Il Caffè Florian, lo storico locale di piazza San Marco a Venezia, che da qualche anno ha aperto una sede a Firenze, proporrà per i mesi di Febbraio e Marzo 2017 un menù speciale in occasione dell’esposizione Klimt Experience, in Santo Stefano al Ponte.

Caffè Florian e Klimt Experience: un incontro d’arte

Nessun settore della vita è tanto esiguo e insignificante da non offrire spazio alle aspirazioni artistiche”, diceva Gustav Klimt. E aveva ragione da vendere: nessuno. Dove c’è arte, c’è poesia. E oggi, più di sempre o in modo diverso, abbiamo un grande, grandissimo bisogno di poesia.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Nessun settore della vita è tanto esiguo e insignificante”, men che mai la cucina, che è al contempo forma d’arte, di cultura e comunicazione. Alle parole dell’artista austriaco si sposa il progetto del Caffè Florian che, ironia della sorte, nasce nell’ambito dell’esposizione Klimt Experience, curata da C&T CrossMedia in Santo Stefano al Ponte.

Già perché, il Caffè Florian – storico locale di piazza San Marco a Venezia, che da qualche anno ha aperto una sede a Firenze – proporrà per tutto febbraio e marzo un menù ispirato ai colori dell’artista austriaco.

La visita alla mostra fiorentina dedicata a Klimt non finisce dunque all’uscita dello spazio espositivo, ma continua tra le mura del Caffè Florian in un viaggio esperienziale di suggestioni ambivalenti, tra arte e sapore. Conservate il biglietto d’ingresso: per chi lo esibisce, il prezzo di questo speciale e coloratissimo menù è di 39 euro, anziché 55.

Dalla mostra al Caffé Florian

La mostra è ambientata nel cuore di Firenze, in Santo Stefano al Ponte, chiesa del 1100 oggi sconsacrata. In Klimt Experience non c’è niente di tradizionale: dalla sua concezione all’allestimento. La mostra pertanto è un invito non tanto a visitare, ma a vivere il mondo klimtiano, la vita dell’artista, le figure e i paesaggi della sua arte. Loro sono i protagonisti assoluti di questa rappresentazione multimediale, dedicata al padre fondatore della Secessione Viennese.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Opere come Il Bacio, L’Albero della vita o Giuditta, sono diventati ormai celebri in tutto il mondo, tanto da essere osannate dalla cultura di massa a più riprese e in molteplici versioni. Tuttavia Klimt resta un artista tutto da scoprire e da raccontare.

L’impatto visivo della mostra fiorentina è potente e avvolge il visitatore in una suggestione esperienziale di tipo cross-mediale. Le immagini, riprodotte con una definizione superiore al Full Hd dal sistema Matrix X-Dimension, evocano con straordinaria forza la potenza del simbolismo klimtiano, in un percorso che attraversa opere e ricostruzioni 3D della Vienna di inizio Novecento. L’immersione è totale, tra supporti scenografici fisici, tavoli multimediali touch-screen e Oculus Samsung Gear VR (da provare assolutamente), senza soluzione di continuità, in un mondo simbolico, enigmatico e sensuale, dove si concretizza il trionfo di un’arte senza confini.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Tra la tela e la tavola: un vortice di colore e sapore delizioso

Tre portate ricreano la tavolozza klimtiana in un’esperienza che alla vista unisce il sapore e accoglie i sensi in un viaggio ricco ed inedito. Il Caffè Florian celebra così il successo della mostra “Klimt Experience” allestita nella chiesa di Santo Stefano al Ponte, fino al 2 aprile.

Il menù presentato dal Caffè Florian e dal suo eclettico Chef Massimiliano Catizzone – in via del Parione  – richiama da un lato le origini austriache di Klimt dall’altro i colori preferiti dall’artista.

I primi piatti che escono dalla cucina dello chef Catizzone sono una Crema vellutata di zucca gialla aromatizzata con erbette di timo e gnocchetti di patate, in mezzo al blu di bufala adornati da pancetta croccante.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Il vortice di sapori continua con un set di consistenze e colori diversi, dalla trota salmonata al caviale di trota, con salsa Kartoffelkäse e cavolo viola. Infine, il viaggio termina su uno Strudel con crema alla vaniglia e gelato fiordilatte realizzato con latte di capra.

