Val di Chio, la verde valle ai piedi di Castiglion Fiorentino

Val di Chio, Valle di Dio, la definì Giovanni Giuseppe Francesco Ferdinando Carlo d’Asburgo-Lorena, al secolo, Leopoldo II, penultimo Granduca di Toscana, ultimo regnante de facto. E in effetti parliamo di un autentico gioiello naturalistico, storico e paesaggistico.

Oliveti e strade di campagna vicino al borgo di Castiglion Fiorentino in Val di Chio, Toscana

Dove si trova la Valle di Chio in Toscana?

La Val di Chio è formata dal torrente Vingone che affluisce al Canale Maestro della Chiana; è ricompresa quasi per intero nel territorio del comune di Castiglion Fiorentino.
La valle è delimitata: a ovest, dalle cime che si ergono a levante della Valdichiana, in particolare dal monte Castiglion Maggio; a est, dal crinale che la separa, attraverso il passo della Montanina, dalla valle del torrente Nestore; a sud dai monti che culminano nella cima dell’Alta di Sant’Egidio. Le fanno da ingresso Castiglion Fiorentino e il castello di Montecchio Vesponi.

Le colline che formano il crinale della val di Chio descrivono una porzione di ellisse; il territorio che vi è racchiuso è quasi interamente compreso nel comune di Castiglioni.
Numerosi i centri abitati di piccole dimensioni, di origine medievale. Alcuni di questi avevano scopo difensivo, come si nota dai ruderi del Castello di Mammi, del Castello di Tuori, di Castel d’Ernia e del Castello della Montanina.

Altri nascono come “antiche ville” (Santa Lucia, Collesecco e Pergognano) che funzionavano da supporto agricolo ai castelli. Altri ancora, quali Polvano, Santo Stefano, Pieve di Chio, sorgono da precedenti “spedali” per il ricovero e il ristoro dei viandanti che passavano di qua percorrendo una delle principali arterie di comunicazione che collegava la Toscana al mare Adriatico.

Castello di Montecchio Vesponi a Castiglion fiorentino in Val di Chio

Val di Chio, una terra ricca di corsi d’acqua

Questa valle è sempre stata ricca di sorgenti d’acqua che, in special modo in epoca paleocristiana e alto medioevale, hanno originato il culto “delle acque” (simbolo di fertilità della terra). Nel periodo medievale invece vi si è sostituito il più “cattolico” culto della “Madonna del Latte”; numerose sono, infatti, le rappresentazioni della Madonna che allatta, sia negli affreschi della sacrestia di San Francesco e nella Chiesa di Sant’Agostino, nel centro urbano, sia nelle raffigurazioni di numerosi tabernacoli che si trovano a Taragnano, Collesecco (Chiesa di San Pietro) e Poggiolo.

Il percorso degli Antichi Mulini

Grazie ai corsi d’acqua, nel secoli sono stati costruiti mulini per la produzione della farina e per la lavorazione della canapa. Ancora oggi nella toponomastica dei luoghi si ha la testimonianza dei vecchi mulini, come ad esempio Mulin Nuovo, Mulino dello Zoppo e Mulino Bianco, tanto che di recente è stato realizzato un tragitto pedonale: il “Percorso degli Antichi Mulini”.

Tra le porte d’ingresso della Val di Chio c’è anche la Pieve di Retina, sorta sui resti di antiche terme romane e su un edificio sacro altomedioevale. Nel corso del Rinascimento venne ricostruito l’interno e il portico, secondo i canoni e i gusti del tempo, mentre la facciata e l’abside sono ancora di impronta romanica. Oggi la valle si presenta ben conservata, con le geometrie dei campi del fondovalle interrotte dai torrenti che vengono dalle montagne, cogli oliveti a terrazzamenti, in collina, coi casolari e i piccoli borghi, a mezza costa.

Vista sul Canale Maestro della Chiana in Val di Chiana, provincia di Arezzo

Cosa vedere in Val di Chio

Senz’altro il Castello di Montecchio Vesponi, su un colle all’ingresso della Val di Chio, è uno dei fortilizi più suggestivi di tutta la Toscana; in passato ha rappresentato, un punto strategico per il controllo dell’antico tracciato tra Arezzo e Cortona e dell’intera valle.

Il toponimo Monticulus si riferisce alla modesta altezza del colle su cui si erge il castello; l’appellativo Vesponi potrebbe invece derivare dalla nobile famiglia aretina dei Guasconi, che lo possedeva nell’XI secolo.
Nel 1014 è menzionato per la prima volta l’insediamento fortificato, ceduto dall’Abbazia di Farneta ai Marchesi del Monte Santa Maria. In seguito, durante tutto il Medioevo, il castello diventò oggetto di aspre contese fra Arezzo e Firenze, che miravano a consolidare le loro influenze sul territorio.

