Secondo il Food Travel Monitor un italiano su tre si sposta seguendo…”il cuore!”, direte voi cari lettori. No, vi rispondiamo noi: un italiano su tre viaggia seguendo la pancia, sulle orme dei sapori del turismo enogastronomico. Il 33% degli italiani

Food Travel Monitor: l’ascesa del turismo enogastronomico in Toscana

Di tutte le passioni, la più complicata, la più difficile a praticare in modo superiore, la più inaccessibile ai comuni mortali, la più sensuale nel vero senso della parola, la più degna degli artisti più raffinati, è sicuramente quella che riguarda il piacere della gola.

“Guy de Maupassant”

Pasta, pizza e mandolino. L’Italia è sempre stata la patria del buon cibo e, dati alla mano, lo stomaco batte gli occhi per molte reti a zero (immaginatevi una gara di calcio – croce e delizia del Bel Paese – tra le Isole Far Oen e la Germania e avrete idea dell’importanza di questa vittoria!). Sono sempre di più, infatti, i turisti che si lasciano guidare dalla gola e non dalla bellezza, abbandonando il turismo culturale e seguendo i sapori del turismo enogastronomico.

Seconda la ricerca Food Travel Monitor, condotta da Roberta Garibaldi dell'Università di Brescia e il World Food Travel Association, il turismo enogastronomico muove 1 italiano su 3.

La Toscana…presa di pancia & il Turismo Enogastronomico

1 italiano su 3 segue il faro del Turismo Enogastronomico, compiendo almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia negli ultimi tre anni, secondo i dati del Food Travel Monitor. E come resistere alla bagna cauda del nord, alla gricia di Roma o agli arancini? Effettivamente vale la pena affrontare le ire di Cerbero e incontrare Ciacco nel Girone dei Golosi della Divina Commedia pur di addentare quelle prelibatezze, ma…c’è una regione prima della classe. Una regione che è il top, che sovrasta tutte le altre come mete.

Un aiuto? Noi di TuscanyPeople vi proponiamo un menù: fettunta, pici alla nana, torta d’erbi, torta al testo, pane sciocco e bistecca alla fiorentina. Il vostro stomaco ha indovinato? La Toscana.

Anche secondo il Food Travel Monitor, sembra davvero che tutte le strade del mondo portino nella nostra bella terra. Come dargli torto? Mare, montagna, collina, lago… ce ne è per assecondare ogni palato, perfino quello più snob, dato che sono ben 35 i locali che hanno ricevuto le stelle Michelin, gli Oscar della cucina.

Seconda la ricerca Food Travel Monitor, condotta da Roberta Garibaldi dell'Università di Brescia e il World Food Travel Association, il turismo enogastronomico muove 1 italiano su 3.

Chi è il turista enogastronomico?

Il rischio e la paura più grande è legato, però, alla qualità del turista. In tempo di crisi economica come sono questi novelli pellegrini che entrano nel contado e nelle tavole toscane? Roberta Garibaldi, esperta a livello nazionale e internazionale di turismo enogastronomico  docente presso l’Università di Brescia che, assieme alla World Food Travel Association, ha condotto la ricerca Food Travel Monitor, afferma: “E’ un turista acculturato, con maggiore capacità e propensione alla spesa, che cerca nell’enogastronomia un’opportunità di conoscenza e contatto con la cultura di un territorio. Organizza il suo viaggio affidandosi al web, sia per raccogliere informazioni sia per prenotare le singole componenti del viaggio. Si sente più coinvolto, vuole sperimentare l’enogastronomia a 360 gradi, affiancando spesso altre proposte attive. Preferisce percorsi misti, non monotematici: il turista del vino cerca anche ottime esperienze gastronomiche”.

Un profilo meglio di Criminal Minds! In poche parole dobbiamo immaginarci un turista con smartphone alla mano, un panino versione luxury e un bicchiere di vino toscano nell’altra, in una cantina o in un allevamento toscano.

Seconda la ricerca Food Travel Monitor, condotta da Roberta Garibaldi dell'Università di Brescia e il World Food Travel Association, il turismo enogastronomico muove 1 italiano su 3.

Ma dove potremmo incontrare questi viaggiatori del turismo enogastronomico? Nuovamente il Food Travel Monitor ci viene incontro stilando una classifica: al 73% ci sono i ristoranti tipici locali, al 70% un mercato con prodotti del territorio e al 59% fermi di fronte ad un food truck per assaggiare l’ormai celeberrimo street food.

Ma un occhio deve essere sempre green: se lo stomaco muove i turisti enogastronomici, dalla ricerca appare chiaro anche un altro fattore. Il 42% vuole che la struttura ricettiva e il sistema di produzione del prodotto rispetti l’ambiente.

La gola salverà l’economia

Questo turista green, buongustaio, sommelier e molto simpatico continuerà ad invadere la Toscana e l’Italia nei prossimi anni, dato che “la gola salverà l’economia” o almeno ci proverà. Per questo, come TuscanyPeople, ci auguriamo di riuscire ad aprire gli occhi e ritrovarci, assieme a questi turisti, in fila per assaggiare una prelibatezza e perché no? Per sbandierare un po’ di sano campanilismo.

Seconda la ricerca Food Travel Monitor, condotta da Roberta Garibaldi dell'Università di Brescia e il World Food Travel Association, il turismo enogastronomico muove 1 italiano su 3.

Potremmo continuare a parlarvi per ore dell’enogastronomia in Toscana, ma forse bastano i nostri articoli…potremo citarvi Hannibal Lecter o il rinomato Chianti, ma basterà un solo morso e un solo sorso a conquistarvi. Dunque vi sfidiamo e vi aspettiamo in Toscana. La tavola sarà imbandita, i bicchieri saranno colmi e il nostro sarcasmo sarà pronto a farvi ridere (ma non ci chiedete “la hoha hola hon la hannuccia horta horta…).

In fondo, come diceva Curzio Malaparte: “La Toscana è paesaggio magico dove tutto è gentile intorno, tutto è antico e nuovo“.

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