Leonardo da Vinci, il più grande genio di tutti i tempi, aveva una profonda passione per il vino e le vigne. Ovviamente eccelse anche in questo campo, tanto che può essere considerato il primo agronomo, sommelier enologo della storia dell’umanità.

Leonardo da Vinci: il primo enologo della storia dell’umanità

Leonardo genio rinascimentale, Leonardo da Vinci genio interdisciplinare, Leonardo genio universale, sono solo alcune delle iperboli comunemente usate per quest’uomo eccezionale, punta di diamante dell’umanità di tutti i tempi. Perché nessuno è stato versatile ed eccellente in tanti campi diversi come lui: pittore, architetto, ingegnere, progettista, scultore, disegnatore, scenografo, trattatista, anatomista, musicista, botanico.

Leonardo da Vinci il più grande genio di tutti i tempi viene considerato anche il primo enologo e sommellier della storia dell'umanità

Ma non solo, perché Leonardo, come se non bastasse, fu anche grande agronomo, enologo e degustatore tecnico, probabilmente il primo in assoluto in tutte e tre le discipline. Sì perché tra i suoi molteplici interessi c’era anche il vino. E anche in questo caso si  dimostrò non solo all’avanguardia, ma proprio secoli avanti ai suoi contemporanei, lasciandoci studi, disegni, raffigurazioni e futuristiche intuizioni degne di lui, come l’ideazione del decanter e del ricolmatore per impedire il contatto fra l’aria e il vino delle botti.

Un genio dai mille volti

Eh già, Leonardo, dopo 500 anni esatti dalla sua morte (scomparve, ahimè, ad Amboise, il 2 maggio 1519) non finisce di stupirci, e probabilmente continuerà a stupire anche i nostri discendenti per molte generazioni a venire. Infatti è proprio nel 2019, nell’anno di Leonardo, che la maggioranza di noi scopre un lato inedito del suo genio: quello di appassionato ed esperto di vino: “Il vino, il divino li core dell’uva”, diceva, attribuendo all’uva quasi un ruolo spirituale.

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La verità è che probabilmente mai conosceremo tutte le incredibili sfaccettature di quest’uomo complesso quanto la sua mente superiore, ma sta di fatto che Leonardo da Vinci era fortemente legato al vino, una predisposizione naturale, spontanea, che si manifestò già nella sua infanzia sviluppandosi armoniosamente durante la sua vita. D’altronde era nato in una famiglia originaria di un piccolo borgo della campagna toscana, Vinci, dove il padre Piero, notaio, possedeva vigne, per cui il figlio beneficiava di un rapporto costante col mondo agricolo e vitivinicolo.

La passione di Leonardo per il vino

Nel registro non è indicato il luogo di nascita di Leonardo che tuttavia è ritenuto essere la casa che la famiglia di ser Piero possedeva, insieme con un podere, ad Anchiano. Ed è lì che Leonardo ha imparato ad amare il vino, frutto della natura e prodotto della terra, simbolo di perfetto connubio tra funzionalità e bellezza, così come celebra in molti dei suoi scritti e disegni.
Questo profondo legame con la natura lo accompagna nei suoi tanti viaggi, a iniziare da quello che lo porta a Milano dove realizza il sogno di coltivare una vigna, grazie alla donazione di Ludovico il Moro.

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La vigna originaria di Leonardo da Vinci

Luca Maroni –  analista sensoriale, enologo, autore ed editore dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani -,  dopo 11 anni di lavoro, è riuscito a ritrovare e a reimpiantare la vigna originaria di Leonardo da Vinci a Milano.
A seguito di scavi eseguiti all’interno del giardino della Casa degli Atellani, e grazie alla preziosa collaborazione di vari studiosi, sono stati rinvenuti frammenti di radice, non completamente morti, di Vitis Vinifera appartenenti alla storica vigna leonardesca: questo ha consentito l’identificazione della varietà coltivata da Leonardo stesso. Quindi, viti dello stesso tipo sono state re-impiantate nello stesso sito e nella stessa filologica disposizione che gli aveva dato lui.

