Il Laghetto delle Conche è un luogo di rara bellezza, cuore rosso nascosto nel Parco Minerario dell’Isola d’Elba, a sua volta racchiuso al centro dell’Arcipelago Toscano, il Parco marino più grande d’Europa. Ce lo raccontano in prima persona due guide del Parco Minerario elbano.

Laghetto delle Conche, il cuore rosso del Parco Minerario elbano

 Per farmi raccontare le bellezze del Parco Minerario elbano ho incontrato e conosciuto con piacere due guide esperte del posto che lavorano ormai da molti anni in questo magico territorio, Andrea Giusti e Stefano Luzzetti (leggi l’articolo precedente). Con la mia passione di guida ambientale e con la mia curiosità per un posto che non ho mai accuratamente visitato, ho posto loro alcune domande, ho vestito i panni della blogger, (in fondo, sono o no una collaboratrice di TuscanyPeople, il magazine dela Toscana?) una, facendomi così raccontare cose nuove ed inedite con la sensazione e la gioia di avere in esclusiva, tutte per me, certe notizie.Foto: ©Alessandro Rocca

Ciao Andrea, vorrei che i nostri lettori ti conoscessero attraverso un tuo racconto anche personale, parlaci un po’ di te.

“Mi chiamo Andrea Giusti detto Giustino, su questo scoglio più o meno tutti hanno un soprannome. Ho 39 anni, mi sono diplomato in lingue e sono proprio un indigeno elbano. Mi considero  veramente innamorato della mia isola e delle sue sorelle sparse qua attorno, Corsica compresa è un’Elba all’ennesima potenza”.

Hai sempre svolto l’attività di guida?

“No, per circa diciotto anni ho fatto il commerciante di oggettistica e gadgets, poi circa tre anni fa, per una serie di motivi ho chiuso il negozio, in pratica ho smesso di fare ciò che non mi piaceva più, un lavoro che ormai mi aveva tolto l’entusiasmo, così mi sono reinventato“.

Come hai affrontato questo nuovo cambiamento?

“Non è stato facile, a quasi 40 anni con moglie e figli, ma mi ritengo fortunato. Grazie alla passione e ai sacrifici, oggi faccio la guida a tempo pieno per la società più importante dell’Arcipelago”.

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Quali sono i tuoi utenti?

“Io in particolare accompagno gruppi e singoli di ogni età, facciamo percorsi trekking, a piedi, in bici in kayak”.

Rio Marina è famosa per le sue miniere di ferro, mi parli di questo luogo?

“Arrivando con il traghetto che da Piombino vi porta a Rio Marina, si notano immediatamente gli straordinari colori colori della costa che vanno dal rosso al giallo con mille tonalità. Si vedono immediatamente anche alcune strutture ormai abbandonate come le laverie, le discenderie ed i pontili di caricamento… Si, perchè Rio Marina, che oggi conta poco più di duemila abitanti, un tempo non molto lontano, ne aveva quattro volte tanto. Dobbiamo quindi immaginare un luogo ricco di attività e di lavoro.

Arrivando quindi nel tranquillo porto, che guarda a Est sorvegliato dalla Torre degli Appiani, vi resterà difficile immaginare che quello nei primi del ‘900 fosse uno dei porti commerciali più importanti della nostra Penisola. Oggi la macchia mediterranea, tenta di coprire millenni di sfruttamento del territorio, il visitatore resta esterrefatto quando si racconta che solo dalle miniere di Rio sono stati tolti quasi venti milioni di metri cubi di materiale ferroso“.

Lo sfruttamento del ferro, una vera tradizione del luogo dunque, che risale ad antichi periodi vero?

“Una storia, quella del ferro elbano, iniziata con gli Etruschi nell’ VIII sec. a.C. e terminata nel 1981, con la chiusura in modo definitivo di tutte le miniere dell’Elba. Ti racconto una particolarità, le case di Rio Marina brillano al sole perché i muratori, in passato, usavano la sabbia di ematite per impastare il cemento”.

Arrivando per la prima volta al Parco Minerario dell’Isola d’Elba per una visita, quale è la prima tappa?

“La prima tappa è l’Ufficio del Bùreau, l’ex amministrazione delle Miniere, oggi sede del Parco Minerario con uno splendido museo ricco di campioni interessanti e documenti unici”.

Quanti  e quali percorsi trekking si possono intraprendere insieme a te e alle altre guide del Parco Minerario elbano?

“Ci sono due itinerari uno più lungo ed uno più breve, provo a descriverteli. Il percorso lungo attraversa tutti i cantieri e termina sulla strada provinciale dove il pullman attenderà i partecipanti; lunghezza del percorso 8,5 km. Partendo dal Museo dei Minerali, si attraversano i principali cantieri della miniera di Rio Marina, percorrendo le strade una volta utilizzate per il trasporto del minerale estratto.

Il Laghetto delle Conche è il cuore del Parco Minerario elbano al centro dell'Arcipelago toscano, il Parco Marino più grande d'Europa

L’itinerario che collega i vari cantieri minerari, attraversa vaste aree di macchia mediterranea parlando delle varie specie botaniche e del loro adattamento in ambienti così particolari. Lungo il trekking sarà probabile avvistare animali selvatici, quali il cinghiale, la pernice, la lepre oltre ad una notevole presenza di avifauna.

