L’Abbazia di San Rabano è completamente immersa nel cuore verde del Parco della Maremma, lungo il crinale dei Monti dell’Uccellina. Qui si trovano anche antiche torri, disseminate in tutto il Parco, che narrano di un’epoca lontana e misteriosa, intrisa di storia e di leggende.

L’Abbazia di San Rabano e le torri del Parco della Maremma

La Toscana è un posto bellissimo ricco di luoghi da visitare. Questa meravigliosa terra passa dagli scenari mozzafiato di una natura incontaminata, ai paesaggi marittimi belli e sconvolgenti. Uno di questi posti è il Parco della Maremma, ricco non solo di bellezze naturali, ma anche di testimonianze di varie epoche storiche. Al suo interno, completamente immersa nel verde, ci sono i resti dell’Abbazia di San Rabano (mappa) e delle Torri.

La Maremma, bellissimo territorio della Toscana, si divide in 3 zone: Maremma Pisana (o Settentrionale), Maremma Grossetana e Maremma Laziale

L’Abbazia di San Rabano

L’Abbazia di San Rabano, un tempo nota con il nome di Monastero di Santa Maria Alborense, si trova nella provincia di Grosseto e fu costruita nel Medioevo tra XI ed il XII secolo come monastero benedettino.

Il nome successivo di San Rabano ha varie ipotesi, ma la più valida resta quella che si riferisse al nome Sancti Rafani Praeceptor, il costruttore dell’Abbazia, che fu terminata nel 1587 e ritenuto l’ultimo Abate. Nel corso del XII secolo, l’ordine andò incontro ad un periodo di crisi che portò all’abbandono della Chiesa. La bella Abbazia, che svetta sopra uno dei colli dei Monti dell’Uccellina, era certamente molto ricca.

L'Abbazia di San Rabano si trova nel Parco Naturale della Maremma

Venne in seguito assegnata ai cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme e al priorato di Pisa, fu poi trasformata in fortezza dal “tiranno di Grosseto”, fu soggetta alle incursioni dei saraceni e alle violenze dei banditi, per poi essere affidata ai Cavalieri di Malta ed in seguito ai Medici. Nel XVI secolo fu completamente abbandonata e successivamente venne incorporata nei beni del granducato di Toscana.

L’Abbazia di San Rabano e le Torri sparse per il Parco della Maremma, nel corso dei secoli sostennero gli assalti di spietate orde corsare ed oggi, anche se ridotte a ruderi, pare conservino ancora i grandi tesori che negli anni vi sono stati nascosti. Intorno a questi posti, ricchi di storia e di avvenimenti straordinari, tante sono le leggende che vi aleggiano e narrano che, ancora oggi, questi ruderi abbiano dei validi meccanismi “antifurto”, il cui funzionamento è affidato a fantasmi decisi a tutto.

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L'abbazia di San Rabano si trova nel Parco Naturale della Maremma

Il tesoro di San Rabano

Il Tesoro di San Rabano è noto, quanto le sue leggende. Infatti si narra che alcuni frati, decapitati dai pirati, ancora oggi, vaghino come fantasmi nella Torre e nei dintorni dell’Abbazia di San Rabano per proteggere il favoloso tesoro.

La leggenda racconta che un bracconiere, in cerca del tesoro, avesse visto i fantasmi dei frati che camminavano in fila scorrendo come su una rotaia, portavano dei cappucci in testa ed erano senza volto. Il bracconiere seguendoli aveva trovato il tesoro, ma questo era sorvegliato da uno dei frati senza volto. Per lo spavento il bracconiere impazzì. Lo ritrovarono giorni dopo che girovagava intorno alla Torre, senza avere più l’uso della parola.

L'Abbazia di San Rabano si trova nel Parco Naturale della Maremma

Le torri del Parco della Maremma

Le Torri, invece, rappresentavano una difesa agli assalti della potenza turca che arrivava dal mare. Queste torri difensive servivano proprio all’avvistamento dei pirati ed anche quando questo pericolo non c’era più, esse continuarono ad essere usate per il controllo anti-contrabbando della costa. Le Torri del Parco della Maremma sono tante, sparpagliate in vari punti. Erano alte dai 10 ai 15 metri ed erano costruite ad una distanza non superiore alle 3 miglia una dall’altra. Queste erano di dimensioni modeste perché servivano solo per l’avvistamento e di solito non venivano assalite.

Proprio per questo, il personale era ridotto al minimo e la guarnigione al loro interno era formata solo dal castellano e da un soldato. La Torre di San Rabano è la più conosciuta. L’Abbazia di di San Rabano e la sua torre sono posti a cavallo tra Poggio Lecci e Poggio Alto. A poca distanza dal monastero passa la Strada della Regina che, all’epoca, permetteva il collegamento tra la via Aurelia e il mare. Il complesso è formato da una chiesa, un monastero e da una torre d’avvistamento detta “dell’Uccellina”.

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Visitare l’Abbazia di San Rabano

Visitare oggi l’Abbazia di San Rabano è un’esperienza molto suggestiva, perché si ha davanti a sé maestosi ruderi, in parte ristrutturati, che lasciano intravedere la magnificenza architettonica e lo splendore originario di questo luogo.

L’Abbazia doveva essere bellissima ed imponente con la sua ampia navata, con il transetto che univa le cappelle laterali e dove si trovava il tiburio che proteggeva al suo interno la grande cupola. Oggi della cupola non è rimasto quasi più niente, mentre la facciata principale conserva ancora la torre campanaria a sinistra ed il portale d’ingresso affrescato con pregiati decori. E’ proprio il campanile la parte conservata meglio, che si eleva in tutta la sua maestosità ed è riconoscibile già da lontano.

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Accanto all’Abbazia si erge la Torre di San Rabano o dell’Uccellina, una delle fortificazioni di origini trecentesche a forma circolare. Al suo interno sono visibili le tracce della presenza di quattro piani, oltre quello terreno, al di sotto del quale vi era una prigione. A destra dell’Abbazia di San Rabano si scorgono i resti dell’antico complesso monastico che sorgeva tutto intorno ad essa.

Questo posto meraviglioso è la dimostrazione di quanto la Toscana sia ricca di luoghi dove anche le pietre sono intrise della storia magnifica di un tempo lontano.

 

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Silvia Baldassini
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