Secolare, la storia del Palio di Siena alimenta ancora oggi il fuoco di due solari giornate d’estate: il 2 di luglio ed il 16 di agosto; questo almeno per i visitatori che desiderano assistere alla carriera nel Campo ma non per i senesi. Il vero Palio dura infatti tutto l’anno e non accade in alcun giorno. Volete scoprire perché?

Palio di Siena: il calendario contradaiolo

Il calendario contradaiolo misura il tempo grazie ad un computo alla rovescia, ricordando quanti “giorni” manchino al Palio di Siena successivo, unico avvenimento dotato di significato suo proprio in questo sistema temporale ciclico o meglio, nei due cicli gemelli del Palio di Provenzano e del Palio dell’Assunta.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Così in autunno e d’inverno, le contrade organizzano le tombole contradaiole, cominciano a prendere contatto con i fantini e ad osservare i cavalli. In primavera, la cena del piatto festeggia le eventuali vittorie conseguite dalla contrada nei cicli precedenti, mentre si rinnovano i consigli statutari, le cariche maggiori e si raccolgono le sottoscrizioni; ci si prepara insomma per i fatidici quattro giorni del Palio di Siena.

Il sorteggio delle contrade

Alle 7 contrade che si affaccendano a preparare il Palio di Siena con la certezza di correrlo, devono aggiungersene 3, selezionate per estrazione almeno 20 giorni innanzi la data della carriera (tradizionalmente due domeniche: l’ultima di maggio e quella che segue il Palio di Provenzano). La sorte viene consultata nel Palazzo del Comune alla presenza dei capitani delle contrade, del sindaco e dei funzionari comunali; a nessun altro è permesso di presenziare. L’esito dell’estrazione è reso manifesto ai senesi, raccolti all’esterno del palazzo, tramite l’esposizione delle bandiere delle contrade estratte che vanno ad affiancarsi a quelle delle 7 partecipanti di diritto, già esposte dalla mattina.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Salutate dai propri contradaioli le 3 bandiere più fortunate, vengono quindi estratte ed esposte anche le bandiere delle altre contrade che correranno di diritto il corrispondente Palio di Siena dell’anno successivo, sfilando nella passeggiata storica (corteo storico) secondo l’ordine dell’estrazione.

I partiti, la diplomazia segreta del Palio di Siena

Una volta attorno al Campo, molto spesso, visitatori e senesi assistono a 2 corse differenti, poiché nei 3 selvaggi giri di piazza, oltre alla carriera, si manifestano ai contradaioli anche gli esiti del complesso sistema di rivalità ed alleanze tra le contrade, vera anima del Palio di Siena.

Nei giorni precedenti infatti i capitani delle contrade, coadiuvati dai rispettivi mangini, hanno dispiegato tutte le proprie abilità diplomatiche al fine di stringere i partiti, accordi più o meno coperti con fantini e altri capitani.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Gli scopi dei partiti, sono quelli di vincere il Palio di Siena, impedire una vittoria della rivale (importantissimo!) o guadagnare, perché la contrada che si aggiudica il Palio deve retribuire i fantini e le contrade che hanno prestato il proprio aiuto, ad esempio nerbando (frustando, come il regolamento permette) il fantino di una rivale ma anche evitando di mettersi troppo di traverso. Tradizionalmente, nel caso delle alleanze consolidate, viene favorita la contrada rappresentata dal barbero (cavallo) meglio in grado di vincere, o qualora la sorte conceda destrieri di pari valore, quella che non vince da più tempo.

Fino agli Anni Sessanta il ruolo dei partiti risultava fondamentale. In seguito, secondo alcuni commentatori, i fantini hanno cominciato a dimostrarsi sempre più restii a lasciarsi condizionare ed i legami delle alleanze storiche ad allentarsi, fin quasi ad assumere un valore esclusivamente formale. Per noi, il segreto dei partiti è ancora difficile da svelare, quanto affascinante da rispettarsi.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

I cavalli del Palio, la tratta

Dalla seconda metà del Seicento, ad unire i sogni e le speranze di una contrada ad un determinato cavallo, lo abbiamo già accennato, è la sorte. Così, tre giorni prima del Palio di Siena, momento culminante di una procedura di selezione molto lunga, dalle 6.30 della mattina, fino alle 7.30, i cavallai (proprietari) devono presentare il proprio cavallo nell’Entrone, il Cortile del Podestà nel Palazzo Comunale. I veterinari procedono quindi all’ultima visita e si svolge l’ultima prova: 3 giri attorno la stessa Piazza del Campo, infine i capitani delle contrade scelgono (per esclusione) i cavalli destinati ad essere sorteggiati.

Assiepati innanzi all’apposito palco, nel silenzio di un’attesa febbrile, i senesi conosceranno quindi dalla bocca del sindaco quale sarà il loro barbero, se una brenna di poche speranze o un cavallo da Palio.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Solo allora, carico di speranze, il cavallo è finalmente affidato al barbaresco della contrada che lo conduce nella stalla contradaiola, dove alloggerà per i giorni seguenti, circondato dalle continue cure ed attenzioni del barbaresco. A partire dagli Anni Settanta il Palio di Siena è stato corso soprattutto da cavalli sardi di razza anglo-araba. Topolone è stato l’ultimo barbero maremmano ad entrare nel mito del Palio, vincendo sette volte.

