Se pensate di conoscere la Toscana in lungo e largo come le vostre tasche o semplicemente siete alla ricerca di un pretesto per visitare questa terra colma di fascino, abbiamo la soluzione: c’è un borgo nel cuore della Toscana che sta aspettando proprio voi; stiamo parlando di Colle Val d’Elsa.

Colle Val d’Elsa, il borgo più ingiustamente ignorato dal turismo in Toscana

Suggestivo, ricco di storia, terra di arte e mestieri, con un angolo di piacere per il palato molto speciale. Colle Val d’Elsa nel cuore ha tutte le carte in regola per essere una meta di grande interesse turistico. Ma c’è un ma: secondo la ricerca realizzata da Avis, il borgo sarebbe del tutto ignorato dall’enorme flusso di visitatori che ogni giorno si riversa in Toscana.

Suggestivo, ricco di storia, terra di arte e mestieri, ma ignorato dal turismo. Colle Val d'Elsa, il borgo da sogno ignorato dai social network.

Questo gli è valso un posto nella “Top 10 delle mete da sogno più ingiustamente snobbate dai social”.

La ricerca

L’azienda di autonoleggio Avis Untrending ha stilato una top 10 delle mete più interessanti e al contempo di nicchia più snobbate nel mondo, tutte quante a pochi chilometri di distanza da alcuni dei centri turistici più popolari del mondo.

La ricerca del portale di autonoleggio ha combinato i dati di viaggio delle vetture Avis con il numero di citazione dei vari luoghi su Facebook, Twitter e Instagram, andando così a stilare la lista delle mete da scoprire e promuovere maggiormente.

La meta toscana più snobbata dai social

L’Italia è presente nella lista con ben due mete: una è Siracusa, l’altra è la toscanissima Colle Val d’Elsa, borgo senese celebre (a quanto pare non troppo) per la lavorazione del cristallo, diviso in due parti: Colle Alta sulla cima della collina e Colle Bassa, ai suoi piedi. Snobbata dai social, ma non da TuscanyPeople, a cui lo chef Gaetano Trovato l’anno scorso ha aperto le porte del Ristorante Arnolfo, due stelle Michelin.

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Alla scoperta di Colle Val d’Elsa

Nella sua eredità storica, Colle Val d’Elsa vanta importanti ritrovamenti archeologici risalenti anche al IV millennio a.C., con numerose testimonianze risalenti all’epoca etrusca, come le necropoli di Dometaia e di Le Ville. Nel corso dei secoli Colle Val d’Elsa, a causa della sua posizione a metà tra Firenze e Siena, è stata oggetto dell’antica rivalità tra le due città, che si sono alternate il controllo sul borgo. Essere attraversata dalla via Francigena, ha garantito a al borgo una benessere economico notevole .

Colle di Val d’Elsa è arroccata nella sua parte più antica su di un alto poggio e le strette vallette che la contornano di fatto ne tripartiscono il tessuto urbano diviso anticamente in “Piano”, “Borgo” e “Castello ” oggi semplificati in Colle bassa e Colle alta.

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Le case-torri di Colle Val d’Elsa

Un delle peculiarità architettoniche che noterete visitando il borgo è costituita dalle case-torri, che contribuiscono a rendere il profilo di Colle Val d’Elsa alquanto caratteristico. Tra quelle rimaste, una si fa notare in modo particolare tanto da emergere sulle altre: è la casa-torre di Arnolfo di Cambio, dove l’artista è nato intorno al 1245.

Di recente, la Torre è stata restaurata da alcuni privati il cui intervento ha valorizzato gli spazi ed arricchito gli interni con gli affreschi di Gino Terreni che qui ha raffigurato anche alcune scene della battaglia di Colle del 1269: si narra infatti che dalla torre la nobildonna senese Sapia Salvani assistesse alla disfatta delle forze della Repubblica di Siena nella guerra contro Firenze e l’alleata Colle Val d’Elsa, come ricorda Dante nella Divina Commedia, XIII Canto del Purgatorio.

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All’artista è intitolato anche il cuore della parte inferiore: si tratta appunto di Piazza Arnolfo di Cambio – o più semplicemente Piazza Arnolfo – fulcro sociale, economico e politico della città.

La piazza fu realizzata nel 1865 per creare un’area dove ospitare il mercato e le fiere. Per la realizzazione della piazza vengono abbattute parte delle vecchie mura di cinta della città e l’antica chiesa di San Jacopo. Agli edifici che furono edificati intorno alla piazza si aggiungerà, nel 1879 la stazione ferroviaria mentre al centro della piazza fu collocata una fontana, poi sostituita nel 1925 dal monumento ai caduti della prima guerra mondiale.

Il punto più panoramico

Nelle vicinanze della casa di Arnolfo Cambio, potrete trovare il Baluardo, il bastione difensivo situato alla fine del Castello – ossia la città vecchia – che domina dall’alto della sua imponenza la valle inferiore e le colline del Chianti.

