Tra le affascinanti crete della Val d’Orcia e i fitti boschi del Monte Amiata, Bagni San Filippo è una delle più belle località termali della Toscana, grazie ai suoi depositi calcarei bianchi che si snodano in suggestivi percorsi immersi nella natura.s

Bagni San Filippo: le bellissime terme della Val d’Orcia

Il nome di Bagni San Filippo deriva dalla chiesetta dedicata a San Filippo Benizi, il quale, si narra, sostò qui nel 1269, in eremitaggio. Pare infatti che quell’anno il conclave di Viterbo, riunitosi per eleggere il successore di Clemente IV, avesse fatto il suo nome per il soglio pontificio, e che il pio uomo si fosse rifugiato nei boschi dell’Amiata proprio per evitare la pericolosa candidatura.

Bagni San Filippo, cascata colorata con acque termali in Val d'Orcia

Quanto alla leggenda che avrebbe voluto il santo fiorentino miracoloso creatore delle acque termali, pare smentita dal fatto che queste erano già conosciute dai romani.

Nel XIII secolo Restoro d’Arezzo, nella sua “Composizione del Mondo”, definiva così le peculiarità di questa specie di acque: «E già sono issuti monti, li quali erano tutti bianchi, quasi come neve, li quali erano fatti d’acqua, la qual facea pietra; e segno di ciò si era, che l’acqua uscia a sommo quelli monti, e vegnendo giù spargendosi d’attorno quelli monti, quella acqua si struggea facendosi pietra, e crescea sempre il monte. E nella sommitade d’uno di quelli monti era uno bagno d’acqua calda: nella quale noi ne bagnammo, e i nostri capelli, i quali stavano nell’acqua, vi si poneva pietra d’attorno, come la cera allo stoppino per fare candela».

Le acque termali di Bagni San Filippo in Val d'Orcia, Toscana

Breve storia dei Bagni San Filippo

I Bagni San Filippo furono ristrutturati nel 1566 da Cosimo I de’ Medici. Negli anni furono poi attivamente frequentati da personaggi del calibro di Lorenzo il Magnifico, che vi soggiornò nel 1485, o del Granduca Ferdinando II, che nel 1635 tentava di liberarsi disperatamente da un persistente “mal di capo”. Forse se avesse mangiato sano, variegato e moderato avrebbe ottenuto di più, potremmo dire noi di TuscanyPeople che a certi argomenti salutistici siamo particolarmente sensibili, ma all’epoca le informazioni nutrizionali erano molto più scarse di ora, e non possiamo certo fargliene una colpa, al povero Granduca sofferente.

Le prime analisi chimiche delle acque

Una prima analisi chimica delle acque fu realizzata alla fine del Settecento da parte di Giorgio Santi. Antonio Targioni Tozzetti compì poi, nell’Ottocento, uno studio approfondito, quindi Giuseppe Giuli, dopo averne steso una descrizione chimica, ne valutò le proprietà terapeutiche.

La plastica dei tartari

Più o meno alla metà del Settecento, Leonardo De Vegni utilizzò la proprietà di cementazione delle acque inventando una tecnica detta “plastica dei tartari“, con la quale creò vari oggetti artistici per la cui produzione, nel 1766, costruì una fabbrica ad hoc particolarmente apprezzata dal Granduca Pietro Leopoldo.

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Le acque termali dei Bagni San Filippo in Val d'Orcia, Toscana

Terme libere in provincia di Siena

Usufruire delle terme di Bagni San Filippo è completamente gratuito. L’area è piuttosto grande, le prime piscine che si incontrano lungo il sentiero, vicino alla strada, sono poco profonde, per cui non si mantengono calde a lungo. Proseguendo, tuttavia, per il sentiero nel bosco si raggiungono le impressionanti formazioni di calcio della “Balena Bianca”, che davvero somigliano alla bocca di un cetaceo. L’acqua calda sgorga dal suolo a una temperatura di circa 48°C, ed è possibile farvi il bagno in ogni stagione, mentre non è possibile camminare sopra la formazione calcarea per la sua delicatezza.

La Balena Bianca

La quantità d’acqua che sgorga dalla Balena Bianca muta molto spesso, e con lei mutano l’aspetto e i colori della formazione calcarea offrendo ogni volta uno spettacolo nuovo e diverso: durante l’inverno, infatti, le acque termali si mescolano con l’acqua piovana che contiene materiale organico, e il tutto vira verso un colore marrone-verdastro, o addirittura rossastro; d’estate, al contrario, l’acqua, incontrandosi con quella fredda del fiume, assume un aspetto bianco-blu in contrasto col profondo verde del bosco: un insieme suggestivo, in particolar modo quando le temperature cominciano a raffreddarsi e l’acqua calda viene mitigata dall’aria fresca.

Nuove piscine termali

Nel tempo, gli abitanti del luogo e i turisti hanno creato nuove piscine sotto la cascata: mettendo insieme sassi, rami e foglie, i depositi si cementificano velocemente sopra queste pareti artificiali, mentre sul fondo si forma un ricco deposito di fango termale, adattissimo a maschere per viso e corpo.

Il Fosso Bianco

Continuando a camminare, proprio accanto al centro benessere a pagamento, si raggiungono le altre piscine di Bagni San Filippo che formano il Fosso Bianco. Se invece si segue il percorso a destra, in un’area non segnata nelle cartine reperibili sul posto, si trovano le piscine che i residenti hanno creato raccogliendo l’acqua delle cascate. A seconda della misura della piscina ci si può auto-regolare la temperatura e un altro vantaggio è che sono prive dell’odore di zolfo.

L’hotel

La piccola località di Bagni San Filippo, trovandosi lungo il pendio orientale del Monte Amiata, è riuscita a preservare quasi inalterato il suo aspetto durante i secoli. L’hotel/spa, che utilizza anch’esso le sorgenti termali per le sue piscine e i trattamenti di bellezza, abbina all’antica sapienza del classico i nuovi trattamenti benessere basati sulle acque, i fanghi naturali e i massaggi di tradizione occidentale e orientale.

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Le acque termali di Bagni San Filippo in Val d'Orcia, Toscana

Dove mangiare a Bagni San Filippo?

A Il Solco, davanti all’entrata delle terme: ampia sala con arredi e decorazioni ricercati e una splendida terrazza all’ aperto; all’Osteria Lo Spugnone, ottima osteria toscana, vicino alla chiesa, ai piedi della caratteristica scalinata in travertino: piatti tipici del Monte Amiata e della Val d’Orcia genuinamente cucinati e accompagnati da una ricca scelta di vini.

 

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Tommaso Baldassini
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