Abbadia San Salvatore è uno dei più famosi borghi toscani medievali sul Monte Amiata. Fondato intorno all’omonima Abbazia, il paese rappresenta la meta ideale per un weekend in Toscana last minute, per conoscere antiche tradizioni e natura incontaminata.

Abbadia San Salvatore: il borgo toscano arroccato sul Monte Amiata

In linea d’aria, sul versante senese del Monte Amiata, Abbadia San Salvatore è il centro più prossimo alla vetta, oltre che uno dei borghi toscani più noti della zona. Il paese è antichissimo ed è nato intorno alla leggendaria Abbazia di San Salvatore che fu fondata, secondo la tradizione, dal duca longobardo Rachis, intorno al 750 d.C. Da quel momento il centro di Abbadia San Salvatore è cresciuto intorno alla sua chiesa acquisendo sempre più importanza.

Esterno dell'Abbazia San Salvatore a Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata

Un borgo circondato da boschi di castagne

Nel Quattrocento, Papa Pio II nei suoi Commentarii descriveva così il luogo: “La natura vi formò una valletta di circa otto stadi, limitata da aspre rupi. Gli antichi vi costruirono un borgo ben difeso da una fossa piena d’acqua corrente”.

Chi arriva ad Abbadia San Salvatore, (2 ore di viaggio da Firenze, poco più di 1 ora da Siena), è colpito dalla particolare configurazione del paese, molto più grande di quanto si supporrebbe, data l’altitudine e la distanza dai maggiori centri abitati. Il vecchio borgo antico è stato inglobato nel paese moderno che annovera anche gli edifici della società mineraria. Il municipio, in stile neogotico, connette il paese nuovo alle sue spalle col borgo che fronteggia, con le abitazioni medievali, la facciata neo-medievale costruita negli anni venti.

Esterno dell'Abbazia San Salvatore a Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata

Il tutto è circondato da un compatto bosco di castagni che sale sulla montagna. Scendendo a valle, il bosco cede al coltivato, fino all’ampio alveo del fiume Paglia, gigantesca fiumara selvaggia e quasi sempre asciutta, lungo la quale non di rado pascolano greggi di pecore: sono le pecore dei pastori sardi, da alcuni decenni stanziatisi da queste parti.

Le miniere di Abbadia San Salvatore

L’attività mineraria, iniziata a fine Ottocento, per molti decenni attrasse ad Abbadia San Salvatore la popolazione dei paesi circostanti. Così quelli si spopolavano e il borgo minerario cresceva, fino a diventare il centro urbano maggiore della provincia, subito dopo Siena. Anche l’illuminazione elettrica si attivò precocemente, grazie alla centrale che già alimentava la miniera, tanto che quello che un tempo rappresentava uno dei borghi più isolati e impervi della montagna adesso si mostrava tutto illuminato nella notte ai paesi del fondovalle che un tempo erano stati più ricchi.

Miniere di Abbadia San Salvatore, borgo toscano sul Monte Amiata

La miniera, vera potenza straniera latrice di progresso – siamo alla fine del secolo XIX, il mito del progresso ha raggiunto il suo apice -, cancellò in pochi anni la precedente stratificazione sociale: un popolo di piccoli e medi proprietari terrieri che coltivavano una difficile terra di montagna divenne un paese di minatori. Oltre ai proprietari e ai contadini sparirono anche gli artigiani: tutto ruotava intorno alla miniera e al suo padrone, la Società Mercurifera Monte Amiata. Poi, dopo neppure ottanta anni, una nuova trasformazione ancora più radicale della precedente: la miniera chiuse.

La miniera, ormai dismessa, è stata trasformata in un Museo Minerario dedicato alla geologia, alla storia dello sfruttamento del minerale, al lavoro in galleria e nell’impianto metallurgico, alla vita quotidiana dei minatori. Fuori dal Museo si può osservare uno dei convogli a scartamento ridotto che venivano utilizzati nelle gallerie.

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Abbadia San Salvatore, borgo toscano sul Monte Amiata

L’Abbazia di San Salvatore

Attraverso il borgo medievale si raggiunge il cuore dell’abitato, ossia il centro sorto attorno alla famosa Abbazia di San Salvatore, uno dei luoghi più suggestivi della Toscana medievale. Come abbiamo accennato, l’abbazia fu fondata intorno al 750 d.C. dal re longobardo Rachis, nel luogo dove secondo la leggenda gli era apparsa la Trinità sopra un abete bianco: una storia suggestiva che si può ammirare ancora oggi dentro la chiesa attraverso gli affreschi seicenteschi di Francesco Nasini. A stupire è la cripta, con 32 colonne tutte diverse l’una dall’altra.

L’Abbazia ha inoltre conservato per quasi mille anni la Bibbia Amiatina, la più antica copia manoscritta al mondo del testo sacro.

Tutto il Castello è percorso da tre strade, più o meno parallele, lungo le quali si incontrano la chiesa di Santa Croce (del 1221, ricostruita nell’Ottocento) e quella di Sant’Angelo (del 1313, oggi residenza privata). Interessante anche il Palazzo del Podestà (o di Giustizia), il Palazzo del Popolo, e le molte altre costruzioni medievali.

Interno dell'Abbazia San Salvatore a Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata.

Chiese e dintorni del borgo

Fuori dalla prima cinta di mura di Abbadia San Salvatore, ecco il Borgo, in cui si segnalano la Chiesa di San Leonardo, del XIII° secolo, la seicentesca Chiesa della Madonna dei Remedi – che ospita un ciclo di affreschi del Nasini – e quella cinquecentesca della Madonna del Castagno, già lungo la strada per l’Amiata. Una strada sterrata porta invece alla rustica Chiesetta dell’Ermeta, circondata dal bosco. Ancora più in basso, ci sono la Rupe di Dante (così detta per il suo profilo che ricorda quello del sommo poeta) e la Grotta dell’Arciere.

Doverosa anche una visita alla vetta del Monte Amiata, la grande montagna madre. Ideali, in primavera/estate, i sentieri trekking o le escursioni in bicicletta, mentre l’autunno è suggestivo per i magnifici colori delle foglie, e l’inverno per le ciaspolate sulla neve.

Panorama da Abbadia san Salvatore sul Monte Amiata

Gli eventi ad Abbadia San Salvatore

Ad Abbadia San Salvatore durante il Natale vengono accese le Fiaccole: grandi cataste di legna che bruciano per tutta la notte della Vigilia, attorno a cui riunirsi bevendo e cantando. Una tradizione forse di origine pagana che sembra risalire a prima dell’anno Mille.

Per Pasqua, invece, nel Venerdì Santo, per le strade del borgo toscano va in scena la Giudeata, il trasporto del Cristo Morto con una processione a cui partecipano figuranti che impersonano soldati romani a cavallo e personaggi della Passione, mentre i bambini portano in mano palloncini di carta illuminati, appesi anche alle finestre del paese.

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Interno dell'Abbazia San Salvatore a Abbadia San Salvatore sul Monte Amiata.

Infine, per i golosi c’è un dolce che si trova solo ad Abbadia San Salvatore: la Ricciolina, torta di pastafrolla farcita di crema al cioccolato, nocciole e meringa. Perfetta alla fine di un pranzo a base di specialità locali come la zuppa di funghi e castagne, i salumi di cinta e i pici.

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