Cosa vedere a Chiusi, borgo toscano al confine con l’Umbria, fondato dagli Etruschi che secondo la leggenda nasconde uno dei più grandi tesori dell’antichità: il sarcofago di re Porsenna.

Visitando Chiusi, il borgo toscano del mitico re Porsenna

Al confine con l’Umbria, sulla sommità di un colle, si estende placida Chiusi, cittadina della Valdichiana legata a filo doppio alla sua grande storia. Chiusi fu infatti, tra il VII e il V secolo a.C., una delle più importanti lucumonie etrusche, e ancora oggi è un vasto mix di stili, dall’etrusco, al romano, al longobardo, incluse, com’è giusto che sia, leggende e storie mitiche, prima tra tutte quella del re Porsenna.

Il chiostro della chiesa di San Francesca a Chiusi, borgo della Toscana

Breve storia di Chiusi: dalle origini ai giorni nostri

Lo storico latino Servio afferma che Chiusi fu fondata dall’eroe Cluso, figlio del principe Lidio Tirreno che, secondo Erodoto, guidò la migrazione che diede origine al popolo etrusco. L’altra ipotesi leggendaria attribuisce la fondazione a Telemaco, figlio di Ulisse.

Re Porsenna e il suo sarcofago d’oro

In epoca etrusca Chiusi diventò una delle principali città della dodecapoli, e nel VI secolo a.C. cominciò a stringere i primi rapporti con Roma. Risale infatti proprio alla fine del VI secolo a.C. l’impresa del lucumone chiusino Porsenna che assediò l’Urbe e, con tutta probabilità, la conquistò.

Se è vero che la sua storia è un insieme contraddittorio di dicerie e leggende, è vero anche che furono proprio il coraggio e il genio militare di questo antico sovrano ad alimentare tutte le voci, comprese quella del suo funerale e del luogo della sepoltura. Secondo una descrizione che si tramanda sin dai tempi medievali, infatti, il sarcofago di Porsenna sarebbe stato contenuto all’interno di un carro d’oro trainato da 12 cavalli e scortato da una gallina e da 5.000 pulcini, anche loro tutti fatti completamente d’oro.

Questo tesoro sarebbe nascosto sotto la città, nel complicato labirinto di tunnel che i chiusini etruschi ci hanno lasciato in eredità, e che i Romani hanno in grossa parte sventatamente distrutto nel corso degli secoli. Ma, nonostante siano stati ritrovati antichi scritti che riportano minuziosi dettagli, il luogo esatto dove vennero sepolti il re e il carro contenente il suo sarcofago non sono ancora stati trovati.

Una delle più potenti città delle dodecapoli etrusca

Il semplice fatto che Chiusi – posta sulla cima di un colle senza una diretta fonte d’acqua – sia passata alla storia come una città temibile e potente, è una limpida testimonianza della stupefacente creatività della civiltà etrusca. Grazie a tunnel atti al filtraggio, e a cisterne sotterranee, questa antica civiltà fu capace di raccogliere l’acqua aumentando le proprie possibilità di sopravvivenza e acquisendo potere politico. Sfortunatamente i Romani ritennero i labirinti sotterranei scavati dagli Etruschi di scarsa utilità e, nel corso degli anni, li trascurarono apposta fino ad abbandonarli.
Alla fine, come tutte le altre lucumonie, anche i chiusini dovettero arrendersi all’assedio romano, tuttavia riuscirono a trovare un buon modo per integrarsi con gli invasori.

Nei secoli la ricchezza di Chiusi è sempre stata legata in particolar modo alla fertilità del suolo di natura alluvionale, oltre che alla strategica posizione della città situata lungo un’importantissima arteria commerciale: risalendo il Tevere attraverso la Chiana, a quell’epoca navigabile, si arrivava infatti fino al Valdarno Superiore.

Chiusi dall’occupazione dei Goti all’Unità d’Italia

Dopo essere stata occupata dai Goti, nel 540 d.C., Chiusi diventò sede di un ducato longobardo documentato fino al 776. Dall’XI secolo il potere della città rimase saldamente nelle mani del suo vescovo, ma già nel secolo successivo dovette sottomettersi alle influenze, prima orvietane, quindi senesi. In questo periodo avvenne il consolidamento del Comune di Chiusi, seguito all’annessione allo Stato di Siena, finché la città non divenne parte integrante del Granducato di Toscana fino all’Unità d’Italia.

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Chiusi è un borgo toscano vicino a Chianciano e al confine con l'Umbria

Cosa vedere a Chiusi

Nel centro storico di Chiusi vale sicuramente la pena visitare la piazza del Duomo, con la suggestiva Concattedrale di San Secondiano. Costruita nella metà del VI secolo dal vescovo Florentino, è una delle cattedrali più antiche della Toscana; l’atmosfera al suo interno, ricorda quella delle più belle basiliche paleocristiane di Roma. Il materiale utilizzato venne recuperato da precedenti costruzioni romane. Le colonne della facciata, così come le 18 colonne della navata centrale, tutte diverse fra loro, provengono dal tempio di Venere che sorge sull’omonimo colle romano.

