Di tutti i matrimoni contratti nell’intera storia della famiglia Medici quello tra Marguerite Louise d’Orleans e Cosimo III de’ Medici è in assoluto il più disastroso: una lunga discesa all’inferno che ha visto coinvolti addirittura il papa e “nientepopodimeno” che Luigi XIV, il mitico re sole.

Marguerite Louise d’Orleans e il suo disastroso matrimonio con Cosimo III de’Medici

Tra Marguerite Louise d’Orleans e Cosimo III c’è stato un vero e proprio odio implacabile che non ha mai smesso di consumarsi fino alla fine, tanto da pensare che se la vita di Marguerite Louise, da un certo punto in poi, non è stata vissuta, è stato più che altro per far dispetto al marito.

Storia del fallimentare matrimonio tra Cosimo III dei Medici e Marguerite Louise d'Orleans, la nobildonna che si rivoltò contro le convenzioni.

Marguerite Louise d’Orleans nacque il 28 luglio 1645, nel castello di Blois, dalle seconde nozze di Gastone duca d’Orléans con Margherita di Lorena-Vaudémont, sorella del duca Carlo IV di Lorena, sposata segretamente da Gastone a Nancy il 31 gennaio 1631 contro il volere del fratello, il re di Francia Luigi XIII. Marguerite Louise era perciò cugina del sovrano Luigi XIV.

Il matrimonio con Cosimo III dei Medici

I suoi nonni paterni erano Enrico IV, re di Francia, e Maria de’ Medici, nostra vecchia conoscenza. Il padre Gastone viveva una sorta di esilio nel castello di Blois, e avrebbe desiderato per sua figlia delle nozze regali. Aspirava addirittura al nipote, il futuro Re Sole, figlio di suo fratello Luigi XIII, ma ottenne soltanto un rifiuto.

Cosimo dei Medici (futuro Cosimo III), figlio di Ferdinando II, granduca di Toscana, e della religiosissima Vittoria della Rovere, sembrava un buon ripiego. Se ne occupò il cardinale Mazzarino che portò avanti le trattative soprattutto dopo la morte di Gastone, nel 1660.

Marguerite Louise d’Orleans non ne era affatto felice, avrebbe voluto rimanere nella frivola, fastosa, corte di Parigi, sapeva che Firenze era affetta da un clima cupo, bigotto, tanto che anche sua madre Margherita di Lorena non vedeva di buon occhio il possibile matrimonio. Non solo, ma la giovane era anche invaghita di Carlo V di Lorena e non ne voleva proprio sapere del toscano.

Storia del fallimentare matrimonio tra Cosimo III dei Medici e Marguerite Louise d'Orleans, la nobildonna che si rivoltò contro le convenzioni.

Tuttavia non aveva il potere di opporsi, l’intera faccenda rientrava in un piano troppo più grande di lei che riguardava interessi dinastici e preziose alleanze politiche. Nell’aprile del 1661, venuto a mancare anche Mazzarino, il contratto di nozze fu firmato nella stanza del re Luigi XIV, al Louvre, dove si svolse anche il matrimonio per procura.

L’arrivo a Firenze

Seguirono grandi festeggiamenti, anche se solo quattro giorni più tardi Marguerite fu costretta, suo malgrado, a partire per l’Italia: da Parigi si recò a Marsiglia, qui s’imbarcò per Livorno, e dalla città labronica via verso Firenze. Durante il viaggio aveva però incontrato anche l’amato cugino, Carlo V di Lorena. Non certo un buon segno. Arrivata a Firenze, le toccarono altri festeggiamenti, la solita celebrazione delle nozze con cortei in pompa magna, componimenti in rima, rappresentazioni teatrali,  spettacoli equestri: la guerra, per Marguerite Louise d’Orleans, stava solo per iniziare.

La crisi fra i due coniugi s’originò all’istante. Erano abissalmente diversi in tutto: educazioni, inclinazioni, desideri. Lei non tollerava la vita a Palazzo Pitti. Scriveva di continuo alla madre e al cugino, Luigi XIV, lamentandosi di tutto. Litigava col marito facendolo oggetto di frequenti scenate, manteneva uno sconveniente carteggio anche con Carlo V di Lorena. Da Parigi le raccomandavano pazienza, ragionevolezza, per calmarla arrivavano in Toscana frequenti consiglieri, ambasciatori, prelati, cercavano di ridurre Marguerite Louise d’Orleans a più miti consigli, a indurla a mantenere un contegno adatto al suo rango, ma senza molto successo.

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Anche papa Alessandro VII dovette intervenire per consigliare alla ragazza di rimanere a corte senza preferire le tante ville medicee in cui, tra balli, lunghe cavalcate, e passeggiate, Marguerite si divertiva di più.

Cosimo diventa granduca di Toscana

Lo scandalo rimbalzava da una reggia all’altra, da un salotto all’altro, creando forte preoccupazione nei granduchi di Toscana Ferdinando II e Vittoria della Rovere che avrebbero voluto assicurata la discendenza per la famiglia. Nonostante tutte queste tensioni la coppia riuscì a mettere al mondo tre figli, Ferdinando, Gian Gastone e Anna Maria Luisa, ma la crisi, invece di smorzarsi, s’inasprì.

