Pare proprio che la nuova frontiera del turismo in Toscana – di cui tutto il mondo conosce praticamente tutto – sarà rappresentata dai corsi d’acqua. L’idea è far vivere, o meglio rivivere, fiumi e torrenti per aiutare l’economia di quei luoghi finora rimasti ai margini. Trekking lungo i fiumi della Toscana, per un viaggio fatto di natura, giochi di luce e rumore di acqua che scorre alla riscoperta della semplicità delle piccole cose.

Lungo i fiumi della Toscana, meraviglie presenti e future

Ivari comuni toscani avranno la facoltà di aderire a un bando promosso dalla Regione e dall’ANCI Toscana presentando progetti utili a valorizzare e a riqualificare i corsi d’acqua.

Quali sono i fiumi della Toscana? Dove si può fare il bagno? E il rafting? E il trekking? Mappe e itinerari per viversi il meglio dei fiumi toscani.

Ogni comune che vorrà partecipare potrà farlo attivando associazioni, volontari e realtà locali. I primi otto progetti vincitori usufruiranno ciascuno d’un budget di circa 34,000 € coi quali saranno finanziate le attività turistiche.

Fiumi in Garfagnana

Oltre all’Arno, molti sono i fiumi della Toscana attorno cui sviluppare un turismo che si potrebbe definire “fluviale”. In Garfagnana vengono già sfruttati numerosi torrenti per il rafting, il kayak o il torrentismo. Ma c’è chi invece preferisce un tipo d’esperienza slow: navigare in modo dolce lungo un corso d’acqua ammirando il paesaggio.
Come accaduto col recupero delle ferrovie dismesse, anche nel caso dei fiumi sarebbe opportuno riqualificare e utilizzare di nuovo le antiche vie d’acqua che nei tempi antichi favorivano i collegamenti tra i vari insediamenti urbani.

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Fiumi in Maremma

In Maremma, nell’area di Grosseto, il principale corso navigabile era un tempo costituito dalla Fiumara di Castiglione nella quale confluivano sia le acque del lago omonimo sia quelle di vari fiumiciattoli della piana grossetana. Collegava le aree interne col mare ma, sebbene fosse navigabile per quasi tutto l’anno, si spingeva nell’entroterra solo per poche miglia fino alle Bocchette e all’innesto col Padule. Nel 1694, i Medici fecero costruire un canale chiamato il “Navigabile Nuovo” che attraversava il Padule verso Grosseto.

Val di Chiana

Il fiume Chiana, invece, chiamato anche Canale Maestro, rappresentò a lungo un percorso di transito nella Val di Chiana. Nasce dal Lago di Chiusi, in provincia di Siena, s’immette nel Lago di Montepulciano, ne esce e percorre la Val di Chiana fino a sfociare, dopo 62 km, nell’Arno.

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Questi sono solo alcuni esempi di fiumi della Toscana poco noti che potrebbero donare itinerari turistici insoliti a chi visita la nostra regione, come già avviene per la Loira in Francia.

Canale dei Navicelli

Se invece rimaniamo alla stretta attualità, oggi ci sono i 17 chilometri navigabili del Canale dei Navicelli  – l’antico canale dei poeti e delle armi – immersi nel verde del Parco Naturale di San Rossore e Massaciuccoli, sul confine tra le province di Pisa e Lucca.

Ombrone

Ma prendiamo l’Ombrone, ad esempio – che nasce nei pressi di San Gusmé, nel comune di Castelnuovo Berardenga, sul lato sud-orientale dei Monti del Chianti, e che dopo un corso tortuoso e articolato, lungo cui riceve affluenti come l’Arbia, il Merse, l’Orcia e le Trasubbie, sfocia a delta nel Mar Tirreno, in Maremma, a Bocca d’Ombrone – vi si può già fare soft rafting coi gommoni in un tratto di fiume di 5 km, molto selvaggio, compreso tra l’antico borgo di Sasso d’Ombrone e la cittadella medioevale di Paganico.

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Fiume Greve

Un altro bell’itinerario sui fiumi della Toscana potrebbe essere rappresentato dal fiume Greve, che nasce a 800 metri d’altitudine sul monte Querciabella. Per 43 km scende a nord ovest fino al Ponte dei Falciani, altra meta naturalistica. Qui si restringe per attraversare la gola degli Scopeti, ulteriore punto da visitare. Arriva a Tavarnuzze da dove si apre verso la valle, aspettando di ricevere, tra la Certosa e l’abitato del Galluzzo, le acque dell’Ema.

