Continua il nostro viaggio tra i battisteri toscani: quanti sono? Dove si trovano? In che epoca sono stati costruiti? Una real tuscan experience tra misticismo e simbologia, alla scoperta dei 6 battisteri in Toscana, veri capolavori di arte sacra.

Battisteri toscani, tra misticismo e simbologia, 6 capolavori d’arte sacra 

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Continuiamo il nostro excursus sui battisteri toscani con un’altra meraviglia delle meraviglie che si trova, non a caso, proprio in Piazza dei Miracoli a Pisa.

Quanti sono i battisteri toscani? Dove si trovano? Viaggio tra misticismo e simbologia nei 6 battisteri in Toscana, capolavori di arte sacra.

Battistero di Pisa: il battistero più grande del mondo

Insieme alla Torre pendente, al Duomo di Santa Maria Assunta e al Camposanto monumentale, il Battistero di Pisa fa parte delle 4 costruzioni che compongono una delle visuali più belle e spettacolari al mondo: a 360°, si può dire. In genere si va per vedere la Torre, che senza dubbio rimane l’attrazione principale (ma lo sapevate che a Pisa di torri pendenti ce ne sono 3?), ma non si può non rimanere colpiti dalla bellezza del Duomo e del Battistero che svettano bianchi, quasi candidi, su quei prati d’erba verde, non di rado stagliandosi sullo sfondo azzurro di sereni cieli marini.

Il terzo dei battisteri toscani che visitiamo è il battistero più grande del mondo: ha una circonferenza di 107,24 mt, una larghezza di muratura, alla base, 2,63 mt, e un’altezza di 54,86 mt. La cupola è coperta da tegoli chiari verso il mare e da lastre di piombo verso est. C’è chi dice che questa differenza nella copertura fosse dovuta all’insufficienza di denaro che non aveva permesso di portarla a compimento in modo omogeneo (stessa ragione per l’assenza di affreschi sul soffitto, che pure in origine erano stati pianificati), ma in realtà pare che invece fosse intenzionale: chi giungeva dal mare si orientava più facilmente scorgendo il riflesso lunare sui mattoni.

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Come molti altri edifici a Pisa, il Battistero è leggermente inclinato, pendente verso levante, in direzione della cattedrale.

Il primo progetto fu realizzato da Diotisalvi, e la prima pietra posta circa a metà del XII secolo, ma non fu mai finito, e solo circa un secolo dopo l’interruzione dei lavori fu ripreso da Nicola e Giovanni Pisano. Essendo stato costruito a più riprese mostra stili eterogenei: romanico e gotico.

L’architettura del Battistero di Pisa

Il Battistero esibisce una peculiare cupola troncoconica, come quella della chiesa degli Ospitalieri –  sempre a Pisa e sempre dello stesso architetto – che copre solo il giro interno di pilastri: la tecnica per edificare una cupola emisferica o poligonale di grandi dimensioni era quasi ignota all’epoca. Diotisalvi intendeva citare architettonicamente due pilastri di Gerusalemme: esternamente, la Moschea della Roccia, che si riteneva edificata sulle rovine del Tempio di Salomone, internamente, l’Anastasis della Basilica del Santo Sepolcro.

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La prima cupola aveva un foro alla sommità per illuminare il fonte battesimale e permettere all’acqua piovana di sgorgare dentro riempiendo le vasche. Ma non essendo presenti canali di scolo, significa che era solo a scopo decorativo, anche perché la vecchia pratica battesimale era stata abbandonata da tempo. In epoca più tarda, per chiudere il foro, fu costruita la piccola cupola sovrastante quella maggiore.

L’interno del Battistero di Pisa è spoglio di arredi e di strutture architettoniche, tranne alcune semplici file di colonne, un vuoto da cui emana il fascino della semplicità conquistando il visitatore. Inoltre il particolare eco che si percepisce parlando, dona all’ambiente un senso di reale misticismo.
Al centro è posto il bellissimo fonte battesimale e, vicino all’altare, sorge il pulpito che risale al 1260, opera di Nicola Pisano, dove sono scolpite scene della Vita di Cristo e altri soggetti che simboleggiano le Virtù. Nel 1564 vi fu battezzato nientemeno che Galileo Galilei.