Ferdinando II convinse il figlio Cosimo a lasciare la corte nella speranza che la sua assenza prolungata potesse lenire l’attrito. Tra il 1667 e il 1669 Cosimo fu in Tirolo, in Germania, in Olanda, in Spagna, in Portogallo e in Inghilterra. Ma nel 1670, alla morte del padre, Cosimo divenne granduca col titolo di Cosimo III, e per Marguerite Louise d’Orleans le cose peggiorarono molto. Lei avrebbe voluto fa parte della vita politica dello Stato, ma trovò subito la feroce opposizione della suocera che convinse il figlio a non consentire il suo ingresso nella Consulta: la sfida era totale e senza possibilità di ritorno.

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Dal 1672 al 1675 Marguerite visse nella villa di Poggio a Caiano, in una sorta di esilio volontario reso ancor più gravoso dalle numerose imposizioni e dalla stretta sorveglianza del granduca, al punto che Luigi XIV fu costretto a intervenire ribadendo che a una nobildonna francese di sangue reale non si potevano imporre simili limitazioni. Tuttavia il Re Sole stesso cominciava a essere piuttosto seccato dalle continue lamentele della cugina e non sopportava più le assillanti richieste di far ritorno a Parigi, nonché le minacce di fuga.

La separazione e il ritorno in Francia

Marguerite Louise d’Orleans da anni era arrivata all’odio puro nei confronti di Cosimo: da sempre riteneva il suo contratto matrimoniale nullo perché considerava di essere stata forzata alle nozze. Così si era risolta a scrivere al marito: “Vi dichiaro per tanto che non posso più vivere con voi: io fo la vostra infelicità, e voi fate la mia. Vi prego adunque di acconsentire a una separazione per mettere in calma la mia coscienza e la vostra, e vi manderò il mio confessore affinché ve ne parli. Attenderò in questo luogo gli ordini del Re che ho supplicato di permettermi d’entrare in un convento di Francia. Vi raccomando i miei figli”.

La sua supplichevole richiesta di far ritorno in Francia trovò il favore di Cosimo e del Re Sole, e nell’estate del 1675 Marguerite andò a vivere in un convento di Montmartre dove aveva chiesto di risiedere. In realtà il suo soggiorno nel convento si rivelò abbastanza informale, un modo mascherato di aggirare certe convenzioni post-matrimoniali tipiche dell’epoca: disponeva di un ampio alloggio in cui fece sistemare anche la servitù e dove riceveva visite.

Storia del fallimentare matrimonio tra Cosimo III dei Medici e Marguerite Louise d'Orleans, la nobildonna che si rivoltò contro le convenzioni

Veniva ricevuta a corte e godeva d’un vitalizio da parte del marito. Inoltre non disdegnava, come ci racconta Maria Pia Paoli, di dedicarsi: “al gioco, alle feste, agli amori con personaggi di rango inferiore, all’abitudine di indossare abiti maschili, alle frequenti gite ai castelli di Sainte-Mesme e Alençon o verso località termali, dove curare autentiche o presunte indisposizioni, ai litigi con la sorella, duchessa di Montpensier”.

Essere se stessa

Nonostante la separazione dal marito, la terribile avversione nei suoi confronti non si attenuava: “Non posso più reggere alle vostre stravaganze: so che voi fate il peggio che potete appresso del Re contro di me, e voi vi fate scorgere da S. M. e da tutta la Corte non volendo che io vada alla Corte ove ho da fare continuamente per avere la protezione del Re in tutte le mie occorrenze, e in questo fate male per i vostri figli, perché se io fussi stata di continuo alla Corte i vostri figli sarebbero stati meglio e per il presente e per l’avvenire, e così fate male per loro e per me e per voi, perché mi mettete in stato di disperazione a tal segno che non ci è ora alla giornata che io non vi desideri la morte e che io non volessi che voi fussi impiccato. […] se però non mutate foggia di trattare verso di me, e vi giuro per quella cosa che odio più, che è voi, che io farò patti con il Diavolo per farvi arrabbiare e per sottrarmi dalle vostre pazzie.

Storia del fallimentare matrimonio tra Cosimo III dei Medici e Marguerite Louise d'Orleans, la nobildonna che si rivoltò contro le convenzioni

Basta, tutte le stravaganze che potrò fare per dispiacervi le farò, e questo non me lo potete impedire. La vostra devozione non vi servirà a niente, e potete fare quello che volete perché siete un fior di ruta, Dio non vi vuole e il Diavolo vi rifiuta”.

La morte a Parigi

Non c’è che dire, un vero peperino. Cocciuta, ribelle, fiera delle sue origini francesi, Marguerite Louise d’Orleans, nel disprezzo del consorte e dell’odiata corte fiorentina, sì rivoltò contro le convenzioni e le regole scritte da altri. Combatté con tutte le forze una guerra persa in partenza, ma se non altro tentò in ogni modo di essere se stessa. Il che non è poco. Morì nella sua amata Parigi nel 1721.

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