Nel cuore della Toscana, tra Firenze e Volterra, sorge Castelfalfi. Il borgo, scenario di quasi mille anni di storia, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento ha assistito ad un lento ed inesorabile processo di spopolamento che ha portato buio e desolazione per oltre un secolo fino all’intervento del colosso tedesco Tui Ag.

Il Rinascimento di Castelfalfi

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Dall’alto il borgo si presenta come un scrigno posato su un manto ondulato, solcato da pennellate verdi estese a perdita d’occhio. Un tempo, al posto delle colline, c’era il mare e il suo ricordo è racchiuso nelle increspature di questo suolo composto da argille che, insieme alle arenarie, danno vita ad un tripudio di colori.

Siamo davanti ad una cornice enigmatica e affascinante, che muta il proprio colore di stagione in stagione ma non l’essenza. Tra terra e cielo, in mezzo la storia, lontano dalla connessione smodata del nostro tempo.

Su oltre 1000 ettari, all’interno di una superficie tre volte più grande del Principato di Monaco, il borgo si estende tra vigneti, oliveti, boschi, laghi e una riserva di caccia. Oggi Castelfalfi vive un nuovo Rinascimento, dopo un black-out lungo decenni interrotto dalla ristrutturazione promossa che ha dato una nuova vita al borgo, tra appartamenti, negozi e resort di lusso.

La storia

Il borgo affonda le proprie radici nell’Alto Medioevo, con il primo insediamento costruito verso il 700 dal longobardo Faolfi. Da qui, potrebbe derivare il nome Castrum Faolfi, cambiato poi in Castelfalfi. Tra le carte storiche, Castelfalfi compare nel 754 quando Walfredo di Ratgauso della Gherardesca cita il borgo in occasione di una donazione alla Badia di Monteverdi in Maremma.

Nel 1139 è venduto da Ranieri della Gherardesca al vescovo di Volterra per cento lire (pari a 100 libbre di argento), mentre dal XV secolo arrivano i Medici: nel 1475 i proprietari Giovanni di Francesco Gaetani e sua moglie Costanza de’ Medici ristrutturano il castello e costruiscono la villa adiacente come residenza di caccia.

Con quasi mille anni di storia alle spalle, a partire dagli anni sessanta del XIX secolo il villaggio subisce un processo di spopolamento: gli abitanti del borgo preferiscono scendere verso la pianura e lavorare in fabbrica. Comincia per Castelfalfi un lungo capitolo di declino e abbandono.

La rinascita del borgo

Bisogna aspettare gli Anni Dieci del terzo millennio per la rinascita del borgo, grazie all’intervento della multinazionale Tui Ag, che ha restituito una nuova vita alla “Bella Addormentata” della Valdelsa, lanciando nel 2007 un programma di recupero e restauro per riqualificare sia il centro che la tenuta circostante.

Il borgo viene presentato ufficialmente al mondo nel 2014 con il completamento dell’intervento di ristrutturazione e riqualificazione. Tolto il telo rosso da Castelfalfi, compare una nuova realtà: l’intervento nel suo complesso ha così trasformato un villaggio abbandonato in un moderno resort, il cui fascino è incastonato in una cornice senza tempo.

Oggi Castelfalfi si presenta sul mercato mondiale con un’offerta sia turistica che immobiliare: da un lato la vendita di appartamenti, ville e casali, dall’altro strutture ricettive ed enogastronomiche, da alberghi (con un hotel a cinque stelle dalla primavera del 2017) a ristoranti, piscine e spa, sale per congressi e un golf club con ben 27 buche.

Dall’alto della collina, il Castello domina a 360 gradi le magnifiche colline fiorentine e pisane, conservando l’appeal dell’epoca passata. L’edificio, durante la seconda guerra mondiale sede di una divisione dell’esercito tedesco, fu poi preso a cannonate dagli alleati durante la loro avanzata di liberazione del territorio. Oggi, dopo la riapertura al pubblico nel 2014, è il simbolo del borgo di Castelfalfi e della sua rinascita.

Il riconoscimento del New York Times

Anche il New York Times è rimasto affascinato dalla bellezza di Castelfalfi: il borgo medievale (e il suo Resort) incastonato nello spettacolare paesaggio delle colline di Montaione appare nella guida ‘Hotels and Resorts to Travel to in 2017‘, visibile sul sito del noto quotidiano statunitense, nella sezione dedicata all’Italia.

Dalle pagine dello storico quotidiano statunitense si legge: “Un borgo medievale, adesso arricchito con negozi e ristoranti, annesso ai 2700 acri del Toscana Resort Castelfalfi. In aprile, si aggiungerà il Castelfalfi Hotel con 120 stanze, costruito per essere efficiente da un punto di vista energetico, con riscaldamento a biomassa e riciclo di acqua e scarti alimentari. Il nuovo Hotel avrà sauna e ristorante, e gli ospiti avranno accesso ai corsi di golf presenti, alla scuola di cucina e alla cantina”.

Stefan Neuhaus, CEO di Toscana Resort Castelfalfi, ha aggiunto:La Toscana è il cuore dell’Europa storica. Acquirenti e visitatori che sono attratti dall’Italia, e in particolare dalla Toscana, sono attratti dall’atmosfera di un borgo storico e tradizionale come Castelfalfi”.

Il nuovo hotel: tradizione e lusso

Il resort presenta al mondo un nuovo concetto di hotellerie, in cui tradizione sostenibile, lusso sussurrato e ricco di storia si uniscono in un prezioso Italian way of life all’insegna della natura e della bellezza.

Non è solo una questione di comfort: per la proprietà il nuovo hotel a cinque stelle è “unico nel suo genere, a cominciare dalle scelte architettoniche, interne ed esterne, che amplificano l’essenza più intima”.

Il più grande campo da golf della Toscana

La Toscana è un paradiso segreto per i giocatori di golf. Negli Anni Novanta molti dei campi della regione sono stati sviluppati sfruttando la topografia naturale della regione e Castelfalfi ospita uno dei campi più spettacolari d’Italia e il più grande della Toscana. Il Golf Club Castelfalfi vanta 27 buche e oltre 9.400 metri di pendio e prati incastonati tra boschetti di ulivi.

Il 18 buche Mountain Course (Par 72) si estende per 6.351 metri con ripidi dislivelli e ostacoli d’acqua, che lo rendono uno dei tracciati italiani più stimolanti e di sicuro richiamo per giocatori provenienti da tutto il mondo. Il campo è stato ridisegnato per essere complementare alla topografia naturale delle territorio, dando a ogni buca un carattere individuale, con la vegetazione preesistente che conferisce un senso di privacy a ogni fairway.

Nel novembre 2011 è stato inaugurato il 9 buche Lake Course (Par 37), adatto a ogni livello di esperienza. Entrambi i percorsi sono stati progettati dai premiati architetti come Moroder e Preißmann.

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