Quali sono le maschere di Carnevale della Toscana? Le principali sono tre: Stenterello, Burlamacco e Ondina. Stenterello è la maschera carnevalesca di Firenze, mentre Burlamacco e Ondina arrivano direttamente dal cuore della costa toscana e sono le maschere ufficiali del Carnevale di Viareggio.

Maschere di Carnevale della Toscana: Stenterello, Burlamacco e Ondina

Mi piacciono i coriandoli per terra a dimostrare che qualcuno si è divertito.
Che la felicità per un attimo si è fermata in quel luogo.
Fabrizio Caramagna

Signore e Signori, comprate coriandoli e stelle filanti, scegliete il costume che preferite e scaldate gli animi, perché ci siamo, è Carnevale! Ormai anche noi di TuscanyPeople siamo stati contagiati dal clima festaiolo e siamo pronti a festeggiare il Carnevale.
Ma parlando di maschere carnevalesche tradizionali, quali sono le maschere di carnevale della Toscana? La storia ne riporta ben tre: Stenterello, Burlamacco e Ondina.

Le maschere di Carnevlae e della commedia dell'arte italiana

La più antica maschera di Carnevale della Toscana

Stenterello è la maschera tradizionale di Firenze e del teatro fiorentino. Prima però di parlare del personaggio di Stenterello nato nel XVIII secolo, facciamo un passo indietro, raccontando dell’artefice di questa singolare maschera fiorentina.

Stenterello è il prodotto della fervida fantasia del fiorentino Luigi Del Buono, che coltiva fin da giovane età, l’innata passione e predisposizione per il teatro, pur svolgendo il mestiere di orologiaio. All’età di 25 anni Del Buono entra a far parte della compagnia Giorgio Frilli, e nel 1778 diventa direttore dell’Accademia fiorentina dei Solleciti presso il teatro di Borgo Ognissanti.

Ad oggi passando per Borgo Ognissanti al numero civico 4 (mappa), si trova una lapide in onore di Del Buono come ideatore della maschera di Stenterello, e del luogo dove ebbe sede il Teatro.

Stenterello è la maschera di Carnevale di Firenze

La popolarità di Luigi Del Buono cresce di pari passo con la sua carriera di attore, che lo consacra tra i più richiesti del periodo nel settore teatrale fiorentino. Nel 1782 abbandona l’attività di orologiaio per dedicarsi anima e corpo al teatro, e nel 1791 fonda una sua propria compagnia. Sarà negli anni successivi, tra il 1798 ed il 1800 che prenderà vita la mitica figura di Stenterello, che diventerà con gli anni una delle maschere di Carnevale della Toscana.

Stenterello, la maschera di Carnevale di Firenze

C’è chi afferma che il personaggio di Stenterello sia autobiografico, perché svariati tratti fisici somigliano al suo ideatore. Viene infatti ritratto come un uomo mingherlino, quasi cresciuto a stento, pallido, con fronte ampia, sopracciglia folte e marcate, e naso prominente. In virtù di questi dettagli, furono proprio i fiorentini, burloni per natura, ad attribuirgli il nome Stenterello, sintetizzando così, i vari personaggi ironici che Del Buono interpretava. Successivamente fu anche dato un cognome a Stenterello, ovvero Porcacci, per le frasi sboccate ed i gesti arditi, che assumerà l’evoluzione del personaggio.

Il termine stenterello, è tutt’oggi utilizzato a Firenze per indicare qualcuno dall’aspetto particolarmente magro e sciupato. Non è raro che scherzando tra fiorentini, si ascoltino esclamazioni del tipo: “Vien via Stenterello, tu reggi l’anima coi denti!

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Stenterello è la maschera di Carnevale di Firenze

Le caratteristiche di Stenterello

Caratterialmente la maschera di Carnevale di Stenterello è piuttosto complessa, ma ispira simpatia. Alcune teorie suggeriscono che anche in questo caso, Del Buono abbia preso ispirazione da un personaggio realmente esistito. Si ipotizza che fosse un mendicante che era solito stazionare in Via della Scala. È rappresentato come un personaggio di bassa estrazione sociale, spesso alticcio, che si schiera dalla parte dei deboli, e grazie alla sua astuzia raggiunge sempre il suo fine.

