Chianti, Chianti Classico, Chianti Rufina, Chianti Colli Fiorentini, Chianti Colli Senesi….ma quanti Chianti ci sono? E soprattutto perché solo il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero? A queste e a molte altre domande troverete risposta nell’articolo qui sotto, dove vi racconteremo anche di quella volta che Firenze batté Siena in una piccola gara d’astuzia, allargando i proprio confini.

Ma perché il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero?

Da ragazzi, quando sulla tavola veniva posato il panciuto fiasco di Chianti, qualcuno, il babbo, lo zio, il nonno, faceva sempre: “è Gallo Nero, figlioli“; oppure: “questo è Chianti Classico, mi spiego?“, allegando all’informazione un tono e un atteggiamento solenne, come dire: vino di alto livello. Noi tiravamo dal calice un piccolo sorso circospetto, spesso contraevamo le labbra, gli zigomi, perché ci sembrava troppo acido, troppo aspro o troppo tannico – senza neppure sapere cosa davvero volessero dire tutte queste cose – e annuivamo poco convinti che dentro si nascondesse tutta quella qualità sottintesa.

Perché il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero? Che gallo è? Ma soprattuto perché non tutte le bottiglie di Chianti ce l'hanno?

E forse, all’epoca, avevamo le nostre ragioni, visto che il livello medio del vino italiano è esponenzialmente salito negli ultimi 20-30 anni fino a contendere lo scettro del mondo addirittura all’altezzosa Francia. Ma questa è un’altra storia.

La storia che c’interessa ora è quella del Chianti Classico Gallo Nero. Si perché c’era quasi sempre quel simbolo ad accompagnare i nostri momenti di convivialità, quel gallo nero in campo bianco, (adesso) contornato dalla striscia bordeaux (color vino), con la scritta “Chianti Classico dal 1716”.

Il Gallo Nero

Il galletto nero, in realtà, era un volatile che un tempo si vedeva spesso nelle nostre campagne. Gli animali derivavano perlopiù da due prestigiose razze autoctone toscane: la Livorno nera e la Valdarno. La Valdarno, ormai estinta, è rediviva in alcune zone grazie al meticoloso lavoro di alcuni eroici allevatori. È una razza a duplice attitudine che fornisce carne di eccellente qualità. La razza Livorno Nera, o “pollo italiano“, è invece nota internazionalmente col nome Leghorn, ed è specializzata nella produzione di uova.

Perché il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero? Che gallo è? Ma soprattuto perché non tutte le bottiglie di Chianti ce l'hanno?

Sembrerebbe quindi naturale che il vino Chianti Classico avesse assunto il simbolo di un fiero animale tipico del nostro territorio: il Gallo Nero, tra l’altro, era lo storico simbolo dell’antica Lega Militare del Chianti, riprodotto anche dal pittore Giorgio Vasari sul soffitto del Salone dei Cinquecento, a Palazzo Vecchio. Ma in realtà pare ci sia una vera e propria leggenda medioevale alla base della scelta. Una vicenda che segnò la definizione dei confini politici dell’intero territorio chiantigiano.

Le leggenda del Gallo Nero

La leggenda racconta che più o meno nel XIII secolo, quando le Repubbliche di Firenze e Siena lottavano aspramente per ottenere la supremazia l’una sull’altra, il territorio del Chianti, che giaceva tra le due città, fosse duramente conteso. Così, per porre fine alle dispute e tracciare confini sicuri, si convenne su una singolare sfida: due cavalieri sarebbero partiti dalle rispettive città e il confine sarebbe stato fissato nel punto del loro incontro.

La partenza doveva avvenire all’alba e il segnale d’avvio sarebbe stato dato dal canto di un gallo. In effetti è un’idea che al giorno d’oggi può stupire, ma che all’epoca era coerente con lo stile di vita e i ritmi quotidiani dei cittadini ancora scanditi dai meccanismi naturali. Decisiva risultava pertanto la scelta del gallo, oltre che quella del destriero e del cavaliere. I senesi scelsero un gallo bianco, mentre i fiorentini optarono per un gallo nero ed utilizzarono uno stratagemma degno di Ulisse col suo cavallo di Troia: tennero chiuso e a digiuno il galletto nero in una buia, piccola stia per diversi giorni, in modo da indurlo in un forte stato di esasperazione.