Nei vari cantieri, i partecipanti potranno durante le soste, impegnarsi nella ricerca di minerali, quali Pirite, Ematite, Calcite. Dal Cantiere Bacino, Valle Giove, Falcacci, fino a giungere alle Conche presso Rio Albano, un lungo trekking nella storia mineraria italiana, incantati dai colori. In particolare il Cantiere delle Conche, presso Rio Albano, è stato aperto dal 1940 al 1970 con coltivazione del minerale sia a cielo aperto sia in galleria, i minerali estratti erano principalmente ematite e limonite, i minerali accessori la pirite e la limonite.
Oggi che la miniera non è più attiva, dentro la profonda escavazione a cielo aperto, delimitata ad est da una parete di quarzite e ad ovest da calcare dolomitico, si è formato uno spettacolare Laghetto rosso, detto Laghetto delle Conche, dai riflessi incredibili”.

Il Laghetto delle Conche è il cuore del Parco Minerario elbano al centro dell'Arcipelago toscano, il Parco Marino più grande d'Europa

Mi parli di questo Laghetto delle Conche?

“E’ l’ematite appunto, detta anche “pietra sanguigna” che andando in soluzione con l’acqua piovava, dona al Laghetto delle Conche il suo tipico colore rosso”.

Io stessa infatti avevo letto che la nascita del Laghetto delle Conche è avvenuta esattamente sul letto di coltivazione dell’omonimo cantiere minerario delle “Conche”. Si tratta di acqua piovana depositata, che a contatto con i minerali ferriferi prende quella caratteristica colorazione rossa.

Il percorso breve invece?

“Il percorso breve, invece può iniziare dalla provinciale (dove facciamo terminare il trekking lungo) al Laghetto delle Conche e ritorno con un percorso a bastone sono in tutto 5,5 km andata e ritorno. Solitamente facciamo proprio questo trekking corto, quello lungo diventa troppo assolato e faticoso già in primavera. Inoltre questo tipo di percorso è adatto anche anche ai bambini che già amano passeggiare”.

Il Laghetto delle Conche è il cuore del Parco Minerario elbano al centro dell'Arcipelago toscano, il Parco Marino più grande d'EuropaFoto: ©www.parcominelba.it

Dopo questa interessante conversazione con Giustino incontro un suo collega, Stefano Luzzetti, al quale invece voglio chiedere di descrivere per TuscanyPeople, rivista sull’Isola d’Elba, il percorso, in modo da immaginarmelo proprio come se lo stessi percorrendo.

Stefano, mi racconti qualcosa di te?

“Sono elbano doc, cresciuto con il ferro delle miniere sotto i piedi. Dal 2003 sono guida escursionistica e guida turistica, oltre ad essere una delle nuove guide del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Con “e3k-elbatrek“, la mia ditta, propongo escursioni di trekking, bike e kayak su tutto l’Arcipelago”.

Puoi descrivermi il trekking del Laghetto delle Conche, raccontandomi tutte le sue tappe e le cose da vedere?

“Il percorso impiega circa 5 ore e si può considerare di difficoltà media. Partendo dal Museo dei minerali del Parco minerario elbano si inizia a salire verso le tramogge e la laveria del cantiere Bacino, alle spalle del paese di Rio Marina. Rimanendo sulla sinistra dell’imponente scavo del cantiere si prosegue in salita con una serie di tornanti che ci porteranno verso i cantieri più alti, come “L’Antenna”, da cui si potrà godere di una spettacolare terrazza panoramica.

Il Laghetto delle Conche è il cuore del Parco Minerario elbano al centro dell'Arcipelago toscano, il Parco Marino più grande d'EuropaFoto: ©www.parcominelba.it

Si prosegue verso “Valle Giove” dove, rimanendo sulla sinistra si va ad imboccare un single track che in breve ci porterà fuori dalle miniere, nel luogo dove in passato sorgeva il centro abitato di “Grassera”, distrutto dalle incursioni piratesche. Da qui, prendendo per un breve tratto l’asfalto della “Parata” si arriva ai piedi del monte del Monte Giove, sovrastato dai resti del fortilizio del Giogo, dove un sentiero a sinistra ci farà scendere nella vallata fino ad arrivare a scorgere il particolare Laghetto delle Conche, con la sua particolare e spettacolare colorazione rosso sangue.

Siamo rientrati nella zona mineraria, da qui proseguendo sulla strada agevole e pianeggiante si ritorna verso il maestoso scavo a gradoni del cantiere “Valle Giove” e passando per la zona di “Vigneria” nuovamente al paese di Rio Marina”.

Il Laghetto delle Conche è il cuore del Parco Minerario elbano al centro dell'Arcipelago toscano, il Parco Marino più grande d'EuropaFoto: ©Alessandro Rocca

Luoghi magici della Toscana

Sono stata veramente contenta di aver conosciuto due colleghi così appassionati per il loro lavoro, che rendono questi magici luoghi veramente ancora più interessanti. Il flusso di turisti verso l’Isola e il Parco Minerario elbano ogni anno è sempre più evidente e la speranza di tutti è che queste antiche testimonianze storiche e di lavoro non vengano mai dimenticate.

Un grazie a queste persone che ogni giorno con il loro lavoro rendono e mantengono vive queste ricchezze e questi racconti, voglio anche ringraziare per la sua disponibilità nel fornirmi informazioni Giovanni Muti impiegato amministrativo del Parco Minerario elbano e Monica Bacci bravissima guida che mi ha fatto conoscere Andrea Giusti e Stefano Luzzetti.


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Foto 2 e copertina © StevanZZ/Shutterstock.com                                                       Riproduzione Riservata © Copyright TuscanyPeople

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