Cosa vedere a Magliano in Toscana, pittoresco borgo maremmano, ricco di storia e bellezza, in provincia di Grosseto, a pochi chilometri da Albinia e dall’Argentario

Magliano in Toscana: affascinante borgo medievale in Maremma

In questo articolo parliamo di:

  • Pillole di storia su Magliano in Toscana
  • Cosa vedere a Magliano in Toscana
  • Cosa vedere appena fuori dal borgo
  • Visitare i dintorni di Magliano in Toscana
  • Spiagge e torri del Parco della Maremma vicino al borgo

Arrivando dalla strada statale 323, circondato da uliveti, Magliano in Toscana conquista l’occhio con le sue imponenti mura, i suoi torrioni, il campanile, i tetti raccolti delle case. Ma da dove deriva la sua architettura spiccatamente medioevale?

Mura del borgo medievale di magliano in Toscana, in Maremma

Pillole di storia su Magliano in Toscana

Il territorio di Magliano di Toscana fu abitato dagli Etruschi, come dimostrano importanti tracce rinvenute nelle necropoli e negli antichi centri di Kalousion ed Heba, tra cui il piombo di Magliano, sul quale è incisa una delle più lunghe iscrizioni in lingua etrusca mai rinvenute.

Sebbene non si sappia se le origini del borgo furono etrusche o romane, è attestato che il paese assunse una certa importanza quando, intorno all’anno Mille, gli Aldobrandeschi di Sovana vi fecero costruire la cinta muraria.

Sempre nel periodo aldobrandesco (XII°-XIII° sec.) si edificarono le chiese di San Martino e di San Bruzio.

Circa due secoli più tardi, Magliano passò sotto il dominio di Siena. Fu in questo periodo che alle mura si aggiunsero dei possenti torrioni che potrebbero portare la firma del Vecchietta o di un suo allievo. Sia le mura che i torrioni sono stati oggetto di un minuzioso restauro, e oggi si possono ammirare in tutta la loro bellezza.

Nel 1555, dopo la caduta di Siena ad opera degli spagnoli, il paese venne ceduto ai Medici e amministrato come un feudo del Granducato di Toscana. In seguito alla legge di abolizione dei feudi granducali, la storia di Magliano andò di pari passo con quella del Granducato di Toscana, prima, e dell’Italia, poi.

Palazzi storici nel borgo medievale di Magliano in Toscana in Maremma

Cosa vedere a Magliano in Toscana

Vale davvero la pena fare una bella passeggiata in questo affascinante borgo toscano vicino a Grosseto che domina tutta la vallata fino al mare. Entriamo dalla Porta San Giovanni, situata sul lato a sud, ed edificata, molto probabilmente, in un periodo antecedente alla dominazione senese.

Il Palazzo di Checco il Bello e la Pieve di San Giovanni Battista

Superata la porta, percorriamo Corso Garibaldi che ci conduce al Palazzo duecentesco di Checco il Bello, ossia tal Francesco Salvi, soprannominato così per via della sua avvenenza e per la fama di Casanova che si era ritagliato. Superato il Palazzo di Checco il Bello, in piazza della Repubblica troviamo, sulla destra, la pieve di San Giovanni Battista, risalente al periodo romano, anche se con tracce evidenti di ristrutturazioni avvenute nei secoli, tanto che le finestre di lato mostrano forme gotiche, mentre la facciata è rinascimentale. All’interno si trovano affreschi di scuola senese e un fonte battesimale del 1439.

Il Palazzo dei Priori e la Chiesa di San Martino

Tra Corso Garibaldi e Piazza della Libertà, la facciata del Palazzo dei Priori sfoggia gli stemmi di tutti i podestà che si sono succeduti nei secoli alla guida del borgo. Sempre in Piazza della Libertà si affaccia la chiesa di San Martino, di cui vi è traccia a partire dal sec. XIII. Interessante il portale frontale in cui sono effigiati, sul lato sinistro, un guerriero nell’atto di colpire un drago e, sul destro, un’altra creatura mostruosa. Pochi metri più avanti, ecco la porta San Martino che si affaccia splendidamente sulla campagna.

Le inclite mura di Magliano: un panorama da leggenda

Torniamo indietro alla Pieve di San Giovanni Battista, scendiamo la stradina sormontata dal campanile, e arriviamo al camminamento sulle mura. Tra le meglio conservate di tutta la Toscana, sono qualcosa da non perdersi assolutamente. Le primissime mura di Magliano risalgono a un periodo intorno all’anno Mille. Oggi si possono osservare due architetture diverse: tre torri, quelle squadrate, sono trecentesche, mentre le altre, a pianta circolare, sono frutto della ristrutturazione senese avvenuta verso la metà del Quattrocento. Tutte hanno comunque subìto un meticoloso restauro nel 1999.

