Cosa visitare a Monterotondo Marittimo, l’affascinante borgo medievale che sorge al centro del surreale paesaggio del Geomuseo delle Biancane, nella Maremma Grossetana

Monterotondo Marittimo, il borgo a guardia di lagoni e soffioni boraciferi

Esiste una Toscana nascosta che non ha nulla da invidiare a più rinomate mete turistiche e che TuscanyPeople ama in particolar modo scoprire. È proprio il caso di Monterotondo Marittimo, che si erge sul territorio delle Colline Metallifere, in provincia di Grosseto, nell’entroterra della zona costiera.

Circondato dalla macchia mediterranea e da immensi castagneti che si estendono verso il mare ricchi di fauna, il piccolo borgo di poco più di un migliaio di abitanti, costituisce una meta per escursionisti, turisti italiani e stranieri, amanti dell’aria salubre e delle bellezze naturali.

Monterotondo è famoso anche per i lagoni e i soffioni boraciferi: i primi sfruttati, un tempo, per la produzione di acido borico, i secondi, oggi, per la produzione di energia geotermoelettrica. Queste manifestazioni spontanee del sottosuolo rappresentano le più importanti d’Europa, uno spettacolo davvero suggestivo che si può ammirare in località “Biancane”, a circa un chilometro dal paese, e nella zona di Lago Boracifero.

Percorso tra i soffioni boraciferi in Toscana nell'area geotermica di Larderello

Breve storia di Monterotondo Marittimo

Il Targioni-Tozzetti (1751) attribuisce il nome dell’abitato al colle sul quale sorge: Mons Ritundus, dalla forma pressoché conica.

Nonostante in zona siano state ritrovate tracce di insediamenti etruschi e romani, il Castello di Monterotondo è di sicure origini medievali. Il primo documento in cui è nominato è del 1128.
Nel 1163, l’imperatore Federico I, il Barbarossa, ricevette sotto la sua protezione il Conte Tancredi Alberti di Prato, chiamato Nontigiova, con signoria e residenza in Monterotondo.
I Conti Pannocchieschi nel 1250 acquisirono la metà del Castello di Monterotondo.

Nel gennaio del 1331 il giovane ‘Comune di Monterotondo’ combatté a fianco dei pisani, contro i senesi, che però vinsero e distrussero le mura del Castello.
Cessata la guerra tra Pisa e Siena, nel 1333, Monterotondo giurò fedeltà al Comune di Massa. Tre anni dopo Massa consegnò a Siena il Castello di Monterotondo, ma nel 1348, a causa della diffusione della peste nera, Siena riconsegnò Monterotondo a Massa. Tuttavia il paese non venne toccato dalla peste.

Nonostante vari assalti (tutti falliti) a più riprese alle mura del castello da parte dei fiorentini, il borgo continuò a rimanere sotto l’egida senese fino alla metà del Cinquecento quando, come quasi tutto il resto della Toscana, entrò a far parte del Granducato Mediceo di cui seguì le alterne vicende fino all’Unità d’Italia.

Da ricordare che qui, l’8 aprile 1843 nacque Renato Fucini, per via della professione del padre, medico della Commissione Sanitaria governativa incaricato per la cura delle febbri malariche in Maremma, da parte del governo granducale.

Il borgo di Monterotondo Marittimo al centro del Geomuseo delle Biancane in Toscana

Cosa vedere a Monterotondo Marittimo

Addentrandosi nei pittoreschi vicoli del centro, si respira ancora oggi una sognante atmosfera medievale. La visita al paese deve assolutamente includere la Rocca degli Alberti, un castello costruito dalla famiglia Alberti nel XIII secolo. Purtroppo, nell’ottobre del 1554, a seguito di una battaglia vinta dai Medici, alleati a spagnoli e austriaci, il castello venne distrutto. I resti della Rocca sono però stati ristrutturati di recente.

Interessante è la chiesa parrocchiale del Seicento dedicata a S. Lorenzo, che conserva un dipinto su tavola della scuola di Duccio di Boninsegna, del XIV secolo, raffigurante una Madonna con Bambino e il Santuario della Madonna del Frassine, da considerarsi tra i più importanti dell’intera Maremma.

Sul lato est della piazza centrale, Ateo Casalini, sorge il Palazzo Comunale (ex Palazzo della Giustizia), con la sua torre dell’orologio. L’edificio era già citato nello Statuto del 1578, sebbene solo nel 1613 fosse attestata la costruzione della torre civica.
L’origine si fa risalire senz’altro al XII-XIII secolo. Ad oggi vi si riconoscono alcuni stilemi seicenteschi, sebbene in epoca recente sia stato totalmente rifatto, a seguito dei danni del terremoto del 1970, mentre tracce dell’antica struttura sono riconoscibili nei due archi che si aprono sulla facciata.

La stessa piazza Ateo Casalini, dove confluiscono le vie principali dei quartieri, è contornata su due lati da un caratteristico loggiato cinquecentesco in cui, già dal Trecento, si teneva il mercato.

