Costanza Fontani, fondatrice e direttrice di Moijejoue,  ha una bellissima bimba, un compagno e… due atelier  (a Firenze e Marina di Pietrasanta): “per una donna casual chic,  femminile e raffinata, che abbia uno stile unico, diverso.. inconfondibile, direi..!!”

Sorseggiando un caffè nel bellissimo store “Moijejoue“, nella splendida cornice di via Gioberti, a Firenze, Costanza Fontani ci ha raccontato la sua esperienza come imprenditrice nel campo della moda.

Mamma di una bimba di dieci anni ci ha parlato inoltre dell’amore per sua figlia e per il suo lavoro; di come riesca ad essere una madre attenta e al contempo imprenditrice di successo; di come il lavoro di squadra e la creazione di un team armonico siano i valori portanti della sua professione.

Quale è il percorso che ti ha portata ad aprire “Moijejoue“?

Costanza Fontani è la direttrice di MoiJeJoue,fashion stores a Firenze e Pietrasanta.

“Vengo da una famiglia di imprenditori. Mi sono laureata in psicologia, ed ho esercitato questa professione fino a quando è nata mia figlia; lavorando, come psicologa, non riuscivo a fare la mamma come volevo io… ed ho iniziato a collaborare, in amministrazione, nell’azienda di mio padre e di mio fratello: ma la cosa non mi calzava assolutamente..!! 

E’ in quel momento che ho deciso di aprire un negozio di abbigliamento a Firenze…”

 

Il primo Moijejoue aveva la location in via Niccolini a Firenze; poi Vi siete spostati in via Gioberti: il cambiamento ha riguardato solo la sede o anche il concept del negozio?

“Facciamo un passettino indietro. Il primo Moijejoue nasce come ‘negozio su appuntamento’ : lo avevo inteso come un piccolo salotto, aperto solo alcuni giorni la settimana: desideravo vedere l’appeal che un tipo di vendita, diverso dal solito, poteva avere a Firenze e con i fiorentini. Un giorno, però, il mio commercialista mi ha detto: ‘Costanza, un negozio lo apri o lo chiudi: non puoi fare come ti va..!!’ Devo dire che ci ho pensato un po’ e poi (a malincuore, mi confida) ho deciso di ascoltare il suo consiglio… Adesso però sono felicissima e molto soddisfatta della seconda vita di Moijejoue.”

 

Quella di Firenze è l’unica sede di Moijejoue?

Costanza Fontani è la direttrice di Moi Je Joue,fashion stores a Firenze e Pietrasanta.

“No, o almeno non più; ho aperto un altro negozio a Marina di Pietrasanta, proprio nella piazza di Tonfano, ed anche uno ‘store on-line’. Fin da quando ero bambina vado in Versilia e da sempre ho desiderato di poter aprire un mio negozio lì… finalmente ci sono riuscita! Moijejoue di Marina di Pietrasanta è uno store stagionale ed è gestito da mia cugina che abita in quella zona. Io le mando la merce, poi a tutto il resto pensa lei; è davvero molto brava.”

 

Da dove viene il nome Moijejoue?

“Mio zio è un  pittore di pop-art ed ha la casa piena di quadri. Un giorno ne stavo guardando uno che rappresenta Brigitte Bardotsul porto di Saint Tropez, che bacia un uccellino. Ho detto: ‘Zio, un giorno questo quadro me lo devi regalare, perché mi piace tantissimo e vorrei appenderlo in un posto dove possa vederlo sempre.’ Quando ho deciso di aprire il negozio mi è venuto in mente quel quadro e ho pensato a Brigitte Bardot come icona femminile a cui ispirarmi. Credo che lei abbia la femminilità e la grinta giusta che secondo me deve avere una donna e forse… mi rappresenta anche un pochino“.

 

Se ti dovessi definire caratterialmente, come ti descriveresti?

“Appunto, mi riporterei a ciò che dicevo prima, aggiungendo anche che sono un po’ tutto e il contrario di tutto: penso che questo dica molto, no..?”

 

Come riesci a conciliare il tuo lavoro con l’essere mamma?

Costanza Fontani è la direttrice di MoiJeJoue,fashion stores a Firenze e Pietrasanta.

“Premetto che io non sto sempre in negozio, mi affido ad una persona molto brava e di cui mi fido ciecamente. La cosa mi aiuta ad avere più tempo da dedicare a me ed a mia figlia. Ovviamente passo dal negozio ogni giorno: mi occupo della parte relativa agli acquisti e alla ricerca; nel contempo riesco tutti i giorni ad andare a prendere mia figlia a scuola alle 16:30 e dedicarmi a lei per il resto della giornata.

