Jacopo Rosito è l’ex barman del Four Seasons Hotel Firenze. Dall’impresa di famiglia, a San Francisco fino a uno dei più importanti hotel del mondo, Jacopo ha affrontato la vita con curiosità, misura e creatività: un barman dalla testa ai piedi!

Ho conosciuto Jacopo Rosito, quando ho avuto la fortuna di essere invitato a cena al Four Seasons di Firenze. Prima di sedermi a tavola, mi venne offerto un aperitivo al bar dell’hotel: è lì che ho incontrato Jacopo per la prima volta. Mi incuriosì molto la sua professionalità, la sua giovane età e il drink che mi propose: una variante del fiorentinissimo Negroni. Ho intervistato Jacopo Rosito seduto ai tavolini di uno dei miei locali preferiti di Santo Spirito, il Pop Cafè, durante il fantastico brunch del sabato.

 

Ciao Jacopo, raccontami dove sei cresciuto e come sei arrivato ad essere un barman professionista…

Jacopo Rosito è il capo barman del bar dell'hotel Four Seasons di Firenze

Sono nato nell’87 a Firenze nel quartiere di San Frediano per poi spostarmi nella zona di Novoli. Sono cresciuto con i miei genitori, mia madre parrucchiera e mio padre ambulante: l’ho seguito dagli 8 ai 16 anni durante le vacanze, fino a quando non abbiamo deciso di ampliare l’attività e renderla un’impresa di famiglia. Fino ai 20 anni inoltre ho giocato a calcio, ma un infortunio ha stroncato la mia carriera da sportivo…. è proprio in questo periodo che ho conosciuto la vita notturna dei locali e me ne sono subito innamorato.

 

Quale è stato il tuo primo lavoro in un locale?

Jacopo Rosito è il capo barman del bar dell'hotel Four Seasons di Firenze

Ho cominciato a lavorare al Plaz, come cameriere e qualche tempo dopo un amico barman mi ha iniziato al mestiere, spiegandomi che non  basta mescolare un po’ di alcolici per fare un cocktail, ma ci vuole ben altro! Decisi quindi di fare i corsi professionali organizzati dall’AIBES (Associazione Italiana Barman e Sostenitori): è così che sono diventato barman e mi si è aperto un nuovo mondo.

 

Cosa significa per te essere barman?

Essere barman significa ricerca continua, creare, personalizzare…ecco, sì, la personalizzazione è importante e la si esprime nella presentazione del cocktail, nel bilanciamento dei sapori: è qui che puoi mettere ed esprimere la tua personalità.

 

Dunque da cameriere a barman…e dopo cosa è successo?

Jacopo Rosito è il capo barman del bar dell'hotel Four Seasons di Firenze

Ho cominciato a lavorare come bartender al Plaz per poi trasferirmi al Perseo in Piazza Signoria, fino a che nel 2011, non mi hanno chiamato a lavorare al Four Seasons Hotel Firenze. Sono entrato come ultima ruota del carro, cosa che però mi ha permesso di scoprire un mondo meraviglioso: ovviamente la cantina e la selezione di liquori del Four Seasons è unica.

Dunque sono partito dal basso e in 3 anni sono arrivato ad essere un punto di riferimento per il bar, tanto che con i colleghi abbiamo inventato molti cocktail famosi e riconosciuti a livello internazionale, nonchè il cocktail più costoso se non del mondo, sicuramente d’Italia…scusami, faccio una piccola parentesi, a questo proposito vorrei ringraziare Massimo Prilli, bar manager del Four Seasons Hotel Firenze, e il suo assistente Luca Angeli.

Ma torniamo al cocktail più costoso del mondo: si chiama “Charme en Florence“: fatto con liquori francesi, era una variante del Cocktail Champagne, a base di Louis XIII, uno dei cognac più pregiati, Grand Marnier Centenario e Champagne Krug. Il cocktail veniva servito per due persone, preparato al tavolo al “modico” prezzo di 500 €…

 

So che hai partecipato a molti concorsi per barman: sono state esperienze importanti per la tua carriera?

