A soli 15 chilometri dal centro di Firenze, ai confini del Chianti Classico, si estende, circondato da vigneti e oliveti, il suggestivo borgo di Impruneta, per il quale risulta ancora valida la descrizione che ne fece Giovan Battista Casotti nel 1714:

L’Impruneta è una Comunanza di dodici piccoli borghi, situati in pochissima distanza l’uno dall’altro, o per meglio dire, raccolti quasi in un mucchio, sopra alcuni colli, che sorgono in quella parte del Distretto, o come lo chiamano, Contado Fiorentino, che dal Fiume che lo bagna, prende il nome di Valdigreve; distante da Firenze poco più di sei miglia, andando verso scirocco”.

Ma il paese è in special modo famoso per l’industria della terracotta – il cosiddetto “cotto d’Impruneta” -, per la tradizionale Fiera di San Luca, che si svolge ogni anno alla metà di ottobre, e per la Festa dell’Uva, che ha luogo l’ultima domenica di settembre.

Colline al tramonto vicino al borgo di Impruneta

Il borgo dell’Impruneta e il culto della Vergine

Il nome Impruneta deriva dal latino, e significa: “all’interno delle pinete”. È infatti qui, nelle pinete, che fu ritrovato un dipinto della Vergine Maria, databile a prima dell’84 d.C., secondo i cittadini opera di San Luca l’Evangelista. L’immagine, poi, grazie a San Romolo sarebbe giunta a Firenze durante il primo periodo della cristianità tuttavia, non appena ebbero inizio le persecuzioni, per proteggerlo sarebbe stato bruciato nella foresta limitrofa.

Da qui si entra nella pura leggenda. Si narra, infatti, che gli abitanti del posto, per onorare la Vergine Maria, costruissero una cappella e che le mura edificate durante il giorno svanissero nella notte. Allora le mura sarebbero state poste su un carro per essere trasferite altrove, ma per l’appunto i buoi sarebbero caduti a terra proprio nello stesso luogo in cui era stata bruciata l’immagine sacra. Ecco perché da quel momento in poi l‘area dell’Impruneta acquisì una notevole importanza per il culto mariano.

Santa Maria nel borgo toscano di Impruneta

Breve storia del borgo toscano della terracotta

Ritrovamenti archeologici nell’area hanno portato alla luce manufatti appartenenti sia all’epoca etrusca che romana, a dimostrazione di come l’intera zona fosse ben conosciuta e abitata sin dai tempi antichi.

Già dopo il Mille, l’Impruneta era a capo di una delle 72 leghe del contado di Firenze. Il culto mariano spingeva alla mobilitazione di un’intera comunità sotto la protezione dei Buondelmonti. Le vicende dell’antica famiglia – narrate anche da Dante nella Divina Commedia – evocano i noti avvenimenti che divisero Firenze tra guelfi e ghibellini. Per 5 secoli i Buondelmonti legarono la propria storia politica locale a quella fiorentina.

Dotata di uno statuto nel 1415, Impruneta era governata dal Podestà e da un consiglio. La Lega, divenuta successivamente Potesteria del Galluzzo, nel 1536 fu divisa con un’ordinanza di Alessandro de’ Medici in quattro quartieri: Legnaia, Santa Margherita a Montici, Giogoli e Santa Maria all’Impruneta.

Impruneta, tramite la sua Civiltà del Cotto, ha sempre mantenuto un forte legame con Firenze: gli embrici della cupola di Santa Maria del Fiore, le sculture dei Della Robbia, i materiali da costruzione delle ville medicee e di tanti palazzi signorili, rappresentano gli aspetti concreti del collegamento culturale tra il paese e la città.

Le folle di viandanti e di mercanti che sono sempre passate da questo borgo hanno favorito la nascita di un importante mercato del bestiame, fino a divenire una tradizionale fiera annuale: la Fiera di San Luca, dal nome del patrono del paese.

