Svolta nella ricerca dell’identità della Gioconda: a Firenze gli esami sul DNA di alcuni resti rinvenuti nella cripta della Basilica di Santissima Annunziata, stabiliranno se la Monna Lisa era realmente Lisa Gherardini, nobildonna fiorentina moglie di Francesco del Giocondo.

 

Svelata l’identità della Gioconda?

La “Monna Lisa“, conosciuta in tutto il mondo come “Gioconda” è, probabilmente, il quadro più conosciuto e venerato al mondo. Conservato a Parigi all’interno del Museo del Louvre, e dipinto dal grande Leonardo da Vinci, ha sempre affascinato esperti d’arte e semplici curiosi, oltre che per l’innegabile qualità pittorica del maestro, anche per il velo di mistero che circonda il sorriso e lo sguardo più affascinanti ed enigmatici della Storia.

Nascosto dietro a un vetro infrangibile il volto della donna rappresentata osserva le platee di tutto il mondo che, oggi come allora (l’opera è stata realizzata nei primi anni del ‘500), rimangono meravigliati di fronte ad un’opera così controversa.

identità della gioconda:monnalisa nobildonna fiorentina?

Identità della Gioconda: abbiamo davanti Lisa Gherardini?

Secondo le ricerche effettuate dagli storici di diverse epoche intorno all’identità della Gioconda, confermate recentemente dal fiorentino Giuseppe Pallanti, la donna rappresentata nel ritratto sarebbe realmente esistita. L’ipotesi più accreditata indica che si tratterebbe di tale Lisa Gherardini, seconda moglie di un commerciante fiorentino famoso per le sue sete, Francesco Del Giocondo. Proprio l’amicizia che legava il commerciante a Leonardo da Vinci avrebbe indotto quest’ultimo a ritrarre la bella moglie.

Il tema relativo all’identità del soggetto della “Gioconda” è tornato in primo piano qualche giorno, fa, quando è stata data notizia del permesso di aprire, all’interno della Basilica di Santissima Annunziata, sita a Firenze, la cripta contenente i resti del commerciante fiorentino Del Giocondo, marito di Lisa Gherardini, e dei suoi figli.
I resti, una volta prelevati, verranno comparati con quelli di alcuni scheletri femminili rinvenuti tempo fa nel Convento di Sant’Orsola dove, si suppone, si trovino anche i resti di Lisa Gherardini.

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Nella Basilica di Santissima Annunziata a Firenze trovati i resti che permetteranno di svelare il mistero dell'identità della Gioconda

Le incognite sull’identità della Gioconda

Le incognite sono molte, sia per quanto riguarda l’effettivo stato di conservazione dei resti, che per i problemi che potrebbero verificarsi nell’estrazione del Dna. Inoltre, il Convento di Sant’Orsola ha subito, attorno alla metà del ‘600, una ristrutturazione piuttosto evidente,che potrebbe aver riguardato anche i resti della stessa Gherardini (non è escluso che siano stati trasferiti nella tomba di famiglia). Per tale motivo sarà necessario procedere ad esami incrociati e comparati dei vari resti della cappella di famiglia, nella speranza di avere, alla fine, notizie certe e inconfutabili.

Ad avvalorare l’identità della Monna Lisa con Lisa Gherardini sono stati, nel corso degli anni, vari studi. Uno dei più conosciuti è stato quello proposto da un docente dell’Università di Yale.  Attraverso l’esame della posizione delle mani, che ricorderebbe la posizione tipicamente adottata dalle donne in attesa di un figlio, si suppone lo stato di gravidanza nel soggetto del quadro. Confrontando i registri dei battesimi rinvenuti a Firenze, sarebbe stata confermata la nascita del secondo figlio di Lisa Gherardini proprio nel dicembre 1502.

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Un enigma lungo secoli

Giorgio Vasari, pittore e biografo, vissuto tra il 1511 e il 1574, aveva dedicato, all’interno di un manoscritto, qualche frase all’impegno che Leonardo aveva preso nel dipingere il ritratto di Monna Lisa. Sempre leggendo quanto riportato sul manoscritto, però, si viene a conoscenza del fatto che, pur avendolo iniziato, Leonardo non è riuscito a giungere al compimento dell’opera, abbandonandola dopo più di 4 anni di lavoro. Non si tratterebbe, pertanto, della “Gioconda”.

Non mancano tesi più recenti, come quella formulata qualche anno fa dallo storico Roberto Zapperi, secondo la quale Gioconda sarebbe, in realtà, Pacifica Brandani, probabile amante di Giuliano de’Medici (1479-1516). A confermarlo sarebbe, però , solamente la debole testimonianza fornita da un diario di viaggio scritto da Antonio de Beatis, che avrebbe visto la donna nella bottega di Leonardo. Altri nomi sono stati attribuiti alla fanciulla; i più importanti sono quelli della Duchessa di Forlì, Caterina Sforza Riario, Bianca Giovanna Sforza e Isabella d’Aragona, oltre a quello di Cecilia Gallerani, già ritratta dal Da Vinci nel famosissimo quadro “Dama con l’ermellino“.

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L’attribuzione più bizzarra è quella che vede Leonardo stesso essere il protagonista del dipinto, in una versione androgina, oppure la tesi che la donna sia in realtà la stessa madre di Leonardo, morta qualche anno prima e alla quale il figlio avrebbe dedicato un omaggio postumo.

 

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