Il monte Amiata è uno dei monti più conosciuti della Toscana. Luogo di infinita bellezza, si trova tra le provincie di Siena e Grosseto. In questo articolo vi raccontiamo 7 cose da sapere sul Monte Amiata: scoprirete una zona della Toscana fuori dai classici circuiti del turismo di massa, di cui cadrete perdutamente innamorati.

Monte Amiata: 7 cose da sapere, e anche di più

La prima cosa da sapere sul monte Amiata è che è un antico vulcano ormai spento, dell’Antiappennino toscano, che s’innalza tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Paglia, tra la provincia di Grosseto e quella di Siena. La seconda cosa da sapere è che l’etimo del nome potrebbe essere il latino ad meata, ossia “alle sorgenti” – vi si trovano, infatti, le sorgenti dei fiumi Fiora, Vivo, Albegna e Paglia -, oppure derivare da mons Tuniatus-Montuniata, con riferimento a Tinia, la massima divinità etrusca.

Quando si parla del monte Amiata viene subito in mente l’aspetto naturalistico, le passeggiate nei boschi, nelle foreste, sulla strada della castagna, nei parchi, nelle riserve. Ma c’è anche un aspetto storico-culturale da non sottovalutare affatto.

Forse non tutti sanno che….7 cose da sapere sul Monte Amiata

1. Rocchette di Fazio

7 cose da sapere sul Monte Amiata: tra borghi, parchi naturali e centri spirituali, per visitare la Toscana più autentica e poco conosciuta

Rocchette di Fazio, suggestivo borgo medioevale nel comune di Semproniano, è un paese leggendario legato all’Ordine dei Cavalieri Templari. L’edificio che più incuriosisce gli storici è infatti l’Ospedaletto di San Tomè (San Tommaso), appartenuto all’omonimo ordine. Sulle mura si riconoscono bene la croce templare, un bassorilievo rappresentante Bafometto, l’Agnus Dei, e alcune lapidi che indicano la fine dei lavori nell’anno 1330, avvalorando la tesi che l’Ordine continuò a operare anche successivamente alla sua soppressione, avvenuta diciotto anni prima, nel 1312.

2. Riserva di Bosco Rocconi

7 cose da sapere sul Monte Amiata: tra borghi, parchi naturali e centri spirituali, per visitare la Toscana più autentica e poco conosciuta

Nella Riserva di Bosco Rocconi è possibile attraversare a nuoto una strettoia con pareti verticali tanto vicine da poterle toccare con la sola apertura delle braccia. La zona prende il nome di “Strette”, una gola scavata dalle piene nel corso di migliaia di anni.
Questa Riserva del Monte Amiata ha una superficie di 371 ettari nella valle del borgo di Roccalbegna. Su una sua porzione è stata istituita l’Oasi WWF.

Il territorio – attraversato dal torrente Rigo e dal fiume Albegna – è selvaggio, con boschi mediterranei, alberi secolari e alcune zone ancora inesplorate. In estate, camminando sui ciottoli del fiume, si possono scoprire numerose tracce di animali. Inoltre l’Oasi è molto frequentata dai rapaci tra cui il nibbio reale, il biancone, il pecchiaiolo e anche il raro falco lanario, tanto che nel 2010 è uscito un libro dal titolo “Rocconi la valle dei falchi

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3. Pieve di Lamula

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La Pieve di Lamula – immersa in un castagneto, lungo la strada provinciale che collega Arcidosso a Montelaterone – nasconde nel suo seno un’antica leggenda popolare. Pare infatti che una mula si sarebbe inginocchiata davanti all’immagine della Madonna, lasciando le impronte su una pietra, tanto che ancora oggi sono visibili sul sagrato. Una mula molto devota, evidentemente.

Anche questo edificio, come l’Ospedaletto di San Tomè a Rocchette di Fazio, possiede una fascino tutto suo legato all’Ordine dei Templari che emana da simboli come il fiore della vita, il culto delle acque, serpenti e volti protomi oltre al femminino sacro.

4. Il Cristo dell’Amiata

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Sulla sommità del Monte Labbro, a 1193 slm, nel versante sud-occidentale del monte Amiata, ci sono i resti dell’eremo, della torre e della cappella di David Lazzaretti, fondatore della comunità giurisdavidica, un gruppo religioso a base solidaristica.

David Lazzaretti, conosciuto anche come “il Cristo dell’Amiata”, era nato ad Arcidosso il 6 novembre 1834 da una famiglia di contadini. Uomo di grande carisma, predicava temi religiosi e sociali, facendo numerosi seguaci soprattutto tra i contadini della zona. La sua vita ebbe tragicamente fine il 18 agosto 1878, quando venne colpito a morte da un gruppo di militari all’ingresso del borgo di Arcidosso, mentre guidava un’imponente e pacifica processione di oltre tremila persone.

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5. Riserva Naturale del Monte Penna

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Nella Riserva Naturale del Monte Penna, nel territorio di Castell’azzara – luogo dal fascino fiabesco – vi sono varie grotte, tra cui la più conosciuta è quella del Sassocolato che ospita grandi colonie di pipistrelli, mentre nell’area vicina al borgo di Selvena si trovano alcuni castagni di dimensioni eccezionali.

La riserva occupa una superficie di circa mille ettari ed è quasi interamente ricoperta da boschi. Quest’area del Monte Amiata è popolata da uccelli come la poiana, il gufo e l’allocco, e mammiferi come la volpe, il cinghiale, l’istrice, il capriolo, la puzzola, la faina e la martora.

6. Semproniano

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Nel borgo medioevale di Semproniano – il comune più meridionale del Monte Amiata che si sviluppa intorno ai resti dell’antica Rocca Aldobrandesca, edificata intorno alla metà del IX secolo – la cinta muraria si è preservata perché nel corso dei secoli è stata per gran parte inglobata nelle abitazioni di cui costituisce il muro perimetrale.

Il borgo si è conservato nella sua struttura originaria ed è fatto di case in pietra, scalinate, vicoli stretti e tortuosi. Nella parte più alta si trova la chiesa di Santa Croce, nella parte più bassa c’è la Pieve romanica dei SS. Vincenzo e Anastasio, con una torre campanaria alta 23 metri.

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7. La Comunità Dzogchen di Merigar

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In località Merigar – su una superficie di 50 ettari sopra il poggio sovrastante il borgo della Zancona, presso Arcidosso – c’è la Comunità Dzogchen di Merigar, che letteralmente significa residenza della montagna di fuoco, centro di cultura e spiritualità del Tibet, fondato nel 1981 dal professore tibetano Namkhai Norbu.

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