Collodi è il borgo toscano dove si trova il Parco di Pinocchio e dove molti pensano che sia nato Carlo Lorenzini, detto Collodi, il padre del burattino più famoso del mondo. Ci dispiace infrangere le vostre convinzioni, ma non è andata così…

Collodi e il Parco di Pinocchio: una storia che si fa favola, una favola che si fa storia

Dici Collodi e pensi a Pinocchio, il burattino più famoso del mondo, nato nell’Ottocento dalla fervida fantasia di Carlo Lorenzini che dal paese natale della madre Angiolina Orzali ha preso lo pseudonimo, rendendogli in cambio un grande nome. Carlo Lorenzini, infatti, non era nato, come alcuni credono, a Collodi, ma a Firenze, in via Taddea 21 (mappa), nel 1826.

Collodi è il borgo toscano in provincia di Lucca, dove so trova il Parco di Pinocchio

Carlo Lorenzini detto Collodi

Il padre, Domenico Lorenzini, era cuoco, mentre la madre Angiolina faceva la sarta e la cameriera, entrambi al servizio dei marchesi Ginori. Angiolina era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi, il quale amministrava il podere di Veneri, alle porte del paese di Collodi, dov’era nata, e dove Carlo bambino trascorse gran parte dell’infanzia, periodo che gli rimase tanto impresso dentro da ispirarlo per le ambientazioni del romanzo. Tutto chiaro, ora.

Collodi, un borgo toscano in provincia di Pistoia

Ma se è vero che dici Collodi e pensi a Pinocchio, non è vero che Collodi è solo Pinocchio. Parliamo infatti di un caratteristico borgo medioevale, frazione di Pescia (mappa), attestato fin dal XII secolo e costruito in posizione elevata, su una collina, per la stessa esigenza che all’epoca univa qualunque paese del mondo: difendersi meglio da eventuali aggressioni nemiche. Colpisce tuttavia la sua conformazione a “cascata”: tante  piccole case arroccate in pendenza e disposte sui lati di due triangoli che si toccano ai vertici.

Collodi è il borgo toscano in provincia di Pistoia, dove so trova il Parco di Pinocchio

L’antica Rocca domina ancora su tutto il borgo toscano di Collodi. Addentrandosi nelle strette e pittoresche vie, ci si imbatte nei resti delle strutture fortificate. Salendo in cima al paese “vecchio”, si arriva alla Pieve di San Bartolomeo che conserva importanti opere d’arte.

La storia del borgo e della famiglia Garzoni

La storia di Collodi borgo toscano è strettamente legata alla famiglia Garzoni, le cui vicende si inseriscono nella lotta tra guelfi e ghibellini. La famiglia Garzoni era ghibellina, opposta quindi a Firenze, da un certo periodo in poi notoriamente guelfa. Durante tutto il XIV secolo Collodi partecipò alle battaglie di Montecatini (1315), di Altopascio (1325), al fallito tentativo di riprendere Pescia, e agli eventi della guerra fra Pisa e Firenze. I Garzoni si videro  costretti a emigrare a Lucca, pur conservando i possedimenti a Collodi, a San Martino e a Sesto.

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Villa Garzoni si trova a Collodi, borgo toscano del Parco di Pinocchio

Villa Garzoni

Molto bella è infatti proprio Villa Garzoni edificata nello stile tipico delle ville lucchesi. L’imponente edificio s’inerpica sulla collina proprio sotto le rustiche case di pietra del paese con cui ha mantenuto sin dalle origini uno stretto rapporto di interdipendenza: due stradine lastricate che passavano attraverso l’entrata principale del palazzo erano gli unici accessi al borgo. Il complesso architettonico di Collodi e di Villa Garzoni si è per fortuna mantenuto inalterato da secoli e permette ancora oggi di assaporare un’atmosfera di altri tempi.

Giardiniere del complesso fu anche il padre di Carlo Lorenzini che per questo trascorse buona parte della sua infanzia tra paese e Castello, come gli abitanti del luogo chiamano la villa. Ora si capisce ancora meglio il perché lo scrittore avesse deciso di chiamarsi Collodi.

