Di uomini illustri che si sono espressi sulla Toscana in genere ce ne sono tantissimi. Di uomini illustri che si sono espressi su Siena ce ne sono tanti. Di uomini illustri che si sono espressi su Firenze ce ne sono un’infinità. Non abbiamo potuto invitarli tutti al nostro storico talk-show, abbiamo dovuto, per forza di cose, operare una selezione, non in base alla loro grandezza ma in base all’interesse, o alla curiosità, che hanno suscitato in noi le loro frasi celebri su Firenze. Gli altri non ce ne vogliano, sarà per un’altra città.

Le più belle frasi celebri su Firenze

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Ammettiamolo una buona volta: Firenze vanta, tra i tanti cittadini di spicco a cui ha dato i natali, il più grande poeta di tutti i tempi, Dante Alighieri. Certo, qualcuno potrebbe obiettare, qualcuno potrebbe eccepire, qualcun altro potrebbe dissentire, come quel mio amico che messo di fronte a una tale categorica affermazione esclamò: “Esagerato!”.

Nel Blog Firenze della nostra Rivista toscana non poteva mancare una raccolta di frasi celebri su Firenze

Forse aveva ragione, tendo a essere assolutistico nelle mie inopinate classificazioni, tuttavia è ancora lì a tentare di scovare un poeta superiore al Sommo. E scommettiamo che tra dieci anni, dopo aver setacciato la letteratura di mezzo mondo, sarà ancora lì?

I Sepolcri” di Ugo Foscolo

Ma se Dante è il più grande di tutti, non è lui il poeta che ha scritto le parole più belle su Firenze nei confronti della quale, logicamente, nutriva un po’ di rancore. Con tutta probabilità, tra le frasi celebri su Firenze mai scritte ci sono quelle di Ugo Foscolo, nato a Zante, in Grecia, ricordate il famoso sonetto che tutti abbiamo studiato a scuola? Sì, quello. Ma come non ricordare anche “I Sepolcri” in cui Firenze è magnificata in maniera sublime? Prego, Foscolo, ci dica cos’ha esclamato alla nostra città mentre, nella chiesa di Santa Croce, contemplava estasiato i sepolcri di Machiavelli, Michelangelo, Galileo:

“Te beata, gridai, per le felici / aure pregne di vita, e pe’ lavacri / che da’ suoi gioghi a te versa Apennino! / Lieta dell’aer tuo veste la Luna / di luce limpidissima i tuoi colli / per vendemmia festanti, e le convalli, / popolate di case e d’oliveti / mille di fiori al ciel mandano incensi: / e tu prima, Firenze, udivi il carme / che allegrò l’ira al Ghibellin fuggiasco, /e tu i cari parenti e l’idïoma  désti a quel dolce di Calliope labbro / che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma / d’un velo candidissimo adornando, / rendea nel grembo a Venere Celeste; / ma piú beata che in un tempio accolte / serbi l’itale glorie, uniche forse / da che le mal vietate Alpi e l’alterna  / onnipotenza delle umane sorti  / armi e sostanze t’ invadeano ed are  /e patria e, tranne la memoria, tutto.

Nel Blog Firenze della nostra Rivista toscana non poteva mancare una raccolta di frasi celebri su Firenze

Le dico la verità, Foscolo, conosco “I Sepolcri” quasi a memoria e ogni volta che li declamo mi sento fremere di sincero amor patrio, cosa che di questi tempi, glielo assicuro, accade sempre più di rado. Grazie per le sue immortali parole. Grazie di cuore, citarla per primo nella raccolta delle nostre frasi celebri su Firenze era doveroso.

Klemens von Metternich

Ma accanto a lei vedo un suo quasi coetaneo, un personaggio che, nonostante la sua innegabile cultura, non si sospetterebbe mai avesse pronunciato parole tanto dolci sul nostro capoluogo, un uomo d’acciaio, un fine diplomatico e politico, il cancelliere di stato austriaco Klemens von Metternich:

“Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero.”

