Una breve guida per scoprire dove andare al mare in Maremma toscana e non perdersi nessuna delle sue bellissime spiagge

Dove andare al mare in Maremma toscana? Breve guida spiaggia per spiaggia

Per consigliare dove andare al mare in Maremma dobbiamo prima chiarirsi su cosa effettivamente si intende per Maremma. Molti credono che quest’area sia rappresentata solo dalla sua parte bassa, ossia la Maremma Grossetana, la zona intorno a Grosseto, in realtà la Maremma è un territorio ben più esteso. Equivalente a circa 5000 km2, geograficamente corrisponde più o meno a un quarto dell’intera regione toscana, ed è suddivisa in tre macro-aree: Maremma Pisana (o Livornese o Alta Maremma o Maremma Settentrionale), Maremma Grossetana e Maremma Laziale.

Mare a Castiglioncello, borgo della costa degli etruschi, detto "la perla del Tirreno"

Dove si trova la Maremma

Tralasciando la terza macro-area, che non ci riguarda direttamente, la Maremma toscana ricomprende il litorale di Pisa e Livorno – spingendosi nell’entroterra fino ai primi rilievi della Val di Cecina, della Val di Cornia e delle Colline Metallifere -, per continuare verso Piombino, il golfo di Follonica, l’Argentario e l’area di Capalbio – spingendosi nella bassa Valle dell’Ombrone e nelle zone collinari interne fino al monte Amiata.

Un gigantesco territorio che va da Pisa fino al confine col Lazio e che include anche una larga striscia di zone interne.

Il Castello del Boccale sulla costa livornese durante una mareggiata

Breve storia (a lieto fine) della Maremma

È ovvio che descritta così la Maremma toscana, insieme alle sue possibilità di mare, cambia molto. Inoltre dobbiamo anche tenere ben presente la sua storia che nel corso dei secoli ha trasformato il paesaggio in maniera sostanziale. Se si vuole comprendere la Maremma in generale, dobbiamo infatti sapere che per lungo tempo quest’area è stata una zona lacustre, paludosa, resa malsana e inospitale dalla malaria che si trasmette con la puntura della zanzara anofele che a lungo ha proliferato indisturbata.

Ma perché la zanzara anofele, portatrice della malaria, era un tempo la mortale regina della Maremma? Perché nell’Alto Medioevo l’innalzamento dei tomboli, i cordoni di terra costieri, iniziò a causare il ristagno delle acque dei fiumi provocando l’impaludamento della parte bassa del territorio e il suo conseguente spopolamento. Fu così che il “pingue granaio d’Etruria”, com’era nota la Maremma fin dall’epoca etrusco-romana, subì una profonda crisi. Le cose andavano talmente male che la gente al solo udire il nome “Maremma” scappava a gambe levate.

Nessuno, tranne pochi coraggiosi o incoscienti, voleva vivere o lavorare da queste parti. I vecchi abitanti si erano ormai ritirati impauriti, tremebondi, malati, sulle colline retrostanti, finché un bel giorno, il 27 aprile 1828, il Granduca di Toscana Leopoldo II non emanò l’editto in cui si ordinava quella che sarebbe passata alla storia col nome di “grande bonifica della Maremma”.

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Il Lago di Burano, Oasi del WWF nella Maremma toscana

Il comprensorio marino più bello e sostenibile d’Italia

L’ingente opera idraulica si protrasse per oltre vent’anni di duri lavori, trasformando completamente l’area interna e costiera della provincia di Grosseto. Idealmente l’opera fu completata circa 100 anni dopo grazie a un decreto mussoliniano che ne stabiliva la bonifica integrale. Ed ecco che la Maremma, anche per via della successiva colonizzazione post-bellica, si trasformò da ranocchia degli stagni nella bellissima, affascinante, principessa che oggi tutti conosciamo, meta prediletta del turismo mondiale, e di recente premiata da Legambiente e Touring Club come il comprensorio marino più bello e sostenibile d’Italia, tanto da scalzare del primo posto alcuni dei quasi invincibili territori della Sardegna.

Insomma, una bella favola, che come tutte le storie degne di tale nome, ha avuto un inizio felice, una lunga fase oscura, e un lieto fine. Visto che adesso stiamo vivendo il bellissimo lieto fine, che potrebbe anche essere considerato come un nuovo inizio, in questo articolo vi raccontiamo dove andare al mare in Maremma toscana.

Spiaggia di Marina di Alberese nel Parco della Maremma, nella Bassa Maremma toscana

Dove andare al mare in Maremma toscana

La Costa degli Etruschi

Per comodità cominciamo dall’alto, e subito troviamo una zona molto affascinante che risponde al nome di Costa degli Etruschi. Qui senz’altro una località d’eccezione è Castiglioncello, chiamata da alcuni la “perla del Tirreno”, ritratta nei quadri dei Macchiaioli, storicamente frequentata da personalità del mondo della cultura e dello spettacolo, e divenuta nel tempo un centro culturale molto vivace.

La Baia del Quercetano, a Castiglioncello, è una spiaggia di sabbia fine, dagli scogli levigati e dalla folta macchia mediterranea, che con la sua conformazione speciale, spesso riparata dai venti, è una vera oasi di pace e bellezza. Sulla spiaggia ambrata, a forma di mezzaluna, si alternano stabilimenti a zone libere, ristorantini affacciati sul blu a piccoli bar.

Superato Rosignano Solvay, sia Vada che Marina di Cecina che Marina di Bibbona mostrano lunghi, estesi, tratti di spiaggia di sabbia morbida. Lungo la costa, macchia mediterranea e fitte pinete, mentre il mare limpido è sempre vincitore di bandiere blu.