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L’astuzia di Firenze

Il giorno della partenza, non appena fu liberato dalla stia, il gallo nero, furioso, iniziò a cantare a squarciagola il suo grido d’aiuto e disperazione, nonostante l’alba fosse ancora lontana. Il cavaliere di Firenze partì immediatamente, potendo contare alla base su un grande vantaggio rispetto all’altro che invece avrebbe dovuto attendere le prime luci del giorno, quando il suo gallo, presumibilmente, avrebbe iniziato a cantare. E così infatti avvenne. Il cavaliere di Firenze galoppava a spron battuto da ore quando il cavaliere di Siena partì. Il ritardo del senese era enorme, tanto che riuscì a percorrere solo 12 chilometri prima di incontrare il fiorentino a Fonterutoli. Per la scaltra Firenze era fatta: quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della Repubblica Fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa.

La Lega del Chianti e Cosimo III

A parte le leggende campanilistiche – comunque nel loro genere molto affascinanti – il Gallo Nero era nato come simbolo della Lega del Chianti, una specie di giurisdizione militare creata nel 1384 dalla Repubblica del Marzocco in funzione antisenese: essa comprendeva gli attuali comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti.

Perché il Chianti Classico ha come simbolo il Gallo Nero? Che gallo è? Ma soprattuto perché non tutte le bottiglie di Chianti ce l'hanno?

Nel 1716, il Granduca di Toscana Cosimo III – per tutelare i vini provenienti davvero dal Chianti contro le contraffazioni – emise un bando il quale decretava che i vini prodotti a Castellina, Gajole e Radda si chiamassero vini del Chianti, delimitando quindi la zona vinicola Chianti fino ad includere circa i 3/5 del Comune di Greve

«…per il Chianti è restato determinato e sia. Dallo Spedaluzzo fino a Greve; di lì a Panzano, con tutta la Podesteria di Radda, che contiene tre terzi, cioè Radda, Gajole e Castellina, arrivando fino al confine dello Stato di Siena…..»

(1716, Cosimo III de’ Medici Bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d’Arno di Sopra).

Spedaluzzo si trova al Km 16+500 della attuale SR 222 Chiantigiana, cioè a Nord di Greve sul confine tra gli ex territori della Lega di Val di Greve e quelli della Lega di Val di Cintoia e Robbiana. Dunque il bando granducale del 1716 (quello riportato nel marchio) includeva il territorio comunale di Greve afferente alle zone di Greve, Panzano, Passo de’Pecorai, Lamole e Lucolena, ed escludeva le sole frazioni a nord (Strada, Ferrone, Chiocchio, Mugnana e San Polo).

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La successiva istituzione della Podesteria del Chianti con sede a Radda, incluse i tre comuni senesi e l’intero comune grevigiano, allora ancora privo del suffisso “in Chianti” ma di fatto incluso in toto nello stesso.

Gallo Nero simbolo del Chianti Classico

Il Gallo Nero è adesso il simbolo del Chianti Classico, territorio d’elezione tutelato da un apposito consorzio che attualmente annovera circa 600 aziende produttrici.
La sua storia in pillole: nel 1924, un gruppo di produttori si riunisce a Radda in Chianti e fonda il Consorzio per la difesa del vino Chianti, sì da tutelare il prodotto e promuovere lo sviluppo del territorio del Chianti secondo i confini definiti nel 1716.

Come marchio viene ripreso il Gallo Nero in campo oro, simbolo della Lega Militare del Chianti.
Nel 1932 vengono individuate 7 sottozone del Chianti e si designa con “Classico” il Chianti più nobile, sottoposto a più ferree regolamentazioni.
Nel 1967 un decreto ministeriale riconosce una sola Denominazione di Origine Controllata al Chianti pur regolamentando in modo più rigido il Chianti Classico.

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Nel 1984 il Chianti Classico diventa DOCG, mentre 3 anni dopo il Consorzio si divide in 2: il Consorzio vino Chianti Classico che cura le attività di tutela e vigilanza; il Consorzio Gallo Nero che promuove e valorizza i vini. Nel 1996 dopo un iter legale di 70 anni il Chianti Classico diventa una Docg autonoma, con un disciplinare di produzione distinto da quello del vino Chianti.

Nel giugno 2005 i due rami del consorzio si riuniscono e il marchio del Gallo Nero viene applicato obbligatoriamente su tutte le bottiglie di vino Chianti Classico.
Dal 2007, infine, ogni bottiglia possiede un numero identificativo che consente al consumatore di risalire, via internet, alla sua origine.

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