Se stai pianificando di visitare Firenze a Pasqua, non puoi perderti uno degli eventi più antichi e tradizionali della città: lo Scoppio del Carro, che si tiene proprio la mattina della domenica pasquale. Ma come nasce lo Scoppio del Carro? E che cosa è il famoso Brindellone?

Lo scoppio del carro: il brindellone pirotecnico che sfolgora nella Pasqua fiorentina

La domenica di Pasqua a Firenze, una torre pirotecnica posta su un carro, affettuosamente detta “il brindellone”, viene trainata da due coppie di buoi per le vie del centro storico e collocata tra il Battistero e la Cattedrale.

Lo Scoppio del Carro a Firenze la domenica di Pasqua

Più o meno verso le 11, al canto del “Gloria“, clou della cerimonia, l’arcivescovo, dall’altare del Duomo, accende col fuoco sacro un razzo a forma di colomba (la colombina, simboleggiante lo Spirito Santo) che, tramite un meccanismo a fune, percorre tutta la navata centrale della chiesa e raggiunge all’esterno la torre, innescando la miccia e facendo scoppiare mortaretti e fuochi d’artificio. Spettacolare, entusiasmante, ma come nasce lo Scoppio del Carro fiorentino?

Le origini dello Scoppio del Carro

Ghinozzo di Uguccione de’ Pazzi, in una memoria del 1535, racconta che nel 1099, durante la prima crociata voluta da Papa Urbano II per riconquistare ai saraceni il Santo Sepolcro, un suo antenato, Pazzino de’ Pazzi, comandante dei 2500 militi fiorentini, parte della spedizione, fu il primo a entrare a Gerusalemme, a scalarne le mura e a piantare nel punto più alto il vessillo cristiano. Grazie a questo atto valoroso, Pazzino ebbe in dono dal Comandante generale Goffedro IV di Buglione tre schegge di pietra silicea provenienti dal Santo Sepolcro.

Corteo storico a Firenze prima dello Scoppio del Carro

Rientrato a Firenze nel 1101, Pazzino fu accolto con grandi onori e giubilo popolare. Riconsegnò le pietre alle autorità fiorentine che le deposero in un cofanetto e le affidarono ai prelati della chiesa di San Maria Sopra Porta, chiamata in seguito San Biagio. Ebbe quindi inizio una tradizione, già nota a Gerusalemme fin dal IV secolo: la distribuzione al popolo del fuoco sacro acceso in un braciere per mezzo delle pietre del Santo Sepolcro. Tradizione ripresa a Firenze il sabato di Pasqua all’interno della cattedrale.

Lo Scoppio del Carro nel Medioevo

Nel Duecento i Pazzi, in modo da mantenere viva la memoria del loro antenato, costruirono un carro itinerante, riccamente addobbato, che il sabato santo d’ogni anno portava in giro per la città il fuoco delle pietre sacre, permettendo ai cittadini che non potevano prendere parte alla cerimonia nella cattedrale di accorrere al passaggio per accendere i ceri e le candele che sarebbero servite, a loro volta, ad appiccare il fuoco al proprio focolare domestico da tenere rigorosamente vivo per l’intera durata della Pasqua. Il significato religioso dell’atto abbinava il valore mistico del fuoco che scaturisce dalla pietra con la resurrezione di Cristo dalla tomba.

I buoi che trainano il Brindellone dello Scoppio del Carro a Firenze

Dopo la Congiura dei Pazzi

L’organizzazione dell’evento da parte dei Pazzi, nei secoli successivi si ripeté ogni anno, interrompendosi solo nel 1478 in seguito alla congiura ordita dalla famiglia contro i Medici. I consoli dell’Arte di Calimala si sostituirono allora ai Pazzi per circa sedici anni, dopodiché, complice la cacciata dei Medici e l’avvento del Savonarola, la nobile casata fiorentina riprese a organizzare direttamente l’antica usanza.

Tornati i Medici nel 1512, i Pazzi, di nuovo nei favori del popolo, continuarono a gestire lo Scoppio del Carro e, nel 1515, probabilmente proprio grazie a un suggerimento della famiglia rivale, modificarono il cerimoniale, in particolare la mobilità del carro, che da itinerante avrebbe mantenuto una postazione fissa dinanzi al Battistero al fine di distribuire simbolicamente il fuoco sacro a tutti i cittadini dovunque essi si trovassero.

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Lo Scoppio del Carro a Firenze la domenica di Pasqua

Nel Seicento i Pazzi fecero costruire un “carro trionfale” a tre piani, estremamente solido e imponente, più adatto all’uso a cui era destinato. Incredibile a dirsi, ma si tratta dello stesso carro attuale opportunamente restaurato.
L’organizzazione dello Scoppio del Carro fu mantenuta dai Pazzi fino al 1859, quando il ramo principale della famiglia si estinse. Da quella data in poi è il Comune di Firenze a farsi carico di tutta la manifestazione.

La cerimonia

La cerimonia odierna dello Scoppio del Carro è simile a quella antica. La sera del sabato santo un corteo della Repubblica fiorentina, preceduto dal gonfalone della città, si reca alla chiesa dei SS.Apostoli (che dal 1785 custodisce le reliquie). Il vescovo vicario preleva il sacro cofanetto delle tre pietre e, unendosi al corteo, raggiunge il Duomo. Il cardinale arcivescovo compie il cerimoniale dell’accensione del fuoco con le sacre pietre su un braciere posto dinanzi alla porta principale, finché non è portato all’interno del Duomo e vegliato in preghiera tutta la notte.

I buoi che trainano il Brindellone dello Scoppio del Carro a Firenze

La domenica di Pasqua, il grande carro parte dal suo deposito di Porta a Prato trainato da due coppie di buoi bianchi ornati di ghirlande, arriva davanti al Duomo in contemporanea con il corteo storico della Repubblica fiorentina, preceduto dal gonfalone e dallo stendardo della famiglia Pazzi, composto da musici e sbandieratori e seguito dalle più importanti autorità civili. L’arcivescovo si porta sul sagrato del Duomo, benedice la folla e il carro, e rientra nella cattedrale per la funzione.

Pasqua a Firenze: lo Scoppio del Carro e il Brindellone

Il carro, di 40 quintali, è alto 11 metri e 60, lungo 3 metri e 40, e porta sulle fiancate gli stendardi dei quattro quartieri storici fiorentini, e su tutti i lati il carico esplosivo. La “colombina” è un impasto di gesso e cartapesta a foggia di colomba, con un ramoscello d’olivo nel becco. Il carosello pirotecnico dura 20 minuti accompagnato dal suono delle campane. Se la colombina nel viaggio di ritorno verso l’altare maggiore arriverà senza intoppi, significherà buoni auspici per il futuro, al contrario: cattivi presagi.

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Lo Scoppio del Carro a Firenze la domenica di Pasqua

Il simpatico appellativo di “brindellone” affibbiato al carro deriva dall’antica Festa della Zecca che si svolgeva il 24 giugno, per San Giovanni. Un uomo vestito di stracci impersonava San Giovanni Battista e attraversava le vie della città legato a un palo su un carro da fieno. Quel suo cencioso traballare a destra e a sinistra suscitava l’ilarità dei fiorentini che per traslazione chiamarono nello stesso modo il carro pasquale.

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