E’ ancora ‘piccola’ e sento che ha bisogno di me… ed io di lei: lo posso dire serenamente. Infatti, quando mi è possibile, cerco di portarla con me nei viaggi di lavoro: non mi piace starle lontano molti giorni.”

 

Ti piace il tuo lavoro?

“Sì, oltre ad appassionarmi ed incuriosirmi lo amo moltissimo. E’ sicuramente una delle cose che amo di più della mia vita: prima, però, ovviamente, anche per l’educazione ricevuta dai miei genitori, vengono la mia bambina, il mio compagno e la mia famiglia, cui sono legatissima.

 

Come scegli il campionario di Moijejoue?

“Innanzitutto i capi devono piacermi. Ovviamente ascolto anche i pareri dei miei fedeli collaboratori che ogni giorno si trovano a contatto con i clienti. Devo ammettere però che sono molto determinata e decisa: se scelgo una cosa è difficile farmi cambiare idea: diciamo che scommetto su ciò che mi piace e in cui credo, oltre al fatto che scelgo spesso anche capi che metto io stessa. Le idee e le tendenze che voglio seguire nel mio negozio le raccolgo durante i miei tanti viaggi di lavoro”

 

Prima mi parlavi dei tuoi collaboratori. Che rapporto hai con il tuo team?

Costanza Fontani è la direttrice di MoiJeJoue,fashion stores a Firenze e Pietrasanta.

“Faccio coaching con una psicologa del lavoro e i miei collaboratori seguono dei corsi motivazionali e di lavoro di gruppo durante l’anno. Questi corsi mi hanno aiutata a capire chi aveva realmente la volontà di lavorare con me; chi credeva veramente nel progetto; chi invece, ahimè, non aveva il giusto spirito e l’attitudine per proseguire la collaborazione.

Così come ho preferito allontanare alcune persone, ma quelle che sono rimaste hanno ottenuto incentivi e strumenti per poter lavorare sempre meglio e in armonia. Adesso, dopo 4 anni, posso dire di avere intorno a me un gruppo davvero ottimo oltre che affiatato.”

 

Quando si è imprenditori, soprattutto all’inizio, capita di sbagliare. Credo che si debba calibrare il tiro col tempo, sei d’accordo?

“Sì, assolutamente, anche mio padre me lo dice sempre. E’ importante capire gli errori, e dagli errori rimediare e andare avanti, tentando, se possibile, di non commetterli nuovamente. Sono una persona che si mette tanto in discussione, a volte forse anche troppo, però le cose mi devono tornare e se ciò non accade me ne chiedo sempre la ragione.

Ci possono essere tanti lati di un progetto che non vanno bene e che non riguardano solo il lato economico potendo essere invece inerenti all’immagine che si dà, all’armonia interna, ecc… E’ comunque importante lavorare su tutti gli aspetti fino a che non scaturisce sinergia e un equilibrio armonico: di questo ne sono certa e ne faccio la mia filosofia.”

 

Che rapporto hai con la clientela?

Costanza Fontani è la direttrice di MoiJeJoue,fashion stores a Firenze e Pietrasanta.

“Sicuramente desidero che i miei clienti non rimangano mai delusi o scontenti e che vengano da Moijejoue sapendo che troveranno qualcosa di unico. Inoltre, sin dalla prima di via Niccolini, ho sempre voluto impostare il mio negozio come se fosse un salotto, dove passare del tempo piacevole, anche solo a conversare tra amiche che ammirano i capi esposti, sbirciano i nuovi arrivi, osservano le clienti nella scelta degli abiti come se fossimo un tutt’uno; pensa che, proprio come a casa, noi offriamo il caffè in tazzina ai clienti che lo desiderano.

Dato che per noi l’accoglienza è alla base del rapporto con la nostra clientela, le persone che lavorano nello store cercano sempre di valorizzare al meglio una persona. Sia Sara che Lara (le assistent store di ‘Moijejoue’ di via Gioberti, ndr) ricevono spesso visite inattese, telefonate, messaggi delle clienti che esprimono loro gratitudine per come sono state assistite nella scelta e nell’acquisto, dicendo: ‘Grazie, mi hai fatto fare un figurone!’ 

Questo è ovviamente gratificante sia per le persone che si sentono libere di affidarsi a noi che per le ragazze che vedono la conferma del loro buon lavoro. Non ci interessa fingere con le persone pur di vendere un capo, ci interessa valorizzarle,  farle sentire a loro agio e sicure di sé: le nostre clienti sono le nostre prime modelle.

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