Villa Garzoni si trova a Collodi, borgo toscano del Parco di Pinocchio

Villa Garzoni, uno dei giardini più belli d’Italia

Villa Garzoni è un raro esempio d’equilibrio tra solidità dell’edificio e leggerezza della decorazione rococò. Il primo piano della Villa è l’unico visitabile: vi si accede da una scala in pietra circondata da trompe-l’oeil. Alla fine dello scalone inizia una lunga galleria decorata da stucchi e dipinti su cui si aprono le varie stanze: la camera da letto della damigella (con baldacchino e drapperie in seta), la biblioteca (in stile impero), la camera rossa o di Napoleone, la sala da pranzo (con arredi del Settecento francese e quadri del Correggio), il salone da ballo e altre salette e camere da letto.

All’esterno, due rampe a gradoni ne accentuano l’effetto scenografico e la collegano al giardino posto di fianco, caratterizzato anch’esso da effetti scenografici, o a sorpresa, che compongono un unico insieme decorativo di grande coerenza stilistica. L’ispirazione risente tipicamente del passaggio tra manierismo e barocco con suggestioni dal sapore francese che poi furono riprese in altri grandi parchi come quello della Reggia di Caserta.

Vialetti curati, aiuole fiorite, statue imponenti, fontane coi tradizionali giochi d’acqua, è senz’altro uno dei giardini più belli d’Italia una passeggiata incantevole ed al tempo stesso rilassante.

Villa Garzoni si trova a Collodi, borgo toscano del Parco di Pinocchio

Il Parco di Pinocchio

L’altra grande attrazione di Collodi è ovviamente il Parco di Pinocchio. Completamente all’aperto, si cammina immersi in un boschetto di lecci che avvolge una piazza delimitata da muretti sagomati, e si trovano man mano i protagonisti principali del racconto: Pinocchio, la Fata Turchina, il Gatto e la Volpe e molti altri personaggi, permettono ai visitatori di ripercorrere alcuni tra gli episodi più significativi della favola.

L’avventura a tappe comincia con due opere in cui si condensa il significato della storia: il monumento “Pinocchio e la Fata”, di Emilio Greco, e la Piazzetta dei Mosaici, di Venturino Venturi, per poi proseguire con le sculture di grandi artisti del Novecento, tra cui Pietro Consagra, fino al “Grande Pescecane” di Zanuso.

Pinocchio, il burattino nato dalla mente di Carlo Lorenzini detto Collodi

Non ci sono effetti speciali né attrazioni supertecnologiche, ma grandi sculture in bronzo e opere di artisti che hanno lavorato per il parco a partire dal 1956, anno di apertura del giardino.
Tra gli angoli più suggestivi, senza dubbio quello dedicato al grande pescecane, diventato poi una balena nel cartone animato disneyano: affacciato su un’ampia vasca, il grosso animale in muratura emette a intervalli regolari degli ampi spruzzi d’acqua.
Con un veloce zig-zag tra i suoi denti aguzzi ci si ritrova nella pancia. Salendo poi le scalette si arriva sulla testa dell’animale dove si può godere della vista di tutto il giardino.

Un parco per i più piccoli

Dedicati solo ai bambini, le classiche giostre con i cavalli, i laboratori a cura dello staff del parco, il piccolo teatro delle marionette, la funivia, il castello di corde, la scacchiera gigante ed altri giochi sparsi nel giardino.
All’interno del Parco di Pinocchio c’è un bar e una piccola area pic-nic. Per chi invece preferisce sedersi a tavola veloce, appena fuori si trova il ristorante Il Gambero Rosso insieme ad altri bar.

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Pinocchio, il burattino nato dalla mente di Carlo Lorenzini detto Collodi

La Casa delle Farfalle

Un’altra bella tappa è la Casa delle Farfalle, una grande serra con un giardino esotico abitato da un migliaio di coloratissime farfalle tropicali.

 

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Tommaso Baldassini
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