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Guido Piovene

Notevole, no? Ma vedo là l’immarcescibile Guido Piovene con la sua perenne mano alzata. Non poteva mancare neanche a Firenze, visto che ha viaggiato tutta l’Italia prendendo appunti:

“Guardando da un lato da Fiesole, e dall’altro da Bellosguardo, per dire solo due tra i nomi più famosi, Firenze giace al centro della conca di colli, che è un monumento artistico nel suo insieme.”

“La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina.”

Pyotr Ilyich Tchaikovsky

Sì, siamo senz’altro d’accordo con lei. Speriamo che predomini sempre l’intelligenza, soprattutto adesso che ne abbiamo un disperato bisogno. E a proposito d’intelligenza, ecco un genio musicale che ha davvero amato la nostra città, Pyotr Ilyich Tchaikovsky:

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“Tra tutte le città straniere, Firenze è divenuta certo quella che io preferisco. Più ci vivi e più ti accorgi di amarla. Vi è qualcosa di accogliente da farmi sentire a casa mia.”

Franco Zeffirelli

A cui fa eco un altro illustre fiorentino sentimentale come Franco Zeffirelli:

Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere.”

Ennio Flaiano

Vero, il genio di altri vissuto come ispirazione personale, un po’ quello che è successo a Foscolo in Santa Croce. Mentre lei, Ennio Flaiano, un po’ più bonariamente critico, ci faccia sorridere con la sua apprezzabilissima ironia:

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“La sorpresa di Firenze che si rinnova a ogni viaggio. Il piccolo golfo dell’Arno così bene “male” illuminato la sera nei lungarni, la linea sempre aurea dei palazzi, lo svolgersi delle strade, la nettezza dei particolari, il nitore del cielo e dei profili.”

Ma mi ripeta quella che mi piace sempre da morire:

“Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci.”

Dino Campana

Ah, ora riconosco appieno il suo talento, la sagacia straripante dei suoi aforismi. Invece, non distante da lei, scorgo un rubicondo signore, vestito un po’ strano, ma pieno di forza e passione, il grande poeta Dino Campana:

“Entro dei ponti tuoi multicolori/ L’Arno presago quietamente arena / E in riflessi tranquilli frange appena / Archi severi tra sfiorir di fiori.”

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E perdoni ancora, Campana, quello che le hanno fatto da queste parti certi suoi corregionali terribilmente invidiosi della sua arte.

Pablo Neruda

A questo punto, però, direi di procedere con le parole d’un altro grande poeta che addirittura viene dal Sud America, Pablo Neruda, che con la sua incantevole poesia si impone di diritto nella nostra raccolta di frasi celebri su Firenze:

“E quando in Palazzo Vecchio, bello come un’agave di pietra, / salii i gradini consunti, attraversai le antiche stanze, / e uscì a ricevermi un operaio, capo della città, / del vecchio fiume, delle case tagliate come in pietra di luna, / io non me ne sorpresi: la maestà del popolo governava.”

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Felix Mendelssohn

E c’è anche chi ha vissuto Firenze quando ancora non era personalmente all’apice della fama, come un altro gigante della musica, Felix Mendelssohn:

“Feci così il mio ingresso in Firenze con la mia carrozzella aperta, e benché avessi un aspetto impolverato, proprio come uno che viene dalla Alpi, non mi curai di nulla; passai tutto lieto in mezzo ad eleganti equipaggi, dai quali mi giarda vani i visi delicati di Lady Inglese e pensai: verrà il giorno in cui dovrete stringere le mani al viaggiatore che fate finta di non vedere!”

Stendhal

Chiudiamo la nostra raccolta di frasi celebri su Firenze con lei, Stendhal, che l’eterna bellezza del capoluogo toscano l’ha addirittura subita fisicamente:

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“Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.”

E non è stato solo Stendhal a subire la sindrome da contemplazione estatica della nostra città, se è vero che ogni anno centinaia di turisti  si fanno ricoverare all’ospedale in preda a sintomi simili. C’è chi dice che è causa dell’inquinamento atmosferico, ma sono malignità. E poi questa è un’altra storia.

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