Nel cuore della Maremma, a circa 60 km da Grosseto, a 18 km a Sud-Ovest di Pitigliano e a 40 km a Nord-Est di Orbetello, ecco il borgo di Manciano dominare da un lato la piana e la valle dell’Albegna, dall’altro l’area del Tufo, dove sorgono Pitigliano, Sovana, Sorano, i cosiddetti “borghi del tufo”.

Manciano, il cuore etrusco-medioevale della Maremma

Una volta a Manciano, si seguono le indicazioni per il centro storico o “museo”, e non è difficile, nel punto più alto del paese, trovare la Rocca.

Manciano è un bellissimo borgo della Maremma. Grazie alla sua vicinanza a Saturnia e Montemerano è una meta ideale per un weekend in Toscana

Rimaneggiata nel corso degli anni, la Rocca di Manciano è un edificio merlato che s’innalza sopra un imponente basamento a scarpa. È probabile che la sua costruzione si debba agli Aldobrandeschi, intorno al XII secolo. Si sa per certo che fu ristrutturata dai senesi prima nel 1424 e successivamente, nel 1772, sotto il Granducato di Toscana. Nel corso di quest’ultimo restauro, l’entrata principale venne trasferita dal lato sud al lato ovest, dove si trova tutt’oggi.

Le origini di Manciano

Il territorio di Manciano è stato abitato fin dalle epoche preistoriche, come dimostrano i numerosi reperti rinvenuti nelle colline tra il capoluogo e Saturnia, e risalenti alle Età del Rame e del Bronzo. La prima notizia del castello di Manciano è del 1188, quando è citato in un privilegio di Clemente III per la chiesa di Sovana. Posseduto dagli Aldobrandeschi del ramo di Santa Fiora a partire dal XII secolo, venne ceduto al ramo di Sovana nel 1272, per poi essere conquistato, nel corso del XIV secolo, prima dal Comune di Orvieto, in seguito dalla famiglia Baschi di Montemerano, e infine ereditato per matrimonio della famiglia Orsini di Pitigliano.

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Dal Rinascimento alla Resistenza

Nel 1416 il castello fu conquistato dai senesi che eressero la rocca e potenziarono le difese migliorando la cinta muraria. Ma nel 1455 dovettero restituire tutto il centro agli Orsini.

Nel 1557, Manciano fu concesso al duca Cosimo de’ Medici. Sotto il Granducato il borgo fu trasformato in un centro agricolo e la fine delle sue funzioni militari portò all’abbandono e al progressivo degrado delle opere architettoniche fortificate.

Nel 1867 il centro fu coinvolto nella campagna dell’Agro romano per la liberazione di Roma guidata da Giuseppe Garibaldi, tanto che a Manciano sostò la colonna Nicola Guerrazzi.
La popolazione di Manciano, durante la Resistenza, fu protagonista di plurime azioni contro i nazifascisti. Il 12 giugno del ‘44 Manciano fu il primo centro della Toscana ad assistere all’ingresso degli Alleati, mentre il 25 febbraio 1945, su parere del CLN di Grosseto, vi si tenne il primo esperimento di libere elezioni in Italia dopo il ventennio fascista.

Il borgo toscano di Manciano

Dietro la Rocca, alcuni metri più in basso, si apre piazza Garibaldi, realizzata dopo la demolizione di parte delle mura.

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Nel 1913, al centro della piazza, fu portata a compimento la fontana monumentale per ricordare il completamento dell’acquedotto del Fiora: l’opera rappresenta il periodo della siccità e la nuova era in cui  l’acqua abbondava. Fa specie che in Maremma, secolarmente un gigantesco acquitrino, ci fosse di fatto la siccità.

Gli oltre 5 km delle antiche mura di Manciano che cingevano il castello sono stati col tempo inglobati nel centro abitato, tuttavia è facile riconoscerne lunghi tratti percorrendo la strada su cui si affaccia la fila più esterna delle case del borgo. Le mura erano munite di ben 11 torri, di cui 6 torrioni cilindrici e 5 torri scudate. Ad oggi se ne sono conservate solo due, una in via Trento, lungo la rampa che si apre da via Marsala, e una, mozza, sulla sinistra di Porta Fiorella, sulla quale fa bella mostra di sé lo stemma Aldobrandesco. I punti in cui sorgevano anticamente altre torri si possono identificare osservando con attenzione alcune piazzette che s’incontrano percorrendo le vie Curtatone e XX Settembre.

I principali edifici di Manciano

All’interno del borgo si distingue il campanile della chiesa di San Leonardo. La chiesa è stata edificata in epoca medievale, ma ha subìto nel tempo numerosi interventi di ristrutturazione che hanno finito per stravolgere completamente l’aspetto originario. Al suo interno è possibile ammirare il fonte battesimale, risalente al Trecento, su cui si distinguono i ceppi di S. Leonardo.

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Altro edificio che si eleva in altezza è la torre dell’orologio, probabilmente eretta nel 1472. Era parte integrante del più antico palazzo comunale che ospitava anche il granaio, la scuola, la stalla e l’alloggio del vicario.

Nella parte più alta del borgo, pochi metri prima di arrivare alla rocca, si affaccia, in via Corsini, il Palazzo Nardelli, che ospita il museo della Preistoria e Protostoria della valle del Fiora. Si tratta d’un piccolo ma curatissimo museo in cui sono raccolti reperti che vanno da oltre mezzo milione di anni fa fino alla tarda età del bronzo. Interessante il percorso multimediale. Sono esposti anche reperti delle civiltà di Rinaldone che ha popolato queste aree millenni prima degli etruschi.

In ogni modo, per gli appassionati di antichità, il territorio di Manciano, un po’ come tutta la Maremma, trabocca di resti etruschi e romani: ricordiamo Poggio Murella, Poggio Capanne o la necropoli del Puntone che vanta circa 40 tombe.

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Nei dintorni di Manciano: Montemerano e Saturnia

Chiamare frazioni gli abitati di Manciano è assai riduttivo: ognuno di questi è unico e sempre meritevole di un’attenta visita. Montemerano, per esempio – con la sua piazza del Castello, la sua atmosfera fiabesca e, last but non least, la strepitosa cucina della pluristellata chef Valeria Piccini del ristorante Da Caino – è conosciuto in tutto il mondo: il suo cuore profondamente medievale lo rende uno de “I Borghi più belli d’Italia“.

È da segnalare anche la Marsiliana, antica cittadina etrusca, dove, nella Tenuta dei Corsini, è possibile visitare il Museo della Fattoria, un’esposizione fatta di strumenti, arredi e abbigliamenti simboleggianti la tipica vita dell’azienda agricola nell’Ottocento.

Altra località importante è senz’altro Saturnia, col suo passato etrusco-romano e un presente di calde terme famose in tutto il mondo. Le Cascate del Mulino, piscine naturali all’aperto con acque sulfuree che sgorgano a 37,5° offrono ai visitatori momenti d’intenso relax a contatto con la natura.

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Mangiare e dormire a Manciano

E per chi vuole intrattenersi qualche giorno nella zona di Manciano? Come ristorazione consigliamo: Trattoria da Paolino, Vecchia Osteria Cacio e vino, Ristorante Bacco & Cerere 2.0. Mentre per le strutture ricettive consigliamo: Saturnia Tuscany Hotel, Bio Agriturismo la Bellantiglia.

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