Jacopo Rosito è il capo barman del bar dell'hotel Four Seasons di Firenze

Credo che sia molto importante partecipare ai concorsi: hai la possibilità di confrontarti con altri barman esperti e di imparare tantissime cose. Molte volte mi è capitato di salire sul podio, ma la più importante è stato quando ho partecipato ad un concorso internazionale in Toscana che si chiamava Elba Drink: il focus dell’evento era legato al bere responsabilmente, dunque la competizione si incentrava su cocktails a basso contenuto alcolico.

E’ stata un’esperienza importante e costruttiva.

 

Nel 2014 so che sei stato un lungo periodo negli Stati Uniti, cosa ci sei andato a fare?

Sono andato per uno stage a San Francisco, in un ristorante italiano che si chiama “Pazzia” di M.B., fiorentino d’origine…anzi, sanfredianino! Lì ho lavorato in sala come cameriere, ero curioso di sperimentarmi e scoprire l’altra parte del cielo: quella del food.

 

E a proposito…food va sempre a braccetto con wine: quale è il ruolo del vino nel campo dei drink?

Jacopo Rosito è il capo barman del bar dell'hotel Four Seasons di Firenze

Il vino sta diventando sempre più centrale nel drinking, rappresenta il futuro della cockteleria: adesso viene usato anche nei cocktail, sia bianco che rosso. Al Four Seasons Hotel Firenze ne abbiamo inventato uno a base di Chianti Classico, Cedrata Tassoni, succo di cranberry e Chambord, un liquore francese.

Ora sto lavorando ad un cocktail a base di prodotti tipici della tradizione toscana, ma devo presentarlo ad un concorso e non posso anticiparvi niente! A parte ciò, credo che sia fondamentale valorizzare il proprio territorio utilizzando i prodotti locali offerti dalla terra.

 

E’ in quest’ottica che al Four Seasons Hotel Firenze avete reso il cocktail Negroni un vero protagonista dell’aperitivo?

Assolutamente sì, il Negroni, essendo nato a Firenze nel 1920 al Caffè Casoni, poi diventato Giacosa in via Tornabuoni, merita tutta la nostra attenzione!  Insieme all’ Architetto Paola Gori abbiamo inventato un carrello speciale con un design meraviglioso, direi unico con cui andare ai tavoli e preparare diverse variazioni del Negroni.

Jacopo Rosito al bar del Four Seasons di Firenze propone tre varianti del Negroni, tipico cocktail fiorentino

Me ne racconteresti qualcuna?

Allora… il Negroni classico ha una base di gin, vermouth rosso di Torino e Campari che noi abbiamo rivisitato un po’. Tutte le sere, prima del servizio, mettevamo le bottiglie nell’abbattitore, presentandole poi al tavolo del cliente completamente ghiacciate e creando variazioni sul tema.

Per esempio mettevamo 30 ml di Gin, 50 ml di Vermouth e la China Clementi: lo chiamavamo Old Style. Un altro invece si chiamava Camillo’s Nightmare: Vermouth di Prato, Gin e Porto Bianco, servito on the rocks con ciuffetti di zeste di limone.

Prima di salutarci, ti andrebbe di regalare al pubblico di Tuscany People, o come amiamo chiamare noi TuscanyPeople’s, la ricetta segreta di un tuo cocktail?

…mmmhhh, fammici pensare…Ma sì, molto volentieri! Questa è la ricetta di un drink molto romantico e dato che ci avviciniamo a San Valentino è perfetto! Si chiama First Love

 

Ricetta del First Love by Jacopo Rosito

3 cl di Bacardi Apple

2,5 cl di centrifuga di ananas

2 cl di sciroppo di papaya

1 cl di peah liquor

2 cl di passion fruit liquor

4 cl di gassosa originale

Grazie Jacopo mi ha fatto veramente piacere incontrarti e conoscerti. Sei uno dei nostri, sei un vero TuscanyPeople’s.

 

Informazioni sull'autore

Marta Pintus
Blogger & Ambassador of Tuscany, SEO, Web Editor

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