Percorriamo, ammirati, un buon tratto del camminamento della ronda, attraversiamo alcune torri e, nel mentre, godiamo dello splendore di un panorama mozzafiato che giunge fino al mare.

Chiesa nel centro storico di Magliano in Toscana, borgo medievale in maremma

Cosa vedere appena fuori dal borgo

L’ulivo della strega

Usciti da Magliano attraverso la porta San Giovanni, subito fuori dalla cinta muraria, nell’uliveto che si estende dietro la piccola chiesa della Santissima Annunziata, troviamo il leggendario Ulivo della Strega. Non ci si può sbagliare, eccolo lì, una maestosa pianta monumentale che si distingue nettamente da tutte le altre. Pare addirittura che risalga a circa 3500 anni fa, il che lo renderebbe uno degli ulivi più antichi d’Europa. La vecchia ceppaia, col passare dei secoli, ha assunto una forma così particolare che basta un’occhiata per intuirne l’età. Il nome, invece, deriva dal periodo medioevale, quando intorno all’albero si svolgevano riti sabbatici e cerimonie negromantiche.

L’abbazia di San Bruzio

A soli 2 km da Magliano, le rovine dell’abbazia di San Bruzio – edificata nell’XI sec. – rappresentano un raffinato esempio di stile architettonico romanico. In particolare i decori dei suoi capitelli, in stile franco-lombardo, ci lasciano facilmente immaginare il grado di splendore che doveva avere raggiunto questo edificio al tempo della sua costruzione.

Rovine della chiesa di San Bruzio fuori dalle mura di Magliano in Toscana, borgo medievale in Maremma

Visitare i dintorni di Magliano in Toscana

Gli scavi di Doganella

Tra Magliano e Albinia si trovano gli scavi di Doganella, là dove ci sono le rovine della città di Kaloùsion, portata alla luce per la prima volta nel 1842; è però soltanto nel 1970 che s’iniziò un’operazione di ricerca sistematica. Kaloùsion, grande centro rurale fatto costruire da Vulci nel VII sec. a.C. per controllare la Valle dell’Albegna; citato da Polibio in merito alla battaglia di Talamone del 225 a. C., venne distrutto entro il III secolo a.C. e mai più ricostruito.
Da foto aeree pare che la sua cinta muraria misurasse circa 6 km. Oggi, purtroppo, l’area archeologica visibile è molto piccola: restano la base dei muri, con vani rettangolari, e porzioni di strade.

Il Piombo di Magliano

Una menzione particolare merita il Piombo di Magliano. Nel 1883, in una di tomba ipogea di questo territorio, fu trovato il famoso Piombo di Magliano (o Disco di Magliano). Si tratta di un reperto di eccezionale valore, determinante nella comprensione della lingua etrusca, una lamina in piombo di forma circolare, con diametro di circa 8 cm, risalente al V sec. a. C.. Sulle due facce del piombo è incisa un’iscrizione, con movimento a spirale, contenente 70 parole, ossia uno dei testi più lunghi in lingua etrusca mai ritrovato. Oggi il Piombo di Magliano è esposto nel Museo Archeologico di Firenze.

La vasta Necropoli di Magliano

Nel territorio di Magliano sono presenti numerose necropoli etrusche con tombe a camera ipogea, risalenti al periodo tra il VII e il VI secolo a.C.. Nella Tomba delle Ficaie furono rinvenute pareti dipinte con una sfinge barbuta, anche se la più bella è senza dubbio la Tomba di Sant’Andrea, scoperta nel 1984 e priva del corredo funerario; ciononostante la tomba contiene eccezionali decorazioni pittoriche sulle pareti in straordinario stato di conservazione: 4 leoni alati a grandezza naturale. La sua riproduzione è osservabile presso il Centro di Documentazione di Magliano, in via Garibaldi 12.

I reperti recuperati dagli scavi delle necropoli si trovano presso il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma di Grosseto, e nel Centro di Documentazione di Magliano.

Alcune tombe sono situate su terreni privati: per visitarle è necessario contattare l’ufficio informazioni turistiche presso il comune di Magliano in Toscana.

La campagna nei dintorni di Magliano in Toscana

Spiagge e torri del Parco della Maremma vicine al borgo

Segnaliamo, infine, due bellissime spiagge sulla costa di fronte a Magliano, in un ambiente selvaggio e tutelato quale il Parco Naturale della Maremma: Cala di Forno e Spiaggia di Collelungo.

Mentre per quanto riguarda i dintorni, vale la pena fare un salto nel borgo di Pereta, con la sua splendida porta di Ponente, e alla Torre della Bella Marsilia, nel Parco della Maremma

Dove mangiare: Osteria Maremmana da Giovanna; Ristorante da Guido
Dove dormire: Hotel le Querciolaie; Fattoria di Magliano

Vista del Parco della Maremma dall'alto del Monte Argentario

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