Terra di artigiani, la Toscana, di gente creativa, ingegnosa, che con le mani ci sa fare. D’altronde, se qui sono nati geni artistici come Michelangelo, Leonardo, Donatello, Botticelli, Cellini (e la lista potrebbe continuare per pagine e pagine), significa che il lavoro nelle botteghe, la base dell’artigianato toscano, dove i grandi talenti acquisivano la loro arte, doveva già essere eccellente.

Artigianato toscano, oltre un millennio di altissima qualità

L’artigianato in Toscana è patrimonio prezioso dell’economia della regione. Ogni provincia racchiude tesori d’inestimabile valore derivati dall’abilità dell’uomo e dai materiali offerti dal territorio: dall’oro e l’argento lavorati, al bronzo, al ferro battuto; dalla soffiatura e cesellatura del vetro e del cristallo alla ceramica; dalla lavorazione della pietra e delle pietre a quella della lana, della seta, dei merletti; dall’ artigianato toscano della carta a quello del legno e della pelle.

L'artigianato toscano ha una storia millenaria e annovera tra i suoi prodotti alcune delle eccellenze artigianali più vendute nel mondo

La ceramica di Montelupo

Una delle più antiche, e più note, forme di artigianato in Toscana, risalente al Medioevo, è quella della ceramica di Montelupo, cittadina posta sulle rive dell’Arno, il cui terreno è ricco d’argilla. Durante il Rinascimento la produzione raggiunse standard qualitativi elevati, ispirata, com’era, dalle opere dei maestri delle Arti Maggiori di Firenze.

I più importanti committenti erano le famiglie fiorentine stesse attraverso le quali i manufatti di Montelupo si spandevano nelle residenze nobiliari di tutta l’Europa.
Secondo l’uso del colore e del motivo, i decori potevano appartenere alla “famiglia verde”, a quella “floreale gotica”, a quella “a zaffera”, fino a “le grottesche” e alla seicentesca decorazione detta “gli arlecchini”.

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Ancora oggi la produzione di ceramiche e maioliche è molto viva a Montelupo e può essere apprezzata al Museo della Ceramica, nelle varie botteghe della città, o alla Festa Internazionale della Ceramica, in giugno.

La terracotta dell’Impruneta

Un altro importante derivato dell’argilla lavorata con particolari tecniche e cotta in fornace è la terracotta, resa celebre dall’eccellente produzione che se ne fa a Impruneta. Anche in questo caso la tradizione risale al Medioevo. Caratteristici, oltre ai vasi di ogni foggia e dimensione, sono gli orci che un tempo servivano per contenere olio e vino. Nel corso dei secoli, poi, questo bellissimo materiale andò anche a ricoprire tetti, decorare facciate, ornare giardini. Ancora oggi i prodotti in terracotta realizzati nelle fornaci della zona sono utilizzatissimi sia nell’edilizia che nell’arredamento interno ed esterno.

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Artigianato vetrario

Empoli e i suoi dintorni sono noti per il loro artigianato toscano vetrario, un’antica tradizione legata alla produzione vinicola col tipico fiasco di vetro verde. Dopo un periodo d’oro a cavallo tra le due guerre mondiali, attualmente il vetro verde empolese viene lavorato con quello azzurro e giallo. Di rilievo anche il vetro artistico sia soffiato che lavorato a mano. A Gambassi, in Valdelsa, a sud di Empoli, la produzione vetraria è documentata a partire dal XIII secolo.

La pubblicità

Prima di continuare, però, col nostro excursus sulle maggiori declinazioni dell’artigianato toscano, vorrei porre l’accento su un elemento fondamentale per la vita di ogni mestiere: la pubblicità. Un tempo la forma più impattante di pubblicità avveniva a mezzo stampa. L’arte tipografica, nobilissima tra nobilissime arti, costituiva un anello imprescindibile della catena che univa gli artigiani ai loro clienti. Era il trade union tra la produzione e l’acquisto.

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Da Gutenberg che inventò la stampa moderna, fino ad Auguste Hippolyte Marinoni, che creò la quadricromia, passando per la rotativa, per la Linotype di Ottmar Mergenthaler e la Monotype di Tolbert Lanston, fino  alla stampa offset, nata nel 1960, in un’epoca relativamente recente, l’arte tipografica ha subìto tali e tante innovazioni che adesso, rispetto all’origine, è quasi irriconoscibile.

Ora ci sono i vari mass media a farla da padroni, soprattutto Internet, è l’epoca del digitale, si sa, eppure, proprio a causa dell’enorme quantità d’offerta in cui è sempre più difficile districarsi, un modo efficacissimo per gli artigiani di farsi pubblicità rimane il cartaceo: manifesti, locandine, volantini, riviste, cataloghi, calendari, adesivi, ma anche solo e semplicemente il classico, mai obsoleto, biglietto da visita. Adesso poi è di estrema facilità perché tutti questi strumenti di comunicazione diretta, veloce, incisiva, possono essere stampati comodamente da servizi online, come Onlineprinters, senza doversi recare per forza dal tipografo.

