Alla confluenza tra l’Ema e la Greve, in zona Galluzzo, sul Monte Acuto, anche detto Monte Santo, sorge, circondata da un’alta cerchia di mura, la bellissima Certosa di Firenze, un monastero già dell’Ordine certosino.

Certosa di Firenze: un luogo di rara bellezza sulle colline del Galluzzo

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Il complesso monastico della Certosa di Firenze fu voluto in origine da Niccolò Acciaioli (1310-1365), personaggio influente nell’ambiente politico ed economico trecentesco. Niccolò apparteneva a una delle famiglie di banchieri più ricche di Firenze, ma raggiunse il potere nel Regno di Napoli, presso la corte angioina, dove fu nominato Gran Siniscalco del Regno e Viceré di Puglia.

Nel suo primo testamento del 1338 Niccolò espresse la volontà di fondare un monastero dedicato a San Lorenzo Martire, accordando una netta preferenza all’ordine certosino. In Toscana fino ad allora esisteva la sola Certosa di Maggiano, vicino a Siena (nel 1340 sarebbe stata fondata la Certosa di Farneta, presso Lucca).

Bisogna tenere in conto che l’edificazione di una certosa conferiva notevole prestigio sia nell’ambito della corte angioina che in quello della corte pontificia, per questo Niccolò Acciaioli, che varie volte aveva beneficato la Certosa di San Martino a Napoli, decise di fondarne una anche nella sua città natale.

 

Gli artisti della Certosa di Firenze: Orcagna, Giovanni della Robbia e Pontormo

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

La Certosa di Firenze è stata completata e abbellita fino al XVI secolo, sebbene i lavori siano proseguiti fino al XVIII secolo e oltre, conferendo all’edificio una struttura prevalentemente rinascimentale. Al 1300 risalgono il pianterreno del Palazzo degli Studi, la parte muraria della Chiesa di San Lorenzo, le tombe degli Acciaioli e il corridoio, con i locali annessi, sotto il lato Nord-Ovest dell’attuale costruzione.

Tra gli artisti che vi si destreggiarono ci furono l’Orcagna e Giovanni della Robbia, ma la Certosa di Firenze rappresentò soprattutto il rifugio di Jacopo Carucci, detto il Pontormo, scappato dalla peste che colpì Firenze nel 1523. Durante il suo soggiorno Pontormo dipinse gli affreschi del Chiostro Grande, dedicati alla Passione di Cristo, e oggi conservati nella pinacoteca di Palazzo Acciaiuoli che domina l’ingresso alla Certosa.

Il pittore, terminata l’epidemia, ritornò a Firenze, anche se rimase sempre legatissimo a questo luogo in cui risiedeva per lunghi periodi a cercar pace e silenzio per la sua anima tormentata.

 

Il Palazzo degli Acciuoli detto anche Palazzo agli Studi

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Il Palazzo Acciaiuoli, cominciato nel 1356 e mai completato nel suo progetto ispirativo iniziale, costituisce la novità della Certosa di Firenze rispetto alle altre nate nel territorio italiano. Voluto da Niccolò Acciaiuoli per trascorrervi la vecchiaia, fu chiamato anche “Palazzo agli Studi”.

Sensibile al crescente fermento dell’Umanesimo fiorentino del XIV secolo, l’Acciaiuoli desiderava affianco alla Certosa una scuola per studenti laici di teologia, diritto canonico e filosofia. Il progetto, opposto allo spirito monastico certosino, non ebbe seguito, ma rappresenta un chiaro sintomo dei tempi divisi tra preghiera contemplativa e forti ideali umanistici.

Cosa significa “certosa”?

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Il nome Certosa deriva dall’Ordine dei Certosini fondato da San Bruno (1030-1101) con altri sei compagni, intorno al 1084, vicino a Grenoble. La Grande-Chartreuse si trovava al centro di una valle profonda e difficilmente accessibile. Da allora tutte le fondazioni dell’Ordine sorgono in luoghi lontani dai centri abitati e sono chiamate “certose” per porre in evidenza l’ideale di vita da cui sono ispirate: la conoscenza di Dio attraverso la solitudine.

A metà strada tra l’eremitismo e la normale esistenza d’una comunità religiosa, lo spazio conventuale è rigorosamente e gerarchicamente definito per permettere l’incontro tra solitudine e comunione. Dal gruppo degli edifici del monastero si distaccano, infatti, la chiesa, anello di congiunzione tra terra e cielo, e la torre dell’orologio, i cui rintocchi scandiscono le preghiere dei monaci.

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La vita dei monaci certosini

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Momento fondamentale della vita spirituale del monaco-eremita è la “scuola” della sua cella, tra le cui mura, durante la giornata, potrà dedicarsi alla preghiera, alla meditazione delle Sacre Scritture e al lavoro manuale.

Ma al contempo, nel suo continuo dialogo con Dio, il certosino è parte di una vera e propria comunità che si rivolge al Signore coralmente: dall’ufficio divino, al pasto in comune in determinate feste e solennità dell’anno liturgico, alla riunione capitolare per decidere l’andamento spirituale e pratico dell’intera comunità, fino alla libera obbedienza in ogni istante alle direttive del priore del monastero.

Da Napoleone Bonaparte e la Certosa di Firenze

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Come tutte le istituzioni religiose, anche la Certosa di Firenze al Galluzzo, non ha conosciuto soltanto pace e silenzio. Nel giugno del 1798 giunse qui papa Pio VI che errava verso il suo esilio in Francia per volontà di Napoleone Bonaparte. Rimase nove mesi ospite nella foresteria.

Sempre Napoleone, nel 1810, soppresse il monastero e la comunità certosina, e soltanto nel 1819, dopo la sua caduta, i certosini poterono ritornarvi. Anche papa Pio VII, nel frattempo, fu ospite della Certosa, durante il suo viaggio in Francia, per incoronare Napoleone imperatore dei francesi.

Dopo l’Unità d’Italia

La Certosa di Firenze è un monastero, già dell'Ordine certosino, che si erge sul Monte Acuto, alla confluenza dei fiumi Ema e Greve in zona Galluzzo, Firenze.

Dopo l’Unità d’Italia e la soppressione degli ordini religiosi, i monaci si appellarono al re che concesse loro di rimanere come custodi nella Certosa di Firenze che a sua volta venne dichiarata monumento nazionale, ancora oggi sotto la tutela della Soprintendenza.

Nel 1958 i Certosini, ridotti a poche unità, lasciarono la loro casa, e furono sostituiti dai Monaci Cistercensi di Casamari (Frosinone) la cui regola di vita, più aperta al mondo, consentì un maggiore inserimento del luogo nel panorama culturale e spirituale di Firenze.

Tuttavia, dal 14 dicembre 2017, venute meno alcune condizioni per il loro impegno, l’Arcidiocesi di Firenze ha affidato la custodia della Certosa alla Comunità di S. Leolino.

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