Dopo San Vincenzo, interessante porto turistico impreziosito dall’antica Torre di San Vincenzo e da suggestive fortificazioni e vedette di avvistamento, troviamo il bellissimo golfo di Baratti, oggi parte del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, antica e importante città etrusca (l’unica direttamente sul mare) dove si lavorava il ferro, tanto che ancora oggi il colore della sabbia della spiaggia presenta una peculiare caratteristica nero-argentea che brilla sotto i raggi del sole. Da visitare il delizioso porticciolo turistico.

Procedendo verso sud, in direzione Piombino, lungo la Via dei Cavalleggeri – il percorso utilizzato dai Granduchi di Toscana per la sorveglianza del Promontorio di Piombino – s’incontrano deliziosi golfi riparati come Buca delle Fate, Spiaggia Lunga, e Cala Moresca.

Il Golfo di Baratti, una delle spiagge più belle della costa degli Etruschi

Da Piombino a Castiglione della Pescaia

Prima di arrivare a Follonica troviamo incantevoli spiagge, come: la selvaggia Torre Mozza, parte del Parco Costiero della Sterpaia, sorvegliata da un’antica torre di avvistamento del Cinquecento; la Carbonifera, che prende il nome dall’ottocentesca torre che la domina. Procedendo verso Punta Ala – piccola penisola circondata dal mare e rinomata località turistica d’élite con un porto molto ben attrezzato -, prima troviamo Cala Martina, poi Cala Violina – una delle più affascinanti spiagge toscane, raggiungibile a piedi dopo una lunga, piacevole, camminata -, e infine Cala Civette.

Proseguendo verso sud, dopo un’altra bella, ampia, spiaggia che prende il nome dal forte da cui sembra sorvegliata, Le Rocchette, ecco Castiglione della Pescaia, antico borgo di pescatori nel cui pittoresco porto-canale ogni sera attraccano i pescherecci tra le tante imbarcazioni da diporto ormeggiate. Nel centro storico è davvero suggestiva la Rocca (o Castello) del XV secolo. A est del paese il territorio era un tempo bagnato dal lago Prile al cui posto, oggi, si estende la riserva naturale della Diaccia Botrona, considerata la più importante area umida d’Italia.

Faro di Piazza Bovio, a Piombino, con vista sull'Isola d'Elba

La Costa D’Argento

Superate Marina di Grosseto, Principina a Mare e Marina di Alberese, parte del Parco Regionale della Maremma, le spiagge sono tutte caratterizzate da mare puro, cristallino, e sono tutte ombreggiate da folte pinete alle loro spalle. Da Talamone verso sud ha inizio poi l’ineffabile fascino della Costa d’Argento.

Talamone, a meridione dei Monti dell’Uccellina, è un autentico gioiellino medioevale che si specchia sul bellissimo Golfo dell’Argentario. Il piccolo porto è dominato dalla grande rocca degli Aldobrandeschi, risalente al tardo Duecento. Il centro, ottimamente conservato, è caratterizzato da stretti vicoli tra antiche case in pietra. La baia è famosa per gli sport velici.

Dopo Talamone, sempre seguendo la direzione sud, ecco Orbetello, cittadina tutta raccolta sulla sottile lingua di terra che si protende in mezzo alla laguna, a cui dona il nome stesso. La Laguna è delimitata, da due strisce di sabbia lunghe circa 6 km ciascuna: il Tombolo della Feniglia e quello della Giannella.

Antico mulino spagnolo nel blu della Laguna di Orbetello davanti al Monte Argentario

Il Monte Argentario

Orbetello è collegato al cuore del Monte Argentario da una diga artificiale costruita nel 1841. Il Monte Argentario è in realtà una penisola che si sporge, splendida, sul mare, davanti alle isole del Giglio e di Giannutri, e che sarebbe una vera e propria isola – la seconda dell’Arcipelago Toscano – se non fosse collegata al continente dai due tomboli sopramenzionati.

Le due località principali del Monte Argentario sono Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Nel primo è assolutamente da visitare la bella Fortezza Spagnola, oltre all’esteso lungo mare fino a Piazza dei Rioni, il “salotto” del paese. Il secondo, Porto Ercole, è noto come il borgo in cui, nel 1610, morì Caravaggio. Il suo antico nucleo abitativo è splendidamente raccolto dentro le mura ai piedi della Rocca che lo sovrasta. Oltre alle bellezze naturali e artistiche, il fascino di Porto Ercole deriva dalle imponenti fortezze spagnole del XVI secolo. Edificate durante lo Stato dei Presidi – Forte Filippo, Forte Stella e Forte Santa Caterina -, da qui è possibile ammirare un paesaggio unico al mondo.

Forte Stella, uno dei forti di Porto Ercole, borgo marino toscano tra i più belli d'Italia

Ansedonia e Capalbio

Oltre, ecco il promontorio di Ansedonia, dove un tempo si ergeva l’antica città romana di Cosa. Qui si nota la presenza di molte ville di VIP, anche se forse la maggiore attrazione di questo tratto di mare è nell’entroterra, ossia Capalbio. Da decenni il borgo è meta di un turismo d’elite attratto dall’affascinante atmosfera che si respira tra le stradine del paese e dalle belle spiagge di Chiarone, Macchiatonda e la Torba. Anche Giacomo Puccini amava rifugiarsi in queste terre, soprattutto per le battute di caccia.

Capalbio mostra un interessante impianto medievale: seguendo le mura si percorre integralmente l’antico cammino di ronda, da cui si può godere di un panorama aperto e suggestivo. La Porta Senese mostra ancora le ante originali del Quattrocento in legno massiccio.

Veduta della costa maremmana e del borgo toscano di Capalbio

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Foto di copertina: ©StevanZZ

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