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Chi vende ceramica, terrecotte, vetro, o qualsiasi altro eccellente prodotto di artigianato toscano, basta che si sieda tranquillo al computer, che faccia un ordine online, e ogni sua richiesta di pubblicità cartacea sarà velocemente soddisfatta. L’arte tipografica si è evoluta nell’online, ma serve sempre l’artigianato come prima. Un modo nuovo per un antico sodalizio. Così come piace a noi.

Lavorazione di alabastro

Continuando col nostro excursus sulle maggiori attività di artigianato in Toscana, la Val di Cecina, soprattutto Volterra, è celebre per i manufatti di alabastro gassoso estratto dal sottosuolo di Castellina Marittima. È una pietra malleabile, molto più facile da lavorare rispetto al marmo, adatta a riprodurre motivi ornamentali ricchi di dettagli e a ritrarre il volto umano nei minimi particolari. Sono passati più di 2500 anni da quando gli Etruschi iniziarono a lavorarlo, ma l’alabastro resiste ancora e caratterizza la storia della zona e la sua cultura.

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La pietra serena

Nelle colline di Fiesole, Maiano, Settignano e Monte Ceceri  si trovavano le cave di quella bellissima pietra arenaria, nota come “pietra serena”, un materiale conosciuto fin da tempi remoti. Filippo Brunelleschi fu il primo architetto a usarla per realizzare colonne, portali, archi e cornici. Adesso queste cave sono chiuse e la pietra serena viene estratta nel Mugello, dalle parti di Firenzuola, tanto che la tradizione artigiana degli scalpellini si è evoluta in un’importante realtà industriale a uso dell’edilizia e del restauro.

Marmo Bianco di Carrara

Chi, invece, non conosce il marmo bianco, puro, privo di venature, di Carrara, dai cui grandi blocchi Michelangelo scolpì il David e La Pietà? Lo sfruttamento delle cave iniziò dai tempi della Roma Imperiale e non si è mai più interrotto. L’architettura, l’edilizia, l’arredo e last but not least, l’arte, devono moltissimo al marmo di Carrara, ma anche il settore metalmeccanico, con la produzione di macchinari altamente innovativi per l’escavazione e la lavorazione di graniti.

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Ferro battuto del Casentino

Nel Casentino, una forma d’artigianato toscano e d’arte antichissima è il ferro battuto, tanto da dare vita alla “Biennale Nazionale d’Arte Fabbrile” di Stia in cui si riuniscono i fabbri di tutta Italia e d’Europa partecipando a un concorso e scambiandosi informazioni sulle nuove tecniche.

I sigari toscani della Valtiberina

Un altro manufatto regionale famoso in tutto il mondo è il sigaro toscano (da poco quotato in borsa, come racconta in questo articolo il Sole24Ore) derivato dai tabacchi Kentucky coltivati soprattutto nella Valtiberina. La storia è simile a quella di una famosa marca di sigarette: agli inizi dell’Ottocento un acquazzone bagnò un raccolto di tabacco che iniziò a fermentare. Per non perdere tutto si provò a creare un nuovo tipo di sigaro il quale riscosse un clamoroso successo. Nel ’53, attraverso un processo di perfezionamento, nacque il Toscano-Extra, inserito da Slow Food Arcigola tra i 91 presidi eno-gastronomici.

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Eccellenze di artigianato toscano

Tra i più importanti prodotti artigianali toscani dobbiamo annoverare anche la magica ceramica invetriata dei Della Robbia, rimasta un mistero per secoli, il resistentissimo panno casentino – indossato da personaggi del calibro del barone Bettino Ricasoli, di Giuseppe Verdi e di Giacomo Puccini – la ceramica sestese, il cristallo di Colle Val d’Elsa e quello del Chianti, le cornici lignee dell’Alta Valdelsa.

Ci scuseranno tutte le attività artigianali che non sono rientrate nella nostra lista, sappiamo che hanno pari dignità rispetto alle altre arti citate, ma purtroppo il nostro tempo, e le nostre righe, sono finite. Rimane solo un minimo spazio per segnalare che a Firenze, in primavera, si tiene ogni anno la Mostra Internazionale dell’Artigianato. Siamo all’82esima edizione. E questo la dice lunga, no?

Il Sigaro Toscano nasce a Firenze, per caso, a fine 800. Tra i sigari più apprezzati al mondo, è perfetto da gustare con Vinsanto e cioccolato                                                                                    Riproduzione Riservata ©Copyright TuscanyPeople

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