Esistono giardini fiorentini dove rifugiarsi dalla calura estiva e perdersi tra il verde degli alberi e le loro ombrose trame intessute di storia e mistero. Piccolo viaggio alla scoperta dei giardini nascosti di Firenze.

Giardini fiorentini: ombrose trame intessute di mistero

She’s got a secret garden where everything you want, where everything you need, will always stay”. Mi torna in mente la frase della canzone Secret Garden di Bruce Springsteen in questi (primi) giorni di calura estiva, quando penso a tutto ciò che vorremmo (e di cui tutti avremmo bisogno) da qui a settembre: un po’ di fresco e, sopratutto, tanti giorni di vacanza. Ma in attesa che la nostra wish list si trasformi in realtà, possiamo consolarci immergendoci nel verde cittadino, alla ricerca di zone d’ombra e di un po’ di mistero.

Durante l'afosa estate i giardini fiorentini sono i luoghi dove rifugiarsi dalla calura, rilassandosi sotto ombrose trame fatte di alberi, storia e mistero

Giardini fiorentini, dove rifugiarsi dalla calura estiva

Serre Torrigiani in Piazzetta, un salotto tra i giardini fiorentini

Perchè parlo di mistero? Perchè esistono diversi giardini fiorentini in cui rifugiarsi in assenza di alternative alla città. Uno di questi si trova in centro, letteralmente incastrato tra via Orsanmichele, piazza della Repubblica e via de’ Cerretani. È la piazzetta dei Tre Re: una piccola oasi verde, aperta ufficialmente al pubblico dallo scorso aprile, in occasione del Capodanno toscano dell’Annunciazione.

Là dove prima regnava il degrado, quindi, ora c’è un salotto all’aperto, fatto di giardini pensili, fiori, vetrine (con libri in bella mostra, dall’aspetto vintage), un punto ristoro e un palcoscenico, sempre pronto ad ospitare reading e spettacoli musicali. Il cambio di look di questa location è opera dell’architetto Chiara Fanigliuolo. L’idea di vestirla a nuovo, invece, è di Serre Torrigiani, che ha vinto un bando comunale finalizzato alla sua riqualificazione (per poi ribattezzare il suo progetto “Serre Torrigiani in piazzetta“).

Durante l'afosa estate i giardini fiorentini sono i luoghi dove rifugiarsi dalla calura, rilassandosi sotto ombrose trame fatte di alberi, storia e misteroFoto: www.serretorrigianiinpiazzetta.it

Giardino Torrigiani tra i fiabeschi giardini fiorentini

Il nome Torrigiani si ritrova anche in un’altra area verde fiorentina che, con i suoi quasi 7 ettari, rappresenta uno dei più grandi giardini europei urbani. Il Giardino Torrigiani si trova tra via dei Serragli, via del Campuccio e viale Petrarca, in corrispondenza delle mura gigliate. Dopo i fasti cinquecenteschi, il giardino ha conosciuto una sua seconda vita nell’Ottocento, quando il marchese Pietro Torrigiani lo ha trasformato in vero e proprio giardino all’inglese.

Ad attribuirgli un che di fiabesco (oltre al bosco sacro e a varie statue dai richiami fortemente simbolici) ci pensa il suo famoso torrino neogotico. Nei suoi 22 metri di altezza, la torre conserva strumenti astronomici, una biblioteca e una terrazza panoramica. D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, data la sua posizione: si trova su una collina artificiale, a ridosso del bastione di difesa fatto erigere da Cosimo I dei Medici nel 1544.

Il Giardino Torrigiani dal satellite

Durante l'afosa estate i giardini fiorentini sono i luoghi dove rifugiarsi dalla calura, rilassandosi sotto ombrose trame fatte di alberi, storia e mistero

Terrazzo di Saturno tra i più innovativi giardini fiorentini

Tra i giardini fiorentini (seppur temporaneo) da visitare, si è materializzato recentemente nel bel mezzo del percorso museale di Palazzo Vecchio, con tanto di agrumi, cespugli di melograni, rose, e poi ancora ortaggi, primizie e erbe aromatiche. Dove si trova di preciso? Al terzo piano del municipio fiorentino, all’interno di una location dal nome divinamente evocativo: il Terrazzo di Saturno.

Si tratta di un affaccio mozzafiato sulla città (in direzione sud-est), che deve il suo nome agli affreschi sul soffitto, dedicati proprio al dio Saturno. L’idea – promossa dai Musei Civici Fiorentini e curata dall’associazione Muse – è quella di offrire un richiamo agli orticini cinquecenteschi, innestati all’epoca tra le mura dell’edificio per volere dei coniugi Cosimo I ed Eleonora di Toledo, in modo da sopperire alla mancanza di un vero giardino davanti alla struttura.

Durante l'afosa estate i giardini fiorentini sono i luoghi dove rifugiarsi dalla calura, rilassandosi sotto ombrose trame fatte di alberi, storia e misteroFoto: www.musefirenze.it

È per questo motivo che le piante scelte non sono frutto del caso, ma il risultato di una selezione basata su fonti archivistiche, iconografiche e storico-letterarie. Questa incursione botanica sarà visitabile senza costi aggiuntivi rispetto al normale prezzo del biglietto fino al 25 settembre. (8 euro ridotto; 10 euro intero). Intanto, per andarci, si potrà approfittare di uno degli eventi speciali già in programma per i prossimi mesi, scegliendo tra visite tematiche guidate, laboratori sensoriali per bambini ed iniziative culturali a tema green (il calendario è consultabile qui).

Terrazza di Saturno dal satellite

 

Giardino di Boboli, il re dei giardini fiorentini

A proposito di Eleonora di Toledo, in quanti sanno che è proprio a lei che il giardino più famoso di Firenze (alias Giardino di Boboli) deve il suo ampliamento e abbellimento? È nel 1549, infatti, che palazzo Pitti e verde circostante diventarono di proprietà di Cosimo I e consorte, che ne affidarono i lavori a Niccolò Tribolo.

Scomparso prematuramente un anno dopo, le operazioni di maquillage vennero poi affidate ad altri architetti di corte, come Vasari, Ammanati e, più tardi, Buontalenti. Un ampliamento lungo 4 secoli (che parte dai Medici e continua durante i Lorena), che ci ha lasciato in eredità un vero e proprio parco monumentale.

Durante l'afosa estate i giardini fiorentini sono i luoghi dove rifugiarsi dalla calura, rilassandosi sotto ombrose trame fatte di alberi, storia e mistero

Al suo interno, infatti, si trovano alberi (per lo più lecci e cipressi), sculture, fontane, percorsi, gradinate e zone d’ombra. Imperdibili l’Anfiteatro (scavato dietro la reggia di Pitti, nella collina), la Fontana di Nettuno (al suo apice), il Prato del Cavaliere (punto panoramico più elevato della città), la Koffeehouse (un edificio verde pastello, di costruzione settecentesca, concepito dai Lorena come luogo dove sorseggiare il caffè) e la famosissima Grotta Grande (meglio nota come Grotta del Buontalenti, caratterizzata da stalattiti e decorazioni interne ed esterne e, in passato, anche da giochi d’acqua). Per visitarlo, però, bisogna armarsi di fiato (il percorso prevede tante salite) ma, soprattutto, di tempo e pazienza: per vederlo integralmente c’è chi impiega anche 3 ore.

Giardino di Boboli dal satellite

 

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