Alla scoperta di 7 luoghi di montagna toscana da vedere, ideali per gli amanti del trekking e delle vette innevate, lontani dai rumori del grande turismo di massa

7 luoghi di montagna toscana assolutamente da non perdere

Di cosa parliamo in questo articolo:

  • 1. Alpi Apuane e Cave di Marmo: Torano, Fantiscritti e Colonnata
  • 2. Mugello: Eremo di Montesenario
  • 3. Lunigiana: Pieve di Sorano
  • 4. Foreste Casentinesi: Lanificio di Stia
  • 5. Monte Amiata: Rocchette di Fazio
  • 6. Abetone: Lago Santo modenese e Lago Nero
  • 7. Garfagnana: Fortezza di Mont’Alfonso

TuscanyPeople si è sempre contraddistinta per essere una rivista sull’eccellenza toscana in tutte le sue forme, una webzine che rifiuta la dozzinalità e che si situa in una nicchia di informazione per intenditori, amatori, “cercatori” di qualcosa di diverso, di meno scontato, di più esclusivo. Ed è in quest’ottica che vi proponiamo 7 luoghi di montagna in Toscana, non certo sconosciuti, ma nemmeno così turistici, diciamo un po’ fuori dalle rotte più battute, senz’altro interessanti.

Pruno, uno dei tantissimi borghi sulle Alpi Apuane

1. Alpi Apuane / Cave di Marmo: Torano, Fantiscritti e Colonnata

Il primo dei nostri 7 luoghi di montagna in Toscana sono le cave di Carrara che si aprono lungo i fianchi delle Alpi Apuane, dichiarate Patrimonio UNESCO dal 2015. È possibile visitare le cave di marmo in autonomia o affidandosi a tour organizzati.

Nel primo caso si possono visitare i bacini marmiferi e ammirare il panorama estrattivo ripercorrendo il tracciato dell’ex Ferrovia Marmifera. Un percorso spettacolare, misto di scorci mozzafiato sulle cave e sulla costa. Un itinerario modulato, tra vallate, come la valle di Miseglia; borghi caratteristici, quali Torano e Colonnata; gallerie scavate nella roccia; enormi ponti, come i Ponti di Vara; Cave Museo: Cava Museo Fantiscritti e Cava Galleria Ravaccione; percorsi a piedi, come quello che conduce alla località di Campocecina, con lo spiazzo panoramico da cui godersi il panorama che guarda la Lunigiana, le cave di marmo e la costa.

Nel secondo caso è possibile visitare le cave di marmo di Carrara a bordo di una Jeep o di un minivan, accedendo alle cave tramite una guida che spieghi i metodi di estrazione e trasporto del marmo, dall’epoca romana sino ai giorni nostri, con approfondimento sulla vita dei cavatori che hanno legato la loro dura esistenza a questo territorio.

Questa può anche rappresentare un’ottima occasione per assaporare le eccellenze enogastronomiche del territorio: immancabile una tappa presso una delle celebri larderie di Colonnata, dove si può familiarizzare con la lavorazione di questo antico cibo, così caro ai cavatori stessi.

Ponti di Vara a Fantiscritti sulle Alpi Apuane

2. Mugello: Eremo di Montesenario

Il Santuario di Montesenario, a Vaglia, è uno degli eremi più importanti di tutto il Mugello. La tradizione vuole che fosse fondato l’8 settembre 1233 quando, nel giorno della Natività di Maria, sette monaci fiorentini abbandonarono il secolo e si ritirarono a vita eremitica, fondando così l’Ordine dei servi di Maria.

Il complesso fu arricchito e ingrandito da Cosimo I De’ Medici nel 1539, quindi ristrutturato in forme barocche nel 1717 e, ancora, nel 1888. All’interno della chiesa sono custodite opere notevoli, quali lo splendido coro ligneo intagliato in eleganti forme barocche (XVIII° sec.), o un’Adorazione dei Magi del Cigoli. Nella Cappella dell’Apparizione si conserva una Pietà in terracotta policroma, mentre il refettorio ospita l’Ultima Cena di Matteo Rosselli.

Rivolgendosi ai monaci si può accedere al chiostrino quattrocentesco dell’antico convento e all’ampia terrazza panoramica costruita nel Seicento al di sopra della grande cisterna.

Inoltre si possono visitare due grotte che rappresentarono le prime abitazioni dei Sette Santi Fondatori. La grotta di San Filippo Benizi è formata da grossi macigni ed è preceduta da un tempietto in pietra eretto nel 1629, dove i pellegrini attingono acqua per ottenere la protezione del santo.

L'Eremo di Montesenario si trova in Mugello, Toscana

3. Lunigiana: la Pieve di Sorano

La Pieve di Santo Stefano di Sorano, a Filattiera, è una delle più importanti pievi romaniche della provincia di Massa Carrara. Si erge in una zona strategica, frequentata fin dalla preistoria (nell’area sono state ritrovate ben sette statue stele), e conserva ancora oggi l’impianto del secolo XII.

È un capolavoro architettonico romanico con un imponente sistema absidale interamente realizzato in ciottoli di arenaria non sbozzati. All’interno della pieve, completamente restaurata, sono conservati numerosi elementi medievali, oltre a due statue stele originali (Sorano I e Sorano V).
L’aspetto attuale è il risultato di un ampio restauro, terminato nel Duemila, che ha ripristinato l’aspetto originario.

