In Via Maggio a Firenze, la Eduardo Secci Contemporary ambisce a diventare il punto di riferimento per l’arte contemporanea.

Eduardo Secci Contemporary, galleria d’arte contemporanea a Firenze

Eduardo Secci Contemporary è il luogo che a Firenze non ti aspetti di trovare, una presenza quasi provocatoria nella città in cui tutto riporta a un passato meraviglioso, un’eredità così pesante da condizionare il gusto di un’intera cittadinanza. E’ proprio la leggendaria indifferenza dei fiorentini per l’arte contemporanea a rendere obbligatoria una visita a questo simbolo dell’altra Firenze”.

E’ bastata questa introduzione nella Home page della Secci Contemporary ad incuriosirmi a conoscerlo.

L’ultima immagine che ho di un gallerista è in realtà quella di Geofrey Rush in “La migliore offerta” di Giuseppe Tornatore. Gran bel film, intrigante ma Eduardo Secci non ha nulla a che vedere con tutto questo e pensando a come finisce il film, buon per lui.

Eduardo fai un lavoro interessantissimo dove sicuramente serve tanta passione? Ho ragione? E se sì, da dove nasce tutto questo?

Sì hai ragione, credo di averne tanta. Mio padre è stato un grande collezionista, mi ha trasmesso negli anni questa passione. Ho sempre vissuto a contatto con l’arte, se ne parlava sempre, ne eravamo circondati, le mostre, gli eventi, il mio imprinting è stato questo; considera poi che aveva anche una galleria tutta sua: la Galleria San Gallo, dove aveva una squadra di artisti che curava e che manteneva.  Nonostante questo ho fatto un mio percorso di studi che mi ha portato a New York dopo aver fatto la scuola americana qui a Firenze; stavo poi per specializzarmi là, ma i doveri aziendali di famiglia (costruzioni ndr) mi hanno richiamato in Italia.

La galleria d'arte contemporanea Eduardo Secci Contemporary ha inaugurato la sua nuova sede in via Maggio a Firenze,nello storico quartiere di Santo Spirito

E poi cosa è successo?

Passato del tempo ho capito che quel mondo non era per me, non mi appassionava. C’era un capannone vicino a noi e lì ho deciso di aprire una mia galleria d’arte . Mio padre ha saputo capire che era quello che volevo davvero fare e mi ha supportato in questo.

L’inizio è stato difficile, avevo una grande voglia di fare, ma l’esperienza era poca. Un po’ alla volta ho capito che una galleria deve proporre il contemporaneo, è inutile andare dietro a quello che vendono tutti. Una galleria giovane deve avere cose giovani. Non si possono seguire le mode in maniera cieca senza capire il concetto primario e cioè che quello che va di moda, prima di essere moda, era avanguardia. Il vero collezionista è quello che arriva prima, non quello che arriva dopo.

Paolo Grassino è uno degli artisti della galleria d'arte contemporanea Eduardo Secci Contemporary che ha inaugurato la sua nuova sede in via Maggio a Firenze,nello storico quartiere di Santo Spirito

Il mio lavoro è quello di far capire che un artista, cito ad esempio Grassino, è un precursore che fa cose incredibili (che piacciano o no) e quindi va seguito. Poi fra 30 anni il tempo e le quotazioni mi diranno se ho avuto ragione, ma credo di si.

Ho aperto nel 2012, con l’intento, e lo faccio, di avere il mio gruppo di artisti,  il mio gusto personale e di difenderli a tutti i costi. In Italia questa cosa non la fa quasi nessuno e serve per staccarsi dalla massa, elemento indispensabile.

Hai un gruppo di circa una decina di artisti mi sembra di capire.

Sì, sono artisti quali Paolo Grassino, Roberto Pietrosanti, Massimo Vitali e altri. Li porto in tantissime fiere estere, Parigi, Londra, NY, Bologna, Miami, ma soprattutto ho voluto dare uno stampo diverso alla mia galleria: voglio che sia un luogo dove non è prevaricante il concetto della mostra finalizzata alla vendita. Pensa infatti che non ho mai venduto un’opera ad alcun cliente fiorentino o toscano, mentre invece siamo a Firenze; ritengo che stare qui ci possa far conoscere all’esterno più che in altre città. Questo perché quello che facciamo noi non lo fa nessun altro.

La scelta di via Maggio, via per eccellenza degli antiquari?

Siamo venuti qui  proprio per  valorizzare la zona ultimamente un po’ dimenticata. Mi piacerebbe far passare il concetto che l’arte contemporanea possa essere veicolo di educazione. Tutto questo nononstante, credimi, in italia non ci sia una politica che valorizzi l’arte o ne faciliti il commercio, anzi tutto il contrario. In ogni caso sono la prima galleria d’arte contemporanea che si stabilizza qui e mi piacerebbe che si trasferissero anche le altre, così da poter organizzare delle aperture tutti insieme e coinvolgere un pubblico ampio.

Mappa

Paolo Grassino è uno degli artisti della galleria d'arte contemporanea Eduardo Secci Contemporary che ha inaugurato la sua nuova sede in via Maggio a Firenze,nello storico quartiere di Santo Spirito

Eduardo, arte come elemento di arredamento, di fruizione dell’arte fine a se stessa ma, concedimelo, anche opportunità di investimento.

Sicuramente sì, siamo qui per questo, ma attenzione l’arte non deve essere solo investimento. L’arte va vissuta, per capirla occorre essere abbastanza preparati per comprare bene, avere occhio o avere una persona di fiducia come riferimento. La dinamica perfetta è comprare per piacere, avendo occhio e ritrovarsi con un investimento. Investire in un precursore apre il discorso sulle gallerie d’arte. Non è possibile che Fontana o Castellani siano gli ultimi sui quali investire. C’erano altri prima di loro e ci saranno altri dopo. Bisogna saper investire sui prossimi. Il concetto di una galleria come la nostra è fare uno screening, girando molto e capendo le varie realtà. 

La galleria d'arte contemporanea Eduardo Secci Contemporary ha inaugurato la sua nuova sede in via Maggio a Firenze,nello storico quartiere di Santo Spirito

La cosa spiacevole è vedere mille artisti per sceglierne uno. Ognuno si esprime al meglio, alla propria maniera, ma solo uno ha le potenzialità che cerco e il mio lavoro è scoprire queste potenzialità per offrire la massima certezza a chi acquista e molto onestamente credo di essere più bravo di altri nello scoprire gli artisti. Il nostro incontro si conclude qui. Io come molti di voi sono a zero in quanto a competenze in quest’ambito, ma Eduardo ha ragione, con una buona guida ci si può serenamente avvicinare al pianeta Arte Contemporanea, un mondo che Firenze merita davvero di avere ad un alto livello. Non si vive di solo passato.

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