Orcio di terracotta nel borgo di Impruneta

Cosa vedere a Impruneta

La Basilica di Santa Maria a Impruneta e il Museo del Tesoro di Santa Maria all’Impruneta

Questa chiesa sta a testimonianza del grande credo mariano di cui Impruneta è una punta di diamante toscana. All’inizio si credeva che la pieve romanica fosse stata edificata sopra un antico sito votivo di epoca etrusca (VI secolo a.C.), ma ad oggi la struttura è stata completamente ricostruita. Importante meta di pellegrinaggio durante il Medioevo – persino i Medici supportavano il culto della Vergine Madre col Bambino – , sfortunatamente la chiesa ha subito gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale. In seguito tuttavia è stata ristrutturata preservandone l’originale struttura trecentesca. Al suo interno sono conservate opere notevoli di Michelozzo e Luca della Robbia.

Il culto della Madonna dell’Impruneta ha favorito nel corso dei secoli l’accumulo di diversi doni, ex-voto, oggetti di arte sacra, manoscritti miniati, tessuti del Quattrocento, argenti e terrecotte, conservati nel Museo del Tesoro di Santa Maria posto all’interno del loggiato. Tra i beni più pregevoli spicca il più antico esempio conosciuto di patchwork europeo, il celebre cuscino dell’Impruneta (XIV-XV secolo), scoperto dentro un sarcofago.

La Piazza Buondelmonti e la Fornace Agresti

Punto centrale del paese, oltre che tradizionale luogo di mercato e feste paesane, è Piazza Buondelmonti. Da qui, con una breve passeggiata, si può raggiungere la Fornace Agresti. Situata a mezza costa su una collina argillosa, da cui traeva la materia prima, la Fornace (primi anni del XVIII secolo), di proprietà comunale, è edificata in mattoni e pietra, con una loggia sulla facciata d’ingresso. All’interno vi sono conservati attrezzi, stampi e modelli utilizzati fino a pochi decenni fa quando ancora l’attività ferveva. Oggi il luogo, oltre a rappresentare un centro per la documentazione sul cotto imprunetino, ospita concerti, mostre e degustazioni.

Santa Maria nel borgo toscano di Impruneta

I principali eventi del paese

Impruneta ospita due importanti manifestazioni annuali.

Fiera di San Luca

La prima è a ottobre, la già citata Fiera di San Luca, legata alla celebrazione del Patrono (18 ottobre), che nasce come fiera del bestiame. Secondo alcune teorie trae origine dal periodo medioevale, quando i pastori attraversavano l’Appennino per raggiungere la Maremma, sostando qui per trattare i capi di bestiame. Oggi, nel corso di oltre una settimana, il paese ospita mercati, stand gastronomici, eventi sportivi e culturali, giochi.

Festa dell’Uva

La seconda manifestazione, la Festa dell’Uva, si svolge dal 1926 durante il periodo della vendemmia. L’appuntamento è per l’ultima domenica di settembre, quando nel centro storico prende vita la sfilata dei grandi carri allegorici, a cui fanno da cornice spettacoli, balli popolari, degustazioni, oltre alla mostra mercato del vino e dei prodotti tipici del territorio.

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Bicchieri e bottiglia di vino rosso al tramonto con grappolo d'uva

Prodotti e piatti tipici imprunetani

Il nome Impruneta è celebre nel mondo per la produzione di terracotta, eccellenza toscana che qui tocca una delle sue maggiori vette grazie anche alle caratteristiche dell’argilla della zona. Tradizionalmente con la terracotta si realizzavano vasi, catini, stoviglie, mattoni, mentre Impruneta si specializzò nella lavorazione di orci, anche di grandi dimensioni, per contenere olio e vino, oltre alle tante produzioni enogastronomiche della zona.

Tra i piatti tipici dell’Impruneta, menzioniamo senz’altro il peposo, popolare spezzatino speziato che, secondo tradizione, veniva cotto a lungo nelle fornaci attive. L’aneddotica dice che Filippo Brunelleschi, giunto all’Impruneta per sorvegliare la produzione delle tegole per la sua cupola, sia rimasto stregato da questa ricetta locale che i “fornaciniimprunetini consumavano in un tegame di coccio.

Dove mangiare: La loggettina; Diadema Wine Bar & Restaurant
Dove dormire: Castello di Cafaggio; Hotel Villa Cesi

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Peposo imprunetino in piatto di coccio

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