Milano È la Vigna di Leonardo

Il volume Milano è la Vigna di Leonardo narra e illustra cronologicamente gli eventi che hanno consentito a Luca Maroni di portare a termine questa difficile missione, il rapporto fra Leonardo, il vino e la sua vigna, i tratti caratterizzanti della sua spiritualità, oltre a un’approfondita indagine sulla natura più particolarmente umana e filosofica del suo genio.

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Infine è stato ridigitato e disposto in ordine alfabetico l’originale vocabolario-lemmario di circa 10.000 termini annotato a mano da Leonardo da Vinci nei suoi codici. Si è in sostanza composto un Vocabolario di Leonardo da Vinci, lavoro fin qui mai effettuato né pubblicato su alcun libro esistente.

Il primo enologo della storia

Il rapporto autentico di Leonardo col vino emerge anche dal suo soggiorno in Romagna, alla corte di Cesare Borgia: a testimoniarlo sono i tanti schizzi prodotti, primo fra tutti il celebre disegno di un grappolo d’uva appeso, seguito dalla raffigurazione della prima barrique, sua intuizione per la vinificazione.

Leonardo da Vinci, quindi, winelover e winemaker, per usare termini moderni, agronomo, enologo e sommelier al tempo stesso. Nel 1515 scrive al fattore del suo Podere di Fiesole, dandogli precise indicazioni tecniche per ottenere un vino privo di difetti: “Conciosiacosache si voi et altri faciesti senno di tali ragioni, berremmo vino excellente.”

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Leonardo e il Rinascimento del vino

A svelare questo volto finora ignoto di Leonardo non è stato solo Luca Maroni, ma anche e soprattutto la Leonardo da Vinci SpA (via del Torrino, 19, Vinci) custode del suo lascito. Nel Museo Leonardo e il Rinascimento del vino sono evidenziati i rapporti che ebbe con l’agricoltura, gli studi tecnologici e di natura, le favole, le profezie, i rebus, le allegorie, le osservazioni sulla coltivazione delle viti da Vigevano a Cesena, la progettazione di diversi strumenti e frantoi, tradizionali e innovativi.

Lui stesso, come abbiamo visto, fu proprietario di diversi vigneti: a Milano a Fiesole, a Vinci. Il percorso espositivo propone la riproduzione delle sue invenzioni, numerosi documenti d’archivio, riferimenti archeologici legati al territorio di Vinci e alla viticoltura della zona.

Il vino di Leonardo

C’è inoltre un documentario, Il vino di Leonardo, che svela il suo lato più intimo. Si scopre la sua personalità, la sua anima agricola, l’amore per la natura, per il buon vino e per un suo consumo moderato, piacevole e quotidiano.

Leonardo da Vinci il più grande genio di tutti i tempi viene considerato anche il primo enologo e sommelier della storia dell'umanità

Attraverso il racconto di studiosi e appassionati si percorrono la vita, i luoghi e soprattutto i pensieri più intimi di Leonardo uomo. Tra le varie partecipazioni, anche quella di Vittorio Storaro – tre volte premio Oscar per la fotografia – che ha curato le luci della scena del Cenacolo ricreando il capolavoro a grandezza naturale e illuminandolo come nella visione del grande toscano.

Infine, un altro libro di Luca Maroni: Leonardo da Vinci e il vino, che narra, a più ampio raggio rispetto al primo, la storia dell’importante rapporto che ebbe col vino, dall’infanzia a Vinci fino all’età adulta, attraverso viaggi, studi e abitudini quotidiane.

Villa da Vinci

Per chi invece vuole vivere un’esperienza più sensoriale nei luoghi cari al genio, c’è la Villa da Vinci, una tenuta che comprende un borgo medievale del 1152 circondata da lussureggianti vigneti e da boschi incontaminati che si estendono per 75 ettari. Uno spazio polifunzionale composto da una dimora storica e wine resort, un museo ricavato da un ex edificio colonico, uno spazio per degustazioni ed eventi, un grande parco e una piccola chiesa privata.

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Si possono percorrere i tre diversi sentieri a piedi tra i filari e fino ai margini del bosco, assaggiare i vini ottenuti dalle vigne circostanti e realizzati seguendo il metodo ispirato a Leonardo, per poi terminare l’esperienza al Wine & Museum Shop con un light lunch a base di prodotti tipici toscani.

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