Stenterello rappresenta caratterialmente il tipico fiorentino dalla battuta pronta, in grado di ironizzare su tutto quello che gli capita. Allo stesso tempo è impulsivo ed orgoglioso, generoso e scanzonato. Nasconde però, anche un lato più acuto, a sfondo politico. La vera forza della figura di Stenterello, è la chiave umoristica data dai contrastanti aspetti del suo carattere. Se da un lato si schiera spavaldo e sornione, in favore dei diritti del popolo e dell’indipendenza italiana, è al contempo sopraffatto da una incontenibile tremarella, che rendono le situazioni in cui si ritrova, piuttosto bizzarre. Si generano quindi gag e monologhi esilaranti. Gli stessi abiti indossati da Stenterello, incorniciano il personaggio sui generis che rappresenta: giacchetta e panciotto di colori diversi tra loro, calzoni al ginocchio e calze spaiate, tricorno, e parrucca con codino all’insù.

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Burlamacco e Ondina, le più famose maschere di Carnevale della Toscana 

Ma tra le maschere di Carnevale della Toscana, senza dubbio la più conosciuta di tutte è Burlamacco, maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio, insieme alla sua compagna Ondina. A differenza di Stenterello, la cui figura è quasi scomparsa dalle scene, la loro fama è di livello internazionale. Burlamacco nasce nel 1930 insieme Ondina, grazie al loro ideatore Uberto Bonetti, scenografo, grafico, pittore e docente viareggino.

Burlamacco: storia e caratteristiche della maschera viareggina

Anche in questo caso, il nome attribuito alla maschera non è casuale. Si ipotizzano infatti numerose teorie. Si racconta che Burlamacco possa derivare da burlamacca, il canale che attraversa la cittadina di Viareggio, oppure che provenga da burla, come richiamo agli scherzi tipici del Carnevale. C’è chi avanza anche la possibilità che possa riferirsi a Buffalmacco, uno dei personaggi del Decameron di Boccaccio; oppure che prenda spunto da Francesco Burlamacchi, un politico della Repubblica di Lucca. Da questo, ne deriverebbe il suo particolare cappello, tipico degli ambasciatori lucchesi del tempo, nonché l’abito che riprende i colori del Comune di Lucca.

Le maschere di Carnevale della Toscana: Burlamacco del Carnevale di Viareggio

A proposito dell’abito di Burlamacco, per chi non lo sapesse, è un concentrato di caratteristiche interessanti che riassumono molte delle maschere storiche del Carnevale. Il costume a scacchi, sebbene di colore bianco e rosso, riprende quello di Arlecchino, mentre il bottone bianco, replica la maschera del Pierrot francese. Ma non è finita qui! Il cappello è quello di Rugantino, e la gorgiera bianca è identica a quella di Capitan Fracassa (anche conosciuto come Capitan Spaventa). Il mantello è del Dottor Balanzone.

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Ondina, il simbolo dell’estate in Versilia

Ondina invece, ha un’importanza secondaria all’interno del Carnevale di Viareggio (mappa), ed è rappresentata come la tipica bagnante dell’epoca, in costume da bagno e cuffia. Costituisce il simbolo dell’estate vacanziera nelle spiagge viareggine. La loro prima apparizione risale al 1931, nel manifesto pubblicitario dell’edizione del Carnevale di Viareggio.

Burlamacco e Ondina, le maschere del Carnevale di Viareggio

Nel 1988 Burlamacco entra a far parte ufficialmente come maschera del Carnevale di Viareggio, presso il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma. Burlamacco è talmente apprezzato, che vanta anche la sua figura in carta a calco presso il Musée de l’Homme di Parigi.

Giunti a questo punto, abbiamo sia le maschere di Carnevale della Toscana che la loro storia. Non resta che prepararci alla grande festa! E tu, da cosa ti vesti quest’anno a Carnevale?

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