A sinistra della Cattedrale di Chiusi si trova la bella e massiccia Torre di San Secondiano, eretta nei primi anni del secolo XII grazie al materiale proveniente dalla demolizione di alcuni edifici preesistenti. Si usarono anche le grosse pietre delle ex mura etrusche della città. Nata come torre di vedetta a scopo difensivo, fu riadattata come campanile della cattedrale.

Parco I Forti e Chiesa di San Francesco

Interessanti anche il Parco I Forti e, a sinistra della Torre dell’Orologio, la Chiesa di San Francesco.

Fondata nel Duecento, quando secondo la tradizione Francesco d’Assisi visitò Chiusi, la chiesa sorge su una struttura preesistente, che a sua volta è fondata su un tempio etrusco. Possiede un portale romanico in pietra, preceduto da una scala a doppia rampa e fiancheggiato da due colonne che si fanno risalire al X secolo.

Il Parco I Forti invece è abbellito con materiali archeologici, tra cui è presente una cisterna a pianta quadrangolare scavata nell’arenaria; dal crollo della sua volta sono emersi i resti di un abitato dell’età del Bronzo.

Una visita guidata alle gallerie sotterranee

Tutto il sottosuolo di Chiusi possiede una serie di cunicoli di origine etrusca, scavati nel tufo. Queste gallerie sotterranee si possono in parte visitare, mentre in parte sono ancora tutte da scoprire. Le visite guidate al sottosuolo di Chiusi partono sia dal Museo Nazionale Etrusco, sia dal Museo della Cattedrale.

La Concattedrale di San Secondiano a Chiusi

I musei di Chiusi, scrigni di antichi tesori assolutamente da non perdere

A Chiusi si trovano tre importanti musei, assolutamente da visitare: il Museo Nazionale Etrusco, il Museo della Cattedrale e il Museo Civico.

Il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi

La sede del Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, in stile neoclassico, si trova a brevissima distanza dalla cattedrale. Istituito nel 1871, fu inaugurato nel 1901. L’edificio a fianco, realizzato nel 1938 come Casa Littoria, ospita il laboratorio di restauro e la sala per le mostre temporanee. Il Museo Etrusco conserva numerosi reperti di pregio, distribuiti sui due piani ed esposti secondo criteri tematici e cronologici. Alcuni suoi reperti vanno in prestito periodicamente a grandi poli museali, come il Louvre di Parigi.

Visitare il Museo della Cattedrale e il Labirinto di Porsenna

Accanto alla Cattedrale di San Secondiano si trova il Museo della Cattedrale conosciuto, tra le altre, per i 22 codici liturgici miniati, splendidamente illustrati, e per una preziosa collezione di reperti risalenti al periodo che va dal II secolo a.C. alXIX secolo. All’interno del museo si trova anche l’ingresso al Labirinto di Porsenna, il cui mausoleo, come abbiamo detto, sarebbe custodito nel cuore dell’antico acquedotto che si sviluppa per circa 120 metri per poi accedere a una monumentale cisterna romana. La visita termina alla Torre campanaria.

Proseguendo il tour di Chiusi in direzione di Via Porsenna, l’antico decumano, si incontrano diversi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Baldetti, Palazzo Della Ciaia, con la sua caratteristica torre e gli archi gotici, Palazzo Nardi e Palazzo Turrini-Betti, in stile cinquecentesco.

Il Museo Civico nel Palazzo delle Logge

Il Museo Civico di Chiusi, la “Città Sotterranea” è allestito nel Palazzo delle Logge; si snoda attraverso tre interessanti e particolari sezioni, proponendosi come strumento didattico e conoscitivo della complessa realtà archeologica, storica e geografica della città.

Entrata del Museo Etrusco Nazionale di Chiusi in Toscana
I Ruzzi della Conca di fine estate

Tra l’ultima domenica di agosto e la prima di settembre, a Chiusi Scalo, si celebrano i Ruzzi della Conca, ossia i giochi (ruzzi, in dialetto) della conca (la valle di Chiusi).

Conosciuto anche come il gioco della palla al bracciale, affonda le sue radici nell’Italia rinascimentale e trova una delle sue derivazioni nel calcio moderno.

La valle ai piedi del borgo toscano di Chiusi e la moderna cittadina di Chiusi Scalo al tramonto

Prodotti tipici della Valdichiana

Da provare assolutamente l’ottima bistecca di chianina, tipica della valle, e il brustico, un pesce di lago cucinato anche dagli Etruschi. Cotto sulla griglia, pulito e tagliato in pezzettini, si serve con olio EVO, limone, e una porzione di “fagiolina di lago”.

Dove mangiare: Osteria Etrusca; Ristorante Osteria del teatro.
Dove dormire: L’Albero di Gamelì; Al Giardino degli Etruschi.

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La carne chianina è un'IGP toscana. Conosciuta da 2500 anni la carne chianina è un prodotto ricercato. Vi raccontiamo storia e curiosità

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