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Per accedere al Baluardo e quindi al Castello, nel 2006 è stato inaugurato un impianto di risalita che collega la parte bassa della città (da via Meoni) al colle. L’impianto è stato realizzato con la consulenza dell’architetto francese Jean Nouvel e consente di superare un dislivello di 40 metri con l’uso di ascensori, che scorrono in un tunnel verticale effettuando la corsa in 35 secondi.

Se scegliete di utilizzare questo servizio salendo dal paese basso, soffermatevi all’ingresso: l’accesso agli ascensori è stato realizzato riutilizzando un vecchio rifugio antiaereo risalente alla seconda guerra mondiale. L’impianto è gratuito e aperto 24 ore su 24.

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Raggiunto il colle e ammirata la vista, alle spalle del Baluardo potrete notare palazzo Masson, costruito alla fine del XIX secolo su progetto di Antonio Salvetti (architetto colligiano), nel luogo dove sorgeva la Porta al Canto demolita nel 1876, nonostante le aspre polemiche, proprio per far posto al palazzo, di proprietà della facoltosa famiglia del proprietario delle ferriere. Oggi il Palazzo ha cambiato del tutto la sua funzione: i suoi spazi infatti sono occupati dalla congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù che la utilizza come scuola per l’infanzia intitolata a Santa Caterina Volpicelli.

Il cristallo

Colle Val d’Elsa è famosa per la produzione di oggetti in cristallo, a cui è dedicato il Museo del Cristallo allestito in uno spazio sotterraneo nell’area che un tempo era occupata da una delle fornaci dell’ottocentesca fabbrica di Cristallerie e Vetrerie Schmidt (l’ex vetreria Boschi).

Proprio nel borgo alla fine del Cinquecento è nata l’industria del vetro, progenitrice del fenomeno cristallo per il quale Colle Val d’Elsa è famosa in tutto il mondo. Secondo i dati diffusi dallo stesso Museo, oggi nel borgo colligiano si produce il 95% di tutto il cristallo d’Italia e quasi il 15% di quello mondiale.

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Le diverse sezioni ricostruiscono il percorso compiuto dall’industria vetraria colligiana dal 1820, anno dell’impianto della prima fornace, fino alla piena realizzazione del cristallo al piombo avvenuta nel 1963,  presentando esempi di produzione preindustriale e reperti vitrei risalenti al XIV-XV secolo.

Il museo riserva particolare attenzione agli articoli di design e a quelli incisi con le tecniche più antiche, concludendo la raccolta con un’installazione molto suggestiva detta la “foresta di cristallo”, interpretazione scenografica delle emozioni evocate dal materiale a cui il museo è dedicato.

L’arte e la storia

Alle mete da includere nella vostra visita, ci sono il Museo civico di arte sacra quello intitolato a Ranuccio Bianchi Bandinelli. Nell’ordine, potete trovare il primo all’interno del sontuoso Palazzo dei Priori: il museo offre un ampio panorama della produzione artistica in Valdelsa dal VI al XX secolo.

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Tra le più antiche testimonianze d’arte medievale è la grande Maestà opera di un ignoto artista senese (il cosiddetto ‘Maestro di Badia a Isola‘), come anche un Crocifisso ligneo di Marco Romano. Particolare attenzione merita un rarissimo corredo eucaristico in argento, ritrovato fortuitamente nel sottosuolo locale, testimonianza di una comunità cristiana di etnia ostrogota risalente al VI secolo dopo Cristo.

Il Museo Archelogico

Il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” invece è ospitato all’interno del trecentesco palazzo del Podestà e occupa tutti i tre piani del palazzo. Al suo interno sono raccolti reperti, provenienti dall’Alta Valdelsa ed in particolare dai territori comunali di Colle di Val d’Elsa e di Monteriggioni.

Troverete complessi tombali, reperti e ricostruzioni che fanno del museo colligiano uno tra i più importanti del territorio senese. All’interno potrete vedere la ricostruzione della fornace etrusca databile al III sec. a.C. scoperta in località Quartaia, insieme ai numerosi reperti che provengono dalle due maggiori necropoli etrusche colligiane di Le Ville e di Dometaia.

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Fiori all’occhiello dell’esposizione sono il corredo della tomba tardo-orientalizzante di Campiglia dei Foci, chiamata Tomba Pierini dal nome del proprietario del terreno in cui è scavata, in cui spicca una vaso gemino con iscrizione dedicatoria databile all’inizio del VI secolo, ma soprattutto la magnifica ricostruzione del volto di una ragazza etrusca, effettuata dai maggiori esperti nel settore dell’Università degli Studi di Pisa, sepolta 2500 anni fa in una tomba in località Le Porciglia. Questa collezione ha oggetti unici come i reperti della raccolta Terrosi e le rarissime “kelebai” volterrane.

Il sapore

Oltre al cristallo, Colle vanta un’altra eccellenza: dall’arte e dalla storia ci spostiamo sul piano del gusto per aprirvi le porte del ristorante Arnolfo dello chef Gaetano Trovato, due stelle Michelin e il potere di incantare il palato. Il ristorante Arnolfo, situato in un palazzo rinascimentale del borgo, sarà la meta perfetta dove concludere la visita al borgo.


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