Esiste una Firenze alla luce del sole e una Firenze alchemica, segreta, ricca di misteri. Un tour alla scoperta dei simboli esoterici dalla Basilica di San Lorenzo a Palazzo Vecchio, da San Miniato al Monte fino al loggiato immaginario di Palazzo Pitti.

Alla scoperta dei misteri della Firenze alchemica

Come accade per molte città italiane, c’è una Firenze alla luce del sole che tutti possono ammirare anche solo camminando per le strade, magari col supporto di una guida turistica, c’è una Firenze erudita, un po’ più nascosta, che s’impara visitando le accademie, i musei, le gallerie d’arte, e c’è una Firenze alchemica, segreta, in altre parole esoterica, nel senso etimologico del termine, ossia ricca di insegnamenti a beneficio dei soli iniziati, celati ai più, ma scopribili da chiunque “possegga orecchie per intendere”.

 

Firenze alchemica: esoterismo e segreti nella culla del Rinascimento

La Grotta del Buontalenti fa parte degli itinerari nella Firenze alchemica.

A tale scopo esiste un’associazione, “Firenze Alchemica”, che con il patrocinio del Comune di Firenze organizza visite guidate, conferenze e corsi di formazione per guide turistiche alla scoperta dei significati simbolici di opere d’arte, monumenti, giardini, pitture e sculture – solidamente fondati sullo studio di testi e documenti d’archivio -, valorizzando così aspetti che fino a oggi sono rimasti perlopiù sconosciuti.

Un’occasione per scoprire e promuovere una Firenze insolita attraverso una prospettiva nuova e particolare.” – ha detto l’Assessore al Turismo Cecilia Del Re – “Un modo per diversificare sempre di più l’offerta, indirizzando i visitatori che arrivano in città verso itinerari meno battuti dai flussi turistici, ma anche incoraggiando i fiorentini a riscoprire i luoghi della propria città sotto una luce diversa. Con la possibilità anche di formare nuove guide turistiche”.

 

Itinerari nella Firenze alchemica

San Miniato al Monte fa parte degli itinerari della Firenze alchemica.

Tanti gli “itinerari nella Firenze alchemica” in programma: San Lorenzo e i suoi segreti simbolismi; Palazzo Pitti e alchimie; Boboli, il giardino alchemico; le segrete alchimie della Grotta Grande di Boboli; visita alchemica al parco della villa medicea di Pratolino; Palazzo Vecchio alchemico; San Miniato al Monte e il suo simbolismo; visita alchemica all’esterno della Cattedrale e Campanile di Giotto; lettura simbolico-ermetica delle stanze di Palazzo Davanzati; lettura alchemica della facciata del Palazzo di Bianca Cappello in via Maggio.

Alle visite guidate si affianca inoltre un ciclo di conferenze dal titolo “Il fascino del mistero”, che prenderà il via sabato 5 ottobre nella sede di via Metastasio e proseguirà fino al 14 dicembre 2019. Sono poi in programma i corsi formativi “Alchimia dei Colori e arte del Mandala” e il corso di pittura iconografica “Alchimia dell’Icona”.

 

Cosa è l’alchimia

Definizione di alchimia

Bene, chiarito di cosa si tratta, diciamolo subito, l’alchimia, lungi dall’essere soltanto un balocco per ricchi signori annoiati, o un trastullo di sedicenti chimici ante litteram che andavano vanamente cercando la pietra filosofale – che avrebbe risanato la corruzione della materia, originato l’elisir di lunga vita, donato l’onniscienza e trasmutato i vili metalli in oro – è una disciplina che ha soprattutto a che fare con la conoscenza del sé interiore, ossia della propria coscienza. Ed è proprio in quest’ottica, nonostante nei secoli sia stata logicamente screditata dalla scienza, che una sua riscoperta ci appare interessante.

Scoprire i segreti della Firenze alchemica è un po’ scoprire noi stessi. Entrare in un giardino alchemico come quello di Boboli o nella mistica Grotta del Buontalenti è come entrare nei reconditi recessi della nostra interiorità. Questo è ciò che pensavano i filosofi ermetici: scoprire gli anfratti più reconditi, affrontare le lotte più difficili per arrivare alla vera essenza, l’essere divino celato in noi.

 

Francesco I, il grande appassionato di Alchimia della famiglia Medici

Villa Demidoff fa parte degli itinerari nella Firenze alchemica

Senza dubbio il grande appassionato di alchimia della famiglia Medici fu Francesco I che a partire dal 1570 aveva trasformato l’originaria camera da letto a fianco del “Tesoretto” in uno studiolo apposito, un piccolo ambiente a pianta rettangolare, voltato a botte e comunicante con il Salone dei Cinquecento e con gli appartamenti privati, ricolmo di allegorie e scrigno di “cose rare e preziose”.

È qui che nacque l’idea alchemica alla base del Giardino di Boboli, della grande grotta, e soprattutto del “Parco delle meraviglie” nella villa medicea di Pratolino, in cui il Granduca e Bianca Cappello si amarono appassionatamente, e che segnò lo stile architettonico delle più grandi ville d’Europa. Il “Palazzo celeste del sole” – un vero e proprio libro alchemico di pietra – è stato raso al suolo, ma la magia del luogo ci lascia comunque un grande messaggio che va trovato e che dobbiamo portare con noi.

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Cosimo I e la Sala dell’Udienza di Palazzo Vecchio

Il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio fa parte degli itinerari nella Firenze alchemica.

Ma da chi poteva aver ereditato questa passione per l’alchimia Francesco I se non dal padre, Cosimo I, che ristrutturando Palazzo Vecchio incaricò Giorgio Vasari di farsi interprete del suo pensiero ermetico, tanto da far decorare le proprie stanze private con una serie di affreschi dalle segrete significazioni alchemiche che avranno la loro apoteosi nella cosiddetta Sala dell’Udienza, sulle cui pareti sotto forma di emblematiche figure si dispiegano le allegorie dell’Opera alchemica?

Il loggiato immaginario di Palazzo Pitti

Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli fanno parte degli itinerari nella Firenze alchemica.

Anche Ferdinando II de’ Medici, ad esempio, commissionò vere e proprie perle alchemiche al pittore Giovanni da San Giovanni per magnificare e immortalare il suo matrimonio con Vittoria della Rovere. A Palazzo Pitti, nella prima Sala del Museo degli Argenti, appare un arioso “loggiato immaginario” che idealmente collega quella stanza al Giardino di Boboli. Le magistrali finzioni architettoniche nascondono un incredibile tessuto di simboli e allegorie, un percorso storico e sapienziale che affascina per originalità.

E che dire del complesso di San Lorenzo? Nelle due sagrestie che chiudono ai lati l’antica basilica realizzata dal Brunelleschi secondo i dettami dell’architettura sacra si nascondono sotto le decorazioni segreti simbolismi: se l’affascinante porzione di cielo che riveste la volta della scarsella della Sagrestia Vecchia racchiude virtù e poteri del cielo, la Sagrestia Nuova mette in scena profondi concetti della filosofia neoplatonica, dove la morte diventa resurrezione.

Una Firenze alchemica, nascosta, una Firenze segreta, che dopo secoli di grande bellezza non finisce mai di stupire.

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