Tutte le fotografie, assolutamente non perfette, sono state realizzate dal nostro Founder Tommaso Baldassini che ha degustato per noi e per voi i tre splendidi piatti klimtiana.

Dall’Ottocento a noi

La liason tra la C&T CrossMedia in occasione della Klimt Experience e il ristorante si fonda su una duplice partnership: se da un lato il Caffè Florian ha creato un menù per celebrare la mostra e l’artista, dall’altro ha anche rifornito lo spazio espositivo con sacher, caffè e cioccolato regalando una nota dolce al viaggio immersivo della Klimt Experience. Ma le radici del legame all’artista austriaco possono essere scovate perfino nell’Ottocento.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Il comun denominatore è l’Austria, che a Klimt diede i natali e che fino al 1870 dominò – sotto le insegne dell’Impero austro-ungarico – il territorio della Serenissima, dove sorgeva lo storico caffè veneziano.

Prepararsi all’incontro con Klimt

Il piacere di visitare la Klimt Experience per poi deliziare il palato con il menù del Caffè Florian sarà tanto più intenso quanto più sarete preparati ad incontrare il mondo di Gustav Klimt.

Klimt nasce nel 1862 a Baumgarten, quartiere di Vienna, secondo di sette fratelli. Il padre orafo, la madre donna colta e dedita allo studio della musica lirica. Dopo avere completato la formazione artistica, Gustav Klimt inizia la propria carriera come decoratore della Ringstraßenära. In questa prima fase creativa si inserisce la decorazione delle scalinate del Burgtheater e del Kunsthistorisches Museum: è il periodo dei primi riconoscimenti artistici e dei primi guadagni.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Ma Klimt aspira a realizzare un proprio linguaggio artistico: appena 35enne è alla guida dei Secessionisti, il cui obiettivo è il rinnovamento dell’arte oltre all’apertura alle correnti internazionali dell’era moderna. Nel palazzo della Secessione, realizzato da Joseph Maria Olbrich, si svolgono mostre ed esposizioni innovative accompagnate sempre da nuovi scandali. In una petizione del tempo, riguardante i dipinti realizzati da Klimt per l’Università di Vienna e raffiguranti allegorie delle principali facoltà, si legge: “Non combattiamo contro il nudo e nemmeno contro la libertà dell’arte. Noi avversiamo l’arte brutta.

Il “periodo aureo” della carriera di Klimt

Durante l’Esposizione mondiale di Parigi, invece, Klimt riceve il Grand Prix per la rappresentazione de “La filosofia ” del ciclo degli affreschi per l’Università di Vienna. Da questo momento in poi, Klimt diventa una celebrità europea. Il culmine del successo arriva nel 1902,  con la mostra in onore di Ludwig van Beethoven: si concretizza con questo evento il sogno di opera totale al quale contribuisce anche Klimt con il suo monumentale Fregio di Beethoven che può essere ammirato ancora oggi nella sua collocazione originaria nel palazzo della Secessione.

Il Caffè Florian di Firenze ha creato un menù in occasione della mostra Klimt Experience, per garantire al visitatore un risveglio dei sensi

Alcuni anni più tardi, Klimt decorerà, in collaborazione con Josef Hoffmann, co-fondatore delle Wiener Werkstätte, il Palais Stoclet di Bruxelles, dando vita così alla più celebre opera totale dello Jugendstil. Con il dominio dell’ornamento e il massiccio impiego dell’oro che caratterizzano il Fregio di Beethoven, ha inizio per l’opera di Klimt quel “periodo aureo” che culmina, nel 1908, con il completamento del dipinto Il bacio.

Con simbologia potente e decorativismo bilanciato, l’opera di questi anni celebra il piacere sensuale. Al contempo, però, vi si rappresenta anche il lato oscuro dell’esistenza umana, la minaccia della morte e della decadenza. Nell’opera della maturità, lo stile del “periodo aureo” si dissolve per lasciare spazio allo stile decorativo-espressionista maggiormente rivolto al colore.

 

Commenti

Commenti