In ogni caso, la tratta è un momento così partecipato che, nonostante la sospensione del Palio di Siena determinata dalla Seconda Guerra Mondiale, Lorenzo Fabbri, noto come Papío e storico barbaresco della contrada del Drago, condusse il leggendario cavallo Folco nel luogo della tratta, come se si fosse potuto correre e di lì in Piazza del Campo, seguito da uno spontaneo corteo di senesi.

Le prove

6 prove precedono il Palio di Siena, 2 per ogni giorno, al mattino e alla sera. Ad ognuna di esse, i contradaioli scortano il loro cavallo e il loro fantino dalla stalla all’Entrone, cantando i canti palieschi tradizionali. Dopo l’ultima prova i contradaioli cenano e sperano tutti assieme nella loro contrada; molti non dormiranno: il giorno successivo è quello del Palio di Siena.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Il giorno del Palio

Alle 8 in punto, nell’unico vero giorno del calendario contradaiolo, l’arcivescovo di Siena, nella cappella attigua al Palazzo Comunale, celebra la Messa del Fantino. Segue la provaccia, corsa con scarsissimo impegno, quindi alle 10.30 la segnatura dei fantini lega definitivamente questi ultimi alle rispettive contrade, escludendo qualunque possibilità di sostituzione.

Alle 15 circa, i contradaioli conducono i barberi nel proprio oratorio per la benedizione del cavallo e del fantino; conclusa la cerimonia, la giornata procede direttamente verso il Palio. Il corteo con i figuranti del Comune e delle contrade muove attraverso il centro di Siena, si sofferma innanzi ad alcuni tra i principali palazzi storici e luoghi d’interesse, quindi la passeggiata storica si conclude per le ore 17 in Piazza del Campo, dove gli alfieri (i senesi non amano la denominazione di sbandieratori) danno l’ultima prova delle loro abilità.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Il Drappellone

Il Drappellone, ovvero il Palio, viene trasferito dal carroccio del Comune, punto focale del corteo, sopra il Palco dei Giudici.

Nonostante la difficoltà di coordinare le tempistiche e le sincronie di quasi 700 figuranti, ancora oggi il maestro di campo coordina la sfilata del corteo in piazza alla maniera antica, impartendo gli ordini tramite i movimenti del proprio bastone e l’esposizione di bandiere. Naturalmente, ormai da diverse ore, le strade di Siena sono quasi deserte, senesi e visitatori, accalorati, si sono raccolti attorno alla conchiglia della fatidica piazza.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

A tale riguardo, si narra di come il sacerdote Duilio Bani, caloroso contradaiolo dell’Oca, mentre celebrava uno sparuto funerale proprio nel giorno del Palio, non udendo più il suono di Sunto, (il campanone dalla Torre del Mangia), segno dell’approssimarsi della partenza e temendo una vittoria della contrada rivale, abbia mormorato, “anima santa che salirai di certo al Cielo, dì al Signore che la Torre non vinca“.

La carriera

I barberi escono finalmente dall’Entrone annunciati da un mortaretto e vengono chiamati a posizionarsi tra i due canapi della mossa; l’ordine secondo il quale devono prendere posto è determinato per sorteggio dal mossiere che dispone anche di 2 mosse di riserva, da utilizzare qualora la prima combinazione non consentisse una partenza regolare.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Quando i primi 9 fantini, tra la tensione dei cavalli e l’apprensione dei senesi, hanno trovato il modo di sistemarsi correttamente; il momento della partenza è determinato dal decimo che partirà di rincorsa, scegliendo di suo arbitrio l’attimo propizio, badando agli interessi della contrada che rappresenta. Solo allora il mossiere lascia cadere il canapo ed un anno di passione esplode nella circolarità della piazza: così ha inizio !

Se il mossiere giudica la partenza valida, i barberi si sfidano per tre giri, superando la Fonte Gaia, la Curva di San Martino e la Curva del Casato. Il primo, anche giungendo scosso, consegue la vittoria; per gli altri non c’è classifica: il Palio di Siena non è una manifestazione sportiva, perdono.

La vittoria

Indescrivibile la gioia dei contradaioli vincitori, è possibile che aspettassero da decenni di poter festeggiare il giorno fondante di un intero anno.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

Così, subito dopo la carriera, il Drappellone viene consegnato ai contradaioli, permettendo loro di raggiungere esultanti la chiesa di Santa Maria in Provenzano (Palio del 2 luglio) o il Duomo (Palio del 16 agosto), dove canteranno il Te Deum.

Il Palio di Siena 2018

Lo scorso anno (2017), il Te Deum è stato intonato dai contradaioli della Giraffa e dell’Onda. Il prossimo Palio di Siena, quello di Provenzano, sarà corso di diritto da Chiocciola, Nicchio, Oca, Drago, Lupa, Istrice e Valdimontone, alle quali domenica 27 maggio si aggiungeranno altre 3 fortunate contrade.

Il Palio di Siena è una delle tradizioni toscane più antiche della regione, ancora oggi vissuta dai senesi come un grande evento.

L’Aquila non vince da 25 anni ma non è detto che possa correre, mentre il Nicchio che partecipa di diritto attende da 19. Certo, quest’anno seguiremo i momenti del Palio di Siena, contando i giorni alla rovescia, verso il sorteggio delle contrade e verso la tratta, per attendere il mortaretto che chiama i barberi fuori dall’Entrone; in Piazza del Campo, dove in tre giri di corsa, ammireremo riflettersi l’uno nell’altra, lo spirito e la passione, i senesi e Siena.

Per una bibliografia ragionata e molti aneddoti suggestivi: Mino Capperucci, Il Palio Raccontato, Empoli, Ibiskos Editrice, 2008.

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