti sono immessi, si creano solo danni materiali e psicologici, spesso irreversibili. Un’azienda bio, biodinamica, bio-sostenibile, è un’azienda che porta rispetto verso il mondo in cui è inserita.

Un’azienda che inquina ne è l’antitesi. Non parlo di sole aziende agricole, ovviamente. I nuovi MacBook Air e Mac Mini di Apple, (tanto per citare qualcuno che conosciamo bene), hanno un guscio in alluminio riciclato al 100% che è anche solidissimo e bello da vedere. Che questa sia la strada per tutti.

Noi di TuscanyPeople crediamo di rispettare tutti e cinque i principi etici sopra descritti e favoriremo sempre, sulla nostra rivista, aziende di questo genere. Perché questo è il futuro a cui siamo protesi. Di più: perché questo è l’unico futuro possibile.

Quali sono i tuoi principi etici sul lavoro? Scrivici

Hai un’azienda che fa dell’etica una bandiera e lo vuoi far sapere a tutti? Clicca sotto.

 

La raccontiamo noi

 


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