Il battistero di San Giovanni Battista, a Volterra

Il nostro viaggio tra i battisteri toscani ci porta a Volterra, proprio di fronte al duomo cittadino. La struttura del Battistero volterrano ha una pianta ottagonale ed è rivestita di fasce di marmo bicolori, bianche e verdi.

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Il portale, in stile romanico, fu realizzato da artisti vicini a Nicola Pisano. I capitelli delle colonne dei pilastri e degli stipiti sono stati scolpiti con motivi di foglie d’acanto, figure animalesche e teste umane. A completare la facciata, una monofora e, nell’architrave, le teste di Gesù, di Maria e degli Apostoli. In ciascuna facciata si trovano finestre strette, mentre l’intero perimetro è percorso da una semplice cornice.

All’ingresso della chiesa l’acquasantiera è un cippo sepolcrale etrusco. Dentro si distinguono 6 nicchie. La copertura è costituita da una cupola. L’altare, opposto all’entrata principale, è opera, probabilmente, di artisti della seconda metà del Settecento. Molto interessanti le decorazioni, tra cui la tavola dell’Ascensione di Niccolò Cercignani. Il fonte battesimale più antico è opera di Andrea Sansovino, mentre il fonte battesimale principale fu realizzato da Giovanni Vaccà.

L’Oratorio di San Giacinto o Battistero, a Pietrasanta

L’Oratorio di San Giacinto a Pietrasanta, quinta tappa del nostro tour tra i battisteri toscani, fu eretto nel XVII secolo su commissione della Compagnia del Santissimo Sacramento, ma le opere di abbellimento e sistemazione proseguirono per oltre un secolo. Inizialmente la struttura era utilizzata come oratorio, e solo in seguito fu trasformata in battistero. Dell’originario Battistero oggi rimane soltanto la pala d’altare.

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Sul finire del XVIII secolo l’edificio fu annesso alla chiesa di San Martino a cui servivano degli spazi da utilizzare in funzione di battistero. Bellissimi sono i fonti battesimali presenti all’interno dell’edificio: uno esagonale del Trecento, realizzato da Bonuccio Pardini, uno a tabernacolo, del XVI-XVII secolo.

Il Battistero di San Giovanni in Corte, a Pistoia

Last but not least tra i battisteri toscani, perché è davvero tra i più belli al mondo, è il battistero di San Giovanni in Corte, a Pistoia, l’ultimo esempio di grande battistero medievale. Costruito fra il 1301 e il 1366, questo edificio è una raffinatissima espressione del cosiddetto “gotico italiano”, ovvero di quella scia del gotico francese che in Italia assunse caratteri peculiari integrandosi con il preesistente romanico. C’è chi invece lo classifica tra le massime espressioni del gotico toscano, perché riunisce in sé elementi fiorentini, pisani e senesi.

Tradizione vuole che, nel 1153, avesse ospitato il corpo del Vescovo Atto, al quale si deve l’arrivo della reliquia di San Jacopo a Pistoia.
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Il nome deriva dall’antica chiesa di Santa Maria in Corte, di epoca longobarda, alla quale si è sostituito. La sua ricostruzione a base ottagonale, ossia la forma attuale, fu iniziata dal 1301. Forse partecipò al progetto anche Nicola Pisano, ma è niente più che un’ipotesi.

La struttura del Battistero di Pistoia

Tutto il monumento raggiunge un’altezza di circa 40 metri. La struttura, caratterizzata dalla tipica policromia marmorea bianca e verde, è a pianta ottagonale e si conclude con la lanterna e una balaustra che corre per tutto il perimetro dell’edificio, arricchita di statue e guglie tipiche dello stile gotico.
I 3 portali sono riccamente decorati con bassorilievi e capitelli scolpiti nel marmo. Il portale principale, sormontato da un timpano triangolare intero con un rosone traforato al centro, è strutturalmente insolito.

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Per quanto riguarda l’apparato ornamentale interno, si notano in particolare le formelle in cotto della vasca battesimale che spiccano sulla semplicità dell’ambiente. Il restauro del 1975 ha portato alla luce, nel fonte battesimale, la data del 1226, oltre al nome dello scultore: Lanfranco da Como.

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E con la tappa a Pistoia, termina il nostro viaggio tra i battisteri toscani…che dite? Vi interessa l’arte sacra  e volete conoscere le Abbazie in Toscana? Niente di più semplice, basta seguire questo link.

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