Dopo essere diventato parte del Granducato di Toscana, sotto il controllo di Firenze, nel XIX secolo il Castello di Montecchio, fu acquistato dal banchiere Servadio. Alla sua morte fu venduto dagli eredi ai Budini-Gattai, proprietari di varie fattorie toscane e di pregevoli palazzi fiorentini. I Budini-Gattai ne restaurarono la torre e ne continuarono i lavori di consolidamento. Oramai abbandonato e in rovina, nel 1979 Montecchio Vesponi è passato in proprietà della contessa Orietta Floridi, la quale lo ha ristrutturato.

Immortalato negli sfondi di alcuni dipinti del Beato Angelico, il castello domina la Val di Chio. Il suo severo profilo e la sua agile torre di circa 30 metri, sono visibili anche a chilometri di distanza. Le mura sono intervallate da 8 torricelle e si sviluppano per un perimetro di 263 metri, entro cui svetta il mastio, attualmente residenza privata. Il paesaggio su cui si eleva il Castello di Montecchio Vesponi è oggetto di candidatura UNESCO. Interessante anche la Rocca Montanina o La Montanina, in prossimità dell’omonimo monte che ospitava un castello di cui sono visibili solo i resti.

👉 Leggi anche: 6 cose da sapere sul Castello di Montecchio Vesponi

Il Castello di Montecchio Vesponi in Val di Chio, nel comune di Castiglion Fiorentino in Toscana

Eventi da non perdere in Val di Chio

Gli eventi in Val di Chio sono legati principalmente alle iniziative di Castiglion Fiorentino che ne costituisce l’ideale capoluogo. Il “Maggio Castiglionese” è ricco di eventi e manifestazioni, come mostre, concerti, fiere, gare sportive, luna park, sagre ed eventi culturali che mirano a promuovere il territorio. Uno dei momenti più affascinanti è sicuramente il periodo pasquale, con le processioni notturne della settimana santa. Alla fine di maggio si svolge la famosa Festa Medievale, organizzata dal rione Cassero per rievocare i fasti e gustare i piatti tipici dell’epoca.

Altro evento imperdibile è il Palio dei Rioni, la terza domenica di giugno, il giorno della festività della Madonna delle Grazie del Rivaio. Ispirato al più famoso Palio di Siena, è una corsa di cavalli che vede protagonisti i tre rioni della città: Rione Cassero, Porta Fiorentina e Porta Romana. Il giorno precedente, ogni rione organizza una cena propiziatoria per invocare la vittoria. La gara è introdotta da figuranti che sfilano in costume medievale e da esibizioni di sbandieratori.

Alla fine di settembre, in occasione de “I giorni di Bacco”, le strade del paese si riempiono di stand e banchi che propongono i migliori vini della zona, oltre al vino novello da degustare insieme a bruschette e salumi locali. Un’altra attrattiva di Castiglion Fiorentino è il Presepe vivente che va in scena la domenica che precede il Natale e il giorno di Santo Stefano per le strade del centro storico. La rappresentazione vede la partecipazione di centinaia di figuranti in costume che interpretano vari personaggi. I visitatori possono rifocillarsi solo pagando con una moneta coniata appositamente per l’evento: il “denarius castiglionensis”.

Vista del borgo toscano di Castiglion Fiorentino da un campo di viti in autunno

Cucina a prodotti tipici della Val di Chio

Come piatti tradizionali della Val di Chio, ricordiamo la minestra di pane, oltre alla famosa bistecca e tagliata di “chianina”. Come prodotti tipici enogastronomici spiccano: il vino locale, il passito, il vinsanto, l’olio EVO, i salumi, il formaggio pecorino, i funghi, i tartufi, le erbe aromatiche, ma soprattutto le famose ciliegie della Val di Chio, il cui albero da frutto è riconosciuto come specie a sé fin dal 1880.

Mentre per quanto riguarda l’artigianato, la Val di Chio è forte sulla ceramica, sul ricamo, sul ferro battuto e sulla pietra lavorata.

Dove mangiare: Ristorante La Terrazza sulla Valle; Ristorante da Muzzicone. Dove dormire: Agriturismo Brolio Quinto; Azienda Agricola e Agrituristica La Pievuccia

👉 Leggi anche: 7 cose da sapere sulla carne chianina

Bistecca di carne chianina su tagliere di legno con bicchiere di vino rosso

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