Non lasciate il paese senza essere stati al Terrazzamento di via Garibaldi, con la sua stupenda vista panoramica in direzione del mare: si vedono con chiarezza il Golfo di Follonica e molta parte della riviera tirrenica che va da Piombino a Orbetello mentre, nelle giornate limpide, si possono osservare nitidamente l’Isola d’Elba, il golfo di Punta Ala e il Monte Argentario.

Il Golfo di Follonica ripreso dalle Colline Metallifere

Cosa vedere nei dintorni Monterondo Marittimo

Da non perdere la deliziosa chiesa romanica di Santa Croce, costruita nel XIII secolo, in cui si fanno apprezzare l’unica volta a botte e il bellissimo crocefisso ligneo.

Non lontano dal paese ci sono i resti del castello duecentesco di Cugnano la cui storia è legata all’estrazione mineraria dell’argento e del rame. Le allumiere, le solfatare e i bagni di Monterotondo furono infatti riconosciuti come risorse importanti già intorno all’anno Mille, forse perché già conosciute in periodo etrusco per i reperti di tombe oggi conservati presso il museo di Massa Marittima.

Nella miniera di lignite di Montebamboli furono rinvenuti, nel 1870, i resti fossili di un primate sconosciuto ribattezzato Oreopithecus bambolii: una scimmia, di razza già estinta, vissuta 8-10 milioni di anni fa, con trentadue denti simili all’uomo, alta circa un metro e venti centimetri, che viveva sugli alberi ed era abituata a camminare sia in posizione eretta che prostrata.

Meritano una visita anche le rovine dei Bagni del Re Porsenna, importante centro termale dell’VIII secolo, e il già citato Santuario della Madonna del Frassine. Il nome della località è legato al Fraxinus excelsior, l’albero venerato dalle genti nordiche e superstiziosamente bruciato allo scopo di scacciare gli spiriti maligni. Il Santuario, a croce latina, conserva la statua lignea della “Vergine col Bambino”, ritenuta di scuola pisana del Trecento.

Il borgo di Monterotondo Marittimo al centro del Geomuseo delle Biancane in Toscana

Geomuseo delle Biancane

Ma ciò che rende unico il territorio di Monterotondo Marittimo è il Parco naturalistico delle Biancane, dove, grazie a un percorso guidato, è possibile ripercorrere le tappe della storia della geotermia.

Le biancane sono rilievi a forma di cupola dal caratteristico colore chiaro: piccole collinette molto suggestive, tipiche della zona centrale e meridionale della Toscana. Il percorso naturalistico denominato “Le Biancane” parte dal “Lagone Cerchiaio” dove è possibile ammirare dei vecchi lavatoi.

Affascinanti, lungo il tragitto, le varie cristallizzazioni di materiale calcareo, sulfureo e ferroso che offrono un mirabile effetto cromatico. Tutta l’area di Monterotondo Marittimo è infatti caratterizzata da questa forte attività geotermica: dal terreno esce il vapore proveniente dalle viscere della terra.

Passando per un terrazzamento dove scorre l’acqua della sorgente “di Chiorba”, che fuoriesce a una temperatura intorno ai 40°, lo spettacolo di putizze e fumarole rende il paesaggio surreale. Proseguendo lungo il tracciato si arriva a una terrazza dove, erutta un “Lagone” di grande dimensione. Questo sito racchiude anche un ecosistema molto particolare caratterizzato dalla macroscopica presenza di una colonia di sughere abbarbicata alle rocce.

👉 Leggi anche: Parco Le Biancane: visitando l’energia della Terra

Formazioni nel Geomuseo delle Biancane in Toscana

Prodotti e piatti tipici

La Strada del Vino e dei Sapori di Monteregio è un bel percorso da fare tra vigne e secolari uliveti. Qui, immersi in paesaggi incontaminati, è possibile trovare anche centri ricchi di storia, romantici borghi e antichissimi castelli. Lo sfondo ideale per andare alla scoperta di aziende vitivinicole, enoteche, produzioni artigianali di olio e formaggio, e botteghe artigiane di alta qualità.

Piatti Tipici

E i piatti tipici di Monterotondo Marittimo? Be’, vi suggeriamo: le lumache in umido, l’abbacchio all’eretina, le ciambelle a zampa, i funghi co’ le fettuccine e il pancotto.

Dove mangiare: Che c’è c’è; Enoteca degli Eretici
Dove dormire: Agriturismo Campagnelli; La Tana del Brigante

L'abbacchio all'eretina è un piatto tipico di Monterotondo Marittimo in Toscana

Care e cari TP-iani metallifero-geotermici, e anche un po’ biancani, che ne dite? A volte non è il caso di lasciare i clamori della costa toscana per scoprire posti unici e suggestivi come questo? Se sì, allora scrivici, trasmettici le tue impressioni, qui sotto, su Facebook, su Instagram. Coraggio!

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