I biscotti toscani rappresentano una parte fondamentale della cultura culinaria della regione. Nel periodo natalizio diventano veri protagonisti delle tavole a fine pasto, accompagnati naturalmente da un buon bicchiere di Vin Santo.

Biscotti toscani, la dolce tradizione da assaporare

Il made in Tuscany da sempre si contraddistingue per la ricca varietà di eccellenze enogastronomiche: dal Chianti Classico a tutti gli altri vini DOC, DOCG e IGP prodotti in questa fantastica regione fino alla tradizionale bistecca alla fiorentina, giusto per citare due emblemi conosciuti in tutto il mondo. In questo ricco e goloso panorama non sono da meno, per bontà e importanza, i biscotti toscani.

Cenci I cenci sono biscotti toscani tipici del Carnevale e rappresentano la variante toscana delle "chiacchiere". L'impasto con cui si realizzano è a base di farina, burro, zucchero ed uova. Dopo aver steso la pasta viene tagliata a forma di rombi irregolari, fritta e servita fredda dopo averli ricoperti con una generosa spolverata di zucchero a velo.

Questo termine va inteso in maniera ampia, poiché include sia biscotti veri e propri che sfiziose varietà di dolcetti tipici della tradizione che, anche se non possono essere considerati biscotti veri e propri, sono comunque assimilabili ad essi per categoria.
Concediamoci dunque un’appetitosa panoramica sui più buoni ed importanti.

Cantucci di Prato, chiamati anche Biscotti di Prato

Sono biscotti toscani rustici e secchi dalla consistenza dura, che ne decreta la lunga conservazione, perfetti da gustare a fine pasto inzuppati nel Vin Santo, un passito dolce e setoso, prodotto soprattutto nella zona del Chianti.
Si ottengono da un impasto a base di uova, zucchero e mandorle, hanno la tipica forma di filoncino, che si ottiene tagliando a fette diagonali tutta la massa quando è ancora calda, immediatamente dopo la cottura. Le mandorle vengono inserite nell’impasto intere e non spellate.

I biscotti toscani tipici sono radicati della tradizione culinaria e divengono protagonisti delle tavole toscane durante il periodo natalizio

La storia di questo biscotto affonda direttamente nel Rinascimento, quando le povere famiglie contadine erano avvezze mangiare gli scarti, appunto i cantucci, del filoncino dolce che i panettieri preparavano per le ricche famiglie aristocratiche e borghesi.
La consacrazione della sua esistenza avviene prima nel 1691, quando l’Accademia della Crusca ne codifica la definizione tra i vocaboli italiani, quindi nel 1867, quando il pasticcere pratese Enrico Mattei ne presenta la ricetta all’Esposizione Universale di Parigi .

Ricciarelli di Siena

Realizzati con un impasto simile per forma e consistenza al marzapane, i ricciarelli sono biscotti toscani tipici di Siena, a base di mandorle, zucchero e albume d’uovo.
L’impasto così ottenuto viene poi insaporito principalmente da vaniglia e canditi, ma in alcune varianti anche da spezie varie quali la noce moscata, tagliato a forma di rombi arricciati all’estremità (da qui il loro nome) e cotto in forno.

I biscotti toscani tipici sono radicati della tradizione culinaria e divengono protagonisti delle tavole toscane durante il periodo natalizio

Sfornati si ricoprono con una fitta nevicata di zucchero a velo, e anch’essi si gustano meglio accompagnati da un vino dolce.
Oggi sono considerati biscotti toscani tipici del periodo natalizio, ma pare che vantino origini orientali legate al XIV secolo, quando il cavaliere Ricciardetto Della Gherardesca fece ritorno al suo castello dalle crociate, recando con sé questi dolcetti.

Cenci

I cenci sono biscotti toscani tipici del Carnevale e rappresentano la variante toscana delle “chiacchiere”. L’impasto con cui si realizzano è a base di farina, burro, zucchero ed uova. Dopo aver steso la pasta viene tagliata a forma di rombi irregolari, fritta e servita fredda dopo averli ricoperti con una generosa spolverata di zucchero a velo.I biscotti toscani tipici sono radicati della tradizione culinaria e divengono protagonisti delle tavole toscane durante il periodo natalizio

Berriquocoli di Siena

Con lo stesso procedimento dei Cavallucci si realizzano i berriquocoli, più grandi nella forma e arricchiti da una piu generosa presenza di canditi, principalmente il cedro.
Il nome è legato alla forma, vagamente simile a quella di un’albicocca che nel senese si chiama appunto “bericoccola”.

Necci garfagnanini

I necci sono biscotti toscani “poveri” ma deliziosi, tipici della montagna pistoiese e della Garfagnana. Prendono il nome dal loro ingrediente principe: il neccio è il termine toscano con cui si indica la farina di castagne ed i suoi derivati.
Tale ingrediente, unito semplicemente all’acqua, e cotto in una teglia antiaderente, dà luogo a delle crespelle che vengono farcite con ricotta di pecora, arrotolate su se stesse e guarnite con del miele di acacia.

I biscotti toscani tipici sono radicati della tradizione culinaria e divengono protagonisti delle tavole toscane durante il periodo natalizio

Copate di Siena

Uno dei dolci natalizi forse meno noti al di fuori del territorio toscano, eppure delizioso è particolarmente pregiato, sono le copate di Siena. La loro origine storica è antichissima e il nome sembra derivi direttamente dal termine arabo qubbiat, mandorlato.
Le copate infatti sono un tripudio di mandorle e noci, tenute insieme da miele che gli fa assumere la consistenza di un croccante agglomerato, insaporite dall’aggiunta di anice e racchiuse tra due sfoglie di ostia del diametro di 6 cm circa.

Brigidini di Lamporecchio

Sono dei dolcetti originari della provincia di Pistoia, onnipresenti nelle fiere e sagre toscane e non solo, dove vengono venduti nelle bancarelle degli ambulanti. Si tratta di cialde sfogliate e friabili di colore giallo-arancio, realizzate con zucchero, farina, uova e insaporite con un’essenza all’anice.
Devono il loro nome alle brigidine, suore devote a Santa Brigida, che nel XVI secolo idearono questi “biscotti” toscani.I biscotti toscani tipici sono radicati della tradizione culinaria e divengono protagonisti delle tavole toscane durante il periodo natalizio

Cavallucci di Siena

Sempre da Siena giungono i Cavallucci, dolcetti dalla forma irregolare a base di arance candite e gherigli di noce, dal forte sapore speziato. Tipici del Natale, vantano origini rinascimentali risalenti pare al 1515. Il nome deriva dal consumo quotidiano che si faceva di questi dolci all’interno delle stazioni di posta, dove rappresentavano il pasto degli uomini addetti al cambio dei cavalli, inzuppati nel vino, e che anche i corrieri e viaggiatori non disdegnavano degustare.

Qual è la più buona tra queste leccornie? Difficile stabilire una classifica, sono tutti ugualmente squisiti. Ecco perché vi suggeriamo di assaggiarli tutti e scegliere poi personalmente qual è il vostro preferito tra i biscotti toscani tradizionali.

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