Rumori di catene e presenze misteriose: miti, fantasmi e leggende del Castello Malaspina di Fosdinovo, nel cuore della Lunigiana

Miti e leggende del Castello Malaspina di Fosdinovo

Il Castello Malaspina di Fosdinovo si erge imponente sulla sommità dell’omonimo comune. Con i suoi 928 anni di storia, portati egregiamente, attira visitatori da tutto il mondo grazie al suo fascino medievale e ai misteri in cui è avvolto. Infatti, sono diverse le leggende che prendono origine da questo luogo: ma saranno solo tali? Noi vi racconteremo le più famose, a voi il compito di andare a indagare nelle 62 stanze del castello, che tra i loro ospiti sembra possano annoverare Dante Alighieri.

Il Castello dei Malaspina a Fosdinovo vicino Massa-Carrara

I Malaspina, di nome e di fatto

La prima stanza del castello accoglie i curiosi e svela la leggenda che nei secoli si è costruita sopra il nome dell’importante casato che ha dominato, per lungo tempo, la Lunigiana. La storia dell’origine della nobile stirpe è abbastanza macabra, ma ha sortito il suo effetto: essere una famiglia molto temuta sul territorio e capace di grandi conquiste.

Malaspina, secondo le fonti a noi pervenute, sarebbe nato dalla sete di vendetta di Accino Marzio, un nobile della zona, che, per rendere giustizia alla morte del padre, uccise Teodoberto, il re dei Franchi, conficcandogli una spina nella gola. Secondo la leggenda, il sovrano, in punto di morte, avrebbe esclamato: “Ah! Mala spina!”. L’esclamazione ha portato alla formazione del motto di famiglia: “sono una spina terribile per i cattivi e una spina benevola per i buoni”.

Camminamento e torre del Castello Malaspina di Fosdinovo

Leggende del Castello Malaspina, la triste storia di Bianca Maria

La prima delle leggende del Castello Malaspina di Fosdinovo, racconta la triste storia di Bianca Maria, figlia del marchese Giacomo Malaspina, era un’adolescente dalla pelle chiarissima. Caratteristica che le costò, probabilmente, un maltrattamento continuo da parte dei parenti (le fonti parlano di albinismo, una condizione che all’epoca era ritenuta una vergogna per la famiglia). La vita della fanciulla, costretta a trascorrere le sue giornate tra le mura della propria stanza, era destinata a un classico dell’epoca: un matrimonio combinato, deciso dal padre per motivi politici ed economici e senza traccia di sentimento. La giovane Bianca dimostrò fin dalla tenera età un rifiuto a questa pratica, disobbedendo e ribellandosi al volere della famiglia. Intorno ai 16 anni, conobbe il vero amore: lo stalliere del castello. A nulla servirono le punizioni imposte dal marchese, che provò a rinchiudere la figlia in un convento per evitare incontri clandestini con un uomo di così basso ceto. La ragazza riuscì più volte a fuggire dal controllo delle monache per rifugiarsi nelle braccia del suo amato.

Il padre, una volta saputo delle fughe e degli incontri tra i due giovani, si infuriò e optò per una soluzione criminale e definitiva. Lo stalliere venne catturato e torturato fino alla morte, reo di aver amato la marchesina. Purtroppo, anche per lei fu decisa la stessa sorte: Bianca venne rinchiusa nei sotterranei del castello, ma non rinnegò mai il proprio amore verso il ragazzo. Secondo la storia, questo le costò una pena crudele: il padre la murò viva nelle pareti del castello e mise al suo fianco un cinghiale, simbolo di ribellione al volere della famiglia, e un cane, simboleggiante la fedeltà assoluta. In una stanza del castello, alzando gli occhi al soffitto, è possibile intravedere i personaggi della leggenda in alcune macchie.

Il fantasma di Bianca Malaspina

Un altro fatto, ancora più misterioso, avvolge la storia di Bianca. Entrando nella sua camera, dove è conservato il suo letto, è possibile sentire un affannoso respiro poggiando la mano sul materasso. Inoltre, avvolgendo il pomello della struttura con il palmo, si può percepire un battito cardiaco. Anche i più scettici si ricrederanno andando a provare!

Corridoio del Castello Malaspina di Fosdinovo

Cristina Pallavicini, la marchesa Barbablu

Torture, sotterranei e tenebre accompagnano da sempre l’idea di Medioevo. A chi non è venuto in mente un barbuto conte che ordina alle sue guardie di trascinare via i propri nemici? Questa scena sarà sicuramente stata vista anche nel castello di Fosdinovo, ma qui non solo gli uomini potenti adoperavano questi strumenti.

Tra le leggende del Castello Malaspina a Fosdinovo, questa narra che Cristina Pallavicini, vedova del marchese Ippolito Malaspina, fosse una donna crudele, lasciva e lussuriosa. Innumerevoli furono i suoi amanti, nessuno poteva rifiutarla e nessuno usciva più dalle sue stanze da letto. La marchesa aveva escogitato un sistema per eliminare i malcapitati uomini: una botola costruita al centro della camera dove buttarli una volta consumata la passione. Sul fondo dell’apertura, ad aspettare i corpi gettati, si ergevano affilatissime lame che garantivano una morte rapida agli amanti. Ancora oggi è visibile nella stanza il gancio al quale venivano appesi per essere poi lasciati cadere, ma mai nessuno scoprì le crudeltà della donna.

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Castello Malaspina di Fosdinovo in provincia di Massa Carrara

Queste e tante altre sono le misteriose leggende del Castello Malaspina di Fosdinovo. Storie che si sono tramandate di generazione in generazione, arrivate fino a noi e che ancora riescono ad affascinare tutti i visitatori. Non resta che controllare con i propri occhi. I più coraggiosi potranno pernottare presso le camere del castello, ma attenzione! C’è chi giura di aver visto, durante le notti più buie della Lunigiana, fantasmi urlanti degli antichi assassinati. Ma queste sono solo leggende…O no?

 

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