Vista della Pieve di Sorano chiesa in Lunigiana, Toscana

4. Foreste Casentinesi: il Lanificio di Stia

Il quarto dei nostri luoghi di montagna in Toscana da non perdere si trova in Casentino. Qui la lavorazione della lana ha origini molto antiche. A partire dal Medioevo, la lana rozza e povera rappresenta la base del noto Panno Casentino, tessuto ruvido e resistente all’acqua, al freddo e all’usura. Originariamente indossato da monaci e montanari, oggi è diffuso in tutta l’Italia.

La lana all’epoca costituiva una risorsa talmente preziosa che nel 1861 la più importante azienda casentinese era proprio la società del Lanificio di Stia, di proprietà della famiglia Ricci. Lo sviluppo dei lanifici era dovuto, oltre che all’ovvia presenza di pecore, anche all’abbondanza dei corsi d’acqua che favorivano le operazioni di lavorazione del tessuto.

Presso il Lanificio di Stia si trova oggi una mostra in cui sono raccolti documenti di varia natura (campionari, documenti di produzione, strumenti contabili), oggetti di particolare valore simbolico, oltre a capi d’epoca in tessuto casentino.

Antica strada Ridragoli nel Parco delle Foreste Casentinesi in Toscana

5. Monte Amiata: Rocchette di Fazio

Rocchette di Fazio è un piccolo ma suggestivo borgo medioevale del Monte Amiata, arroccato su una rupe a strapiombo, all’interno del comune di Semproniano.

Legato all’ordine dei Cavalieri Templari, esisteva probabilmente già prima dell’anno Mille, ma prese il nome di Rocchette di Fazio solo dopo il 1291, quando il “Signore delle Rocchette” era Bonifazio Cacciaconti, detto Fazio.

Passato sotto varie dominazioni, nel 1536 il borgo venne saccheggiato e distrutto dall’esercito di Carlo V, rimanendo per secoli in stato di abbandono, fino ai decisivi interventi di recupero della seconda meta del Novecento che l’hanno reso un vero e proprio gioiellino della Maremma.

Del castello aldobrandesco posto sull’acropoli restano attualmente imponenti rovine e tratti delle mura, ma l’edificio più interessante, dal punto di vista storico, è senza dubbio l’Ospedaletto di San Tomè (San Tommaso), appartenuto all’ordine dei Cavalieri Templari. Ancora oggi, infatti, si riconoscono bene sulle mura alcuni elementi riconducibili ai templari: la croce templare, un bassorilievo rappresentante Bafometto, l’Agnus Dei.

Altro edifico interessante è la Pieve di Santa Cristina, del XIII secolo. Ormai sconsacrato da molti anni, risulta anch’esso appartenuto all’Ordine dei Templari, come dimostra la croce templare posta sopra il portale.

Il borgo toscano di Rocchette di Fazio sul Monte Amiata

6. Abetone: Lago Santo modenese e Lago Nero

Lago Santo modenese

A pochi chilometri da Pievepelago, a 1501 m s.l.m., si estende il più grande dei laghi appenninici, il Lago Santo, di origine glaciale. Ideale per un salutare pic-nic, si raggiunge arrivando da Pievepelago e proseguendo verso il Passo delle Radici, o dall’Abetone, in direzione Fiumalbo.

Lago nero

Sempre nel Comune dell’Abetone, nella Valle del Sestaione, a 1730 m s.l.m., si trova un altro lago montano di origine glaciale, il Lago Nero, chiamato così per il cupo riflesso che emanano le sue acque. Il lago si raggiunge con un trekking di circa un’ora risalendo le piste da sci nella Val di Luce, lungo il sentiero n.100.

Vista del Lago Nero e del rifugio montano sull'Appennino Pistoiese in Toscana

7. Garfagnana: la Fortezza di Mont’Alfonso

L’ultimo dei nostri 7 luoghi di montagna toscana da non perdere ci porta in Garfagnana. A pochi minuti d’auto dal centro di Castelnuovo Garfagnana, la Fortezza di Mont’Alfonso, coi suoi circa 60.000 mq di superficie, oltre a rappresentare uno dei monumenti architettonici più imponenti della Valle del Serchio, offre una maestosa vista sulle pendici dell’Appennino Tosco Emiliano e sul gruppo delle Panie, nelle Alpi Apuane.

Fu costruita tra il 1579 e il 1586 su volere di Alfonso II d’Este per difendere Castelnuovo Garfagnana e il territorio estense dalla Repubblica di Lucca. Il complesso – con la sua cinta muraria di 1150 mt, 7 baluardi e due porte – custodiva al suo interno abitazioni, di cui rimangono la casa del capitano, l’alloggio delle truppe, il pozzo in pietra, e il baluardo della casamatta. Lo stemma estense campeggia ancora sulla porta principale. Oggi la Fortezza di Mont’Alfonso, completamente restaurata, è un’autentica porta di accesso alle bellezze della Garfagnana.

Secondo una leggenda popolare, la Fortezza sarebbe anche collegata attraverso una galleria sotterranea alla Rocca Ariostesca di Castelnuovo, un passaggio segreto che, in caso di assedio del paese, avrebbe permesso ai cittadini di rifugiarsi all’interno delle mura. Il centro di Castelnuovo è invece raggiungibile a piedi, attraverso il Sentiero dell’Ariosto che, negli anni, è divenuto la passeggiata degli innamorati.

La Fortezza di Monte Alfonso in Garfagnana

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