Paolo Giulierini, Direttore dell’Ufficio Beni Culturali di Cortona e Conservatore del MAEC, ci racconta il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona che sono tra le principali eccellenze della cultura in Toscana.

 

Quando nasce il MAEC e da cosa è caratterizzata la sua storia?

Il MAEC, Museo dell'Arte Etrusca e della Città di Cortona è l'unico sistema museale completo di Italia, nato el 1727 è un fiore all'occhiello per la Toscana

Il MAEC nasce nel 1727, come Museo dell’Accademia Etrusca, per raccogliere le collezioni dei manufatti e dei ritrovati appartenenti a questo antico popolo. Nel 1700 Cortona viveva un grande momento di notorietà europea dato che, tra i principali associati dell’Accademia Etrusca, troviamo personaggi quali Voltaire, Montesquieu, Winckelmann e la città rappresentava un importante punto di riferimento nello studio degli Etruschi.

Dal XVIII sec. facciamo un salto in avanti di quasi 300 anni e arriviamo al 2005 anno in cui, il MAEC, si è ampliato con un’importante sezione topografica che valorizza gli scavi, effettuati nel territorio dall’inizio del ‘900 ad oggi, rispetto alle vecchie collezioni.

Ci troviamo davanti ad un museo con due anime: la prima settecentesca e la seconda contemporanea, con allestimenti e progettazioni che propongono un’aria di avanguardia. Il MAEC, inoltre, è un museo molto dinamico perché abbiamo deciso di puntare su una professionalità spiccata: tutto il personale è laureato nel settore, abilitato a fare visite guidate e capace di parlare più lingue.
Nel caso del MAEC dunque possiamo parlare di un sistema museale completo?

Il MAEC, Museo dell'Arte Etrusca e della Città di Cortona è l'unico sistema museale completo di Italia, nato el 1727 è un fiore all'occhiello per la Toscana

Il MAEC è l’unico esempio di sistema museale completo in Italia. Diciamo che il Museo è un centro di documentazione di tutto ciò che si trova nel territorio: dobbiamo intenderlo come il luogo in cui si comprendono anche i monumenti etruschi che stanno all’esterno; quindi se all’esterno è possibile vedere le tombe, all’interno se ne distinguono i corredi.

 

Cosa è possibile ammirare nel Parco del MAEC?

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Dobbiamo concepirlo come un parco a macchie di leopardo. Il focus principale si trova al Sodo (loc. vicina a Cortona, ndr), dove ci sono due tombe principesche molto importanti, ma abbiamo anche una serie di tombe minori, che si trovano nell’intorno collinare tra Cortona e (una villa romana vicino al paese di) Terontola.

Cortona, poi, è sempre polo d’attenzione per la parte urbana del parco dove si possono ammirare le mura etrusche originarie; una porta bifora; una serie di archi e alcune cisterne sotterranee.

 

Il MAEC ha recentemente ottenuto il marchio di Museo di Qualità da parte della Regione Toscana.

Il MAEC, Museo dell'Arte Etrusca e della Città di Cortona è l'unico sistema museale completo di Italia, nato el 1727 è un fiore all'occhiello per la Toscana

Sì, siamo molto attenti al documento del Ministero dei Beni Culturali relativo agli standard da rispettare per una gestione virtuosa del nostro polo museale; consideriamo quel documento una sorta di reale “Bibbia”! Il nostro modus operandi è quello di seguire i grandi modelli vincenti come quelli dei più famosi musei europei.

 

A proposito di musei prestigiosi, il MAEC, negli ultimi anni ha stretto importanti collaborazioni con i principali musei d’Europa.

Il MAEC, Museo dell'Arte Etrusca e della Città di Cortona è l'unico sistema museale completo di Italia, nato el 1727 è un fiore all'occhiello per la Toscana

Sì, ripercorrendo quelle che erano le orme dei rapporti che il Museo aveva nel passato con le grandi capitali europee, abbiamo organizzato un serie di mostre a carattere biennale con i principali musei europei; queste sono rassegne dedicate sì agli Etruschi, ma soprattutto tendenti a dare la percezione dell’importanza delle loro opere e, quindi, destare il maggior interesse possibile, per questi “antichi toscani”, anche da parte di altri Stati.

Nel 2008 abbiamo collaborato con il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, nel 2011 con il Louvre di Parigi e quest’anno con il British Museum di Londra. Il nostro obiettivo, però, è quello di superare i confini europei e provare a riuscire a collaborare con i maggiori musei del mondo.

 

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