Foiano della Chiana, il piccolo museo robbiano della valle

Su di un basso colle della Valdichiana, a circa 28 km da Arezzo, in direzione sud, sorge Foiano della Chiana. Disegnato nei colori rossastri di cotto, il borgo è un piccolo gioiello dall’antico passato etrusco-romano. Sorge in una terra ben definita dalle sue colline, dalle sue nette tradizioni, dai suoi piatti tipici.

Vista aerea su Foiano della Chiana, uno dei borghi toscani della Valdichiana aretina

Storia di Foiano, antico borgo toscano fondato dagli Etruschi

L’area è stata popolata fin dal VI secolo a.C., quando in tutta la Valdichiana si espanse la civiltà etrusca.
Dopo la lunga dominazione romana, sopravvenne l’era oscura delle invasioni barbariche, con la palude che si allargò fino a desolare le fertili terre chianine. In età medievale Foiano della Chiana fu la prima comunità nella valle, a dotarsi di uno statuto cittadino; nel 1084 si proclamò comune libero e indipendente.

Nel XII secolo Foiano cadde per un breve periodo sotto il governo di Siena; subentrarono poi gli aretini che mantennero il dominio fino al 1336. Il borgo venne infatti assediato ed espugnato dai fiorentini che lo rasero al suolo per riedificarlo subito dopo. La Repubblica fiorentina restaurò la già esistente cinta muraria a forma ottagonale, realizzata in mattoni rossi e fornita di torri molto alte.

Conteso per quasi un secolo, tra Arezzo e Firenze, Foiano della Chiana, nel 1387, stese il suo primo statuto. Nel 1436, per ordine della Repubblica fiorentina, anche il vicino Pozzo venne unito al comune, nonostante le costanti ribellioni degli abitanti. Nel 1525 i Medici cominciarono l’opera di bonifica che si concluderà, nel 1886, ad opera dei Lorena.

La storia di Foiano della Chiana è anche illustrata dal Vasari nel celebre affresco “Battaglia di Scannagallo” – combattuta nel 1554 tra l’esercito franco-senese e quello ispano-mediceo – visibile nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze.

Il Comune di Foiano presenta nel proprio stemma araldico un “giglio fiorentino oro in campo rosso”. Nel 1453, infatti, la Repubblica di Firenze concesse alla terra di Foiano di potersi fregiare del medesimo stemma di Firenze e del titolo di “nobiles viri”, grazie alla strenua resistenza dimostrata dai Foianesi nel corso del lungo assedio al castello da parte delle truppe napoletane l’anno precedente. Secondo una parte della storiografia il simbolo allude anche all’antico nome del luogo attestato come “Floriano”.

La Battaglia di Marciano della Chiana, detta di Scannagallo, dipinta da Giorgio Vasari

Cosa vedere a Foiano della Chiana

Il centro storico di Foiano della Chiana, racchiuso da due cinte murarie, è di chiara marca rinascimentale. Da visitare: la Chiesa della SS. Trinità, che custodisce una tela del Pomarancio; la Chiesa di Santa Maria della Fraternita, quattrocentesca, che conserva una terracotta invetriata attribuita a Luca e Andrea della Robbia.

Le molte opere dei Della Robbia a Foiano della Chiana

Fuori dalla prima cerchia di mura si trova la Collegiata di San Martino; al suo interno è conservata una tavola raffigurante l’Incoronazione della Vergine con Angeli e Santi, opera tarda di Luca Signorelli, e una terracotta invetriata, Madonna della Cintola, attribuita ad Andrea della Robbia.

I Della Robbia sono stati una delle famiglie fiorentine più importanti tra il Quattrocento e il Cinquecento, famosi per la particolare tecnica di lavorazione della terracotta, l’invetriatura, che permetteva l’esposizione delle opere all’aperto senza che si deteriorassero. Si trattava di un segreto nato nella bottega fiorentina di Via Guelfa e custodito gelosamente dalla famiglia. Acqua, ossido di stagno e selce pura erano alla base della materia; per i colori si usava ancora ossido di stagno per il bianco, il cobalto per l’azzurro e il rame per il verde. Questi erano in effetti gli unici colori che i Della Robbia potevano proporre.

Foiano è definita anche “un piccolo museo robbiano” perché vanta molte loro opere. Tra queste, le già ricordate, la “Madonna della Cintola” nella Collegiata di San Martino e la “Madonna con il Bambino” nella Chiesa di S. Eufemia; inoltre: “L’Ascensione”, nella Chiesa di San Domenico, il nucleo detto delle “Pie donne” e il “Cristo contornato da angeli”, nella Chiesa di San Francesco.

Il gruppo delle "Pie Donne" di Francesco e Iacopo Della Robbia a Foiano della Chiana

Il Tempio di Santo Stefano della Vittoria

A qualche chilometro dal centro storico, in direzione Pozzo della Chiana, sorge, isolato, il cinquecentesco Tempio di Santo Stefano della Vittoria. Fu Cosimo I de’ Medici a comandarne la costruzione, quale simbolo della vittoria sui Senesi nella Battaglia di Scannagallo.

Piazza Cavour è il punto più alto del paese, chiamata affettuosamente dagli abitanti, “Piazz’Alta”; vi si accede percorrendo la scalinata che passa sotto l’arco della caratteristica Torre Civica. Nel cuore della piazza sorgono il Palazzo delle Logge, residenza di caccia medicea del XVI secolo – oggi sede della Biblioteca Comunale – e il Palazzo Pretorio, l’antica abitazione del Podestà, che oggi ospita la sede del Comune di Foiano.

Vista della Valdichiana dal borgo di Cortona

Il doppio Carnevale di Foiano

C’è qualcosa di speciale che ha regalato celebrità a Foiano della Chiana: il suo lungo, doppio, Carnevale, in cui i quattro “cantieri” si sfidano a colpi d’arte e creatività, realizzando dei coloratissimi carri che vengono fatti sfilare per le vie del centro storico.

Caratteristico e pittoresco il finale, quando il fantoccio del personaggio principale, il Re Giocondo, viene bruciato in piazza con scoppiettio di petardi e fiamme.
Per rivivere l’emozione, si mette in scena anche un secondo carnevale, in estate, così da salutare i carri prima che vengano definitivamente distrutti, pronti a ripartire da zero per l’anno nuovo.

Sfilata dei carri al Carnevale di Viareggio a Febbraio 2021

Piatti e prodotti tipici di Foiano

A Foiano della Chiana è possibile trovare i piatti tipici della tradizione contadina chianina, tra cui la mitica bistecca omonima fatta con la carne certificata e garantita dall’I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta) del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale. Durante il periodo pasquale, poi, solo a Foiano si può assaggiare il ciambellino: un grande biscotto a base di farina e uova, dalla caratteristica forma a ciambella, che si mangia rigorosamente inzuppato nel Vin Santo.

Foiano della Chiana si trova anche sulla Strada del Vino Terre di Arezzo, itinerario che attraversa tutta l’area vitivinicola dell’aretino, permettendo di esplorare e degustare le eccellenze enogastronomiche e i vini DOC e DOCG del territorio.

Dove mangiare: Mengrello; Braceria Spizzichi e Bocconi
Dove dormire: Hotel L’imperatrice; Hotel La Toscanina

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Vacche di razza chianina riposano sul pascolo

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Foto “Pie Donne” di Iacopo e Francesco Della Robbia via Wikimedia
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