Lamone in Mugello

E perché non il Lamone, che nasce dalle montagne di Borgo San Lorenzo in Mugello e, dalla Colla di Casaglia, a quasi 1200 metri, scende verso Marradi, attraversando borghi, campagne, terreni che si fanno sempre più dolci e visitabili verso Brisighella. In provincia di Firenze passa tra imponenti castagneti. Itinerario suggestivo.

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Santerno: uno dei fiumi più puliti d’Italia

Il Santerno è un’altra possibilità per un viaggio lungo i fiumi della Toscana. Nasce dal Passo della Futa e scorre per 99 km lungo una stretta vallata giungendo fino a Castiglioncello, al confine tra la provincia di Bologna e quella di Firenze. È uno dei fiumi più puliti d’Italia. Un tesoro naturalistico a cui avvicinarsi con rispetto e prudenza, lungo il quale, dopo un susseguirsi di colline argillose, si arriva a Firenzuola. In questo tratto i sentieri segnalati offrono molte opportunità per tutti i tipi di turista. Da non perdersi la cascata di Moraduccio.

Val d’Elsa e Val di Pesa

Dalla Montagnola senese, nel comune di Sovicille, nasce il fiume Elsa, che attraversa spettacolari scenari di colline e campagne nella, non a caso, Val d’Elsa. Il Sentierelsa è un percorso attrezzato di circa 4 km lungo il fiume che inizia a Gracciano e finisce al Ponte di Spugna.

Quasi privi d’acqua in estate, ma dirompenti in autunno e inverno, sono i 53 km del Pesa, a cavallo tra Firenze e Siena. Il fiume nasce tra la Badiaccia di Montemuro e Badia a Cotilbuono, bellissimi punti panoramici, scende placido a nord ovest verso San Casciano, Bargino, Lastra a Signa e Montelupo dove si getta in Arno. Il percorso è fitto di sentieri che portano da e verso il fiume.

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Dove fare il bagno nel fiume in Toscana

Masso delle Fanciulle

Poi ci sono luoghi incantati, e soprattutto balneabili, come Il Masso delle Fanciulle a Pomarance, in provincia di Pisa, nella Riserva del Berignone, una passeggiata immersa nella natura per raggiungere un pozza magica dov’è possibile tuffarsi.

Polle di Malbacco – Pozzo della Madonna

Un’altra pozza magica in cui è possibile tuffarsi è in provincia di Lucca, vicino a Seravezza: sono le Polle di Malbacco–Pozzo della Madonna. L’acqua del torrente, con la sua forza erosiva ha plasmato la roccia formando uno scivolo naturale alto una decina di metri, da cui ci si può tuffare o scivolare nella sottostante piscina dall’acqua celeste, cristallina… e incredibilmente gelida.

Cascate dell’Acquacheta

Negli splendidi boschi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi si nasconde l’altissima e spettacolare Cascata dell’Acquacheta, tanto impressionante che perfino Dante ne rimase così colpito da cantarla nella Divina Commedia.

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Corsalone

Nel comune di Bibbiena (AR) nei pressi della frazione di Corsalone, sull’omonimo fiume, è possibile farsi un bel bagno nelle profonde pozze ai piedi delle cateratte.

Gole degli Stretti di Giaredo

E vogliamo parlare delle Gole degli Stretti di Giaredo, in Lunigiana, dove fluisce il torrente Gordana? Il canyon degli Stretti di Giaredo è mozzafiato, l’acqua illuminata dal poco sole che riesce a penetrare nella gola assume colorazioni turchesi e verdi. La forra si esplora a piedi, nuotando in pozze profonde, scavalcando massi e sassi tra le strette pareti rocciose che in alcuni punti sembrano quasi chiudersi sopra le teste.

Stia in Casentino

E nell’Arno, il fiume più grande della Toscana, il quarto d’Italia? ci si può fare il bagno? Dipende dove. Non certo a Firenze o Pisa. Ma vicino alla sorgente, dove l’acqua è di un verde intenso, incontaminata, certo che sì: ci sono due attraenti vasche, nei pressi del borgo di Stia, nel Casentino, dentro il piccolo parco fluviale Il Canto alla Rana. Consigliatissimo anche per il mini parco avventura sulla sponda.

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Riserva Naturale dell’Alto Merse

Anche il Merse che scorre nella Riserva Naturale dell’Alto Merse, offre cascatelle, spiaggette sabbiose o sassose, posti più o meno ombrosi, e bei tratti dove nuotare

Quale preferisci tra i fiumi della Toscana? E soprattutto, qual è il tratto del fiume che ami di più? Scrivici e ti scriveremo.

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