Giosuè Carducci definì Fivizzano “una perla sperduta tra i monti”. Andiamo insieme alla scoperta di questo bellissimo borgo toscano in Lunigiana.

Fivizzano, il “cantuccio di Firenze” sulle Alpi Apuane

Il borgo di Fivizzano si trova in Lunigiana, proprio al centro delle montagne di due parchi: da una parte quello dell’Appennino Tosco-Emiliano, dall’altra il Parco regionale delle Alpi Apuane.

Grazie alla sua posizione, Fivizzano, “Fiuzan” in dialetto, regala scorci pittoreschi unici nel suo genere. È importante anche sottolineare come questo piccolo borgo toscano, il cosiddetto “cantuccio di Firenze”, sia stato fondamentale per il territorio anche dal punto di vista culturale, soprattutto umanistico.

Borgo toscano di Fivizzano con dietro le Alpi Apuane

Fivizzano: la Firenze della Lunigana

Il comune, in provincia di Massa Carrara, è stato da sempre considerato un punto chiave della rete viaria: una sosta obbligata per pellegrini, commercianti e, oggi, turisti. Non per niente, Fivizzano viene definito la “Firenze della Lunigiana”: da una parte per i moltissimi palazzi, ma dall’altra per una questione meramente storica. Infatti, nel 1477, alla presenza di Lorenzo il Magnifico, il borgo lunigianese fu soggiogato al potere fiorentino.

A testimonianza del forte attaccamento che nacque verso Firenze, ancora oggi troviamo architetture, sia civili che religiose, come la bella Piazza Medicea, costruita per volere di Cosimo III de’ Medici. L’aria fiorentina si respira anche sulla cinta muraria che racchiude il paese, costruita da un collaboratore di Antonio da Sangallo, l’architetto Giovanni d’Alessio, detto Nanni Ungaro. Purtroppo oggi le mura sono incomplete, ma permettono ancora di fare una bella passeggiata panoramica per potersi beare del paesaggio montano circostante.

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Case nel borgo toscano di Fivizzano

Il borgo toscano delle Lettere

Nel Palazzo Fantoni Bononi sorge il Museo della Stampa dedicato a Jacopo da Fivizzano, considerato uno dei primi stampatori a livello mondiale. Secondo alcuni documenti, fu proprio lui, a Fivizzano, a utilizzare per primo i caratteri mobili italiani, battendo sul tempo capitali europee molto più avvantaggiate sulla carta. Il borgo della Lunigiana è molto legato a questo primato, al quale deve un successivo sviluppo culturale che ha reso la cittadina importante nei secoli.

Fivizzano paese natale della macchina da scrivere

Inoltre, Fivizzano vanta di aver dato i natali ad un altro pioniere: Agostino Fantoni, inventore della macchina da scrivere insieme all’amico Pellegrino Turri di Castelnuovo di Garfagnana. La storia dell’invenzione è diversa dalle altre: non per caso, non per fama, ma per amore.

Il Conte Fantoni teorizzò un primo prototipo di strumento scrivente per la sorella, afflitta da una grave malattia che la portò in adolescenza alla cecità: grazie all’amore e all’acume fraterno, la ragazza continuò a scrivere brevi lettere per comunicare. L’uso familiare e ristretto dell’attrezzo prevalse ed esso non venne brevettato dai due amici, ma permangono documenti a riguardo nell’Archivio di Stato di Massa e in quello Fantoni a Fivizzano.

L’antica sede dell’Accademia degli Imperfetti

L’importanza fivizzanese nel mondo delle Lettere non si esaurisce qui! Fivizzano è la sede dell’antica Accademia degli Imperfetti, un’istituzione culturale nata nel XVI secolo che darà poi vita al Teatro degli Imperfetti.

Tra i vari compiti dei Comites in amore benigni (motto della compagnia) troviamo mostre, studi umanistici e scrivere poesie, dette “veglie”. Quest’ultime venivano recitate di fronte agli ospiti più prestigiosi andati in visita alla cittadina: si ha racconto di una solennissima rappresentazione in onore di Giovan Gastone de’ Medici.
Il Museo della Stampa di Jacopo da Fivizzano racchiude in toto la lunga e onorevole storia fivizzanese, ripercorrendo le tappe principali degli illustri personaggi che può annoverare come cittadini.

Castello delle Verrucola nel borgo toscano di Fivizzano

La biblioteca di Fivizzano

La biblioteca civica di Fivizzano merita una visita non solo per i tesori letterari che conserva, ma anche per la sede che occupa. L’edificio ha una lunga storia che inizia nel 1391, quando il signore di Fivizzano, Nicolò Malaspina, concesse di costruire il secondo convento dedicato a Sant’Agostino in Toscana proprio nel paese lunigianese.

Dai monaci agostiniani passò a essere monastero di clausura, fino a diventare biblioteca. Al suo interno sono conservati reperti provenienti dalla chiesa di San Giovanni, distrutta dal terremoto del 1920.

La chiesa dei Santi Jacopo e Antonio

Oggi la chiesa più importante per il paese è quella dedicata ai Santi Jacopo e Antonio. L’edificio di culto è stato fondato da monaci francesi, che scelsero Fivizzano proprio per il suo essere importante crocevia.

Anche qui troviamo traccia del forte legame fiorentino del paese: lo stemma della famiglia medicea spicca sulla facciata della chiesa. Al suo interno invece si trova una tela raffigurante “La resurrezione di Lazzaro” del pittore fiorentino Pietro Sorri.

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Sbandieratori nel borgo toscano di Fivizzano

La “Disfida degli arcieri di terra e di corte” di Fivizzano

Fivizzano si presenta quasi del tutto intatto rispetto alle epoche passate. Per questo, anche i suoi cittadini tengono vive tradizioni antiche come la “Disfida degli arcieri di terra e di corte”.

La rievocazione storica si basa su una competizione del 1500 che vedeva sfidarsi i guerrieri di Terra (il centro urbano) e di Corte (i piccoli villaggi attorto al nucleo centrale) nel tiro al bersaglio. La preparazione della festa è molto fedele all’originale (dai costumi agli archi in legno utilizzati durante la gara). Prendono parte all’evento anche gli sbandieratori del Gruppo Storico di Fivizzano, associazione che conta ormai migliaia di rappresentazioni.

 

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