Ogni anno è una lotta durissima all’ultimo punto, o meglio: all’ultima goccia, per ottenere il massimo riconoscimento da Robert Parker “the world’s most trusted authority in wine for over 30 years”, recita il sito di Wine Advocate, la massima autorità mondiale sul vino per oltre 30 anni. Ma chi si è aggiudicato 100 punti su 100 quest’anno? Siamo lieti di poter dire 4 vini italiani, di cui 2 toscani: Masseto 2015 e Solaia 2015.

Masseto 2015 e Solaia 2015: nell’olimpo di Robert Parker con 100 punti su 100

Diciamo che l’affermazione“the world’s most trusted authority in wine for over 30 years”, pur apparendo leggermente auto-celebrativa, non va lontano dal vero: se Robert Parker non è la massima autorità mondiale in fatto di vino, senz’altro rientra tra le prime e tra le più ascoltate in assoluto. Questione di gusti. E di opinioni. Sta di fatto che per gli statunitensi il critico è senz’altro un guru dell’enologia che ha influenzato coi suoi giudizi originali, col suo vocabolario ricercato e coi suoi preziosi suggerimenti, milioni di appassionati.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USA

Le valutazioni di Robert Parker

Le valutazioni di Robert Parker si basano su una scala di 100 punti. Se il vino ottiene 90/100 o oltre, il produttore può già sorridere ed essere sicuro che avrà buon mercato soprattutto negli USA. Se il vino va oltre i 95/100, il produttore lo capirà prima ancora di leggere la rivista dall’improvviso scroscio di nuovi clienti che gli pioverà addosso. Bene: Massetto 2015, della famiglia Frescobaldi e Solaia 2015, della famiglia Antinori, da sempre due eccezionali supertuscan, hanno ottenuto il massimo punteggio da Robert Parker Wine Advocate: 100/100.

In Italia, fino ad oggi, ci sono riusciti solo 17 vini, di cui 4 soltanto nel 2018. Il Masseto 2015 e il Solaia 2015 non sono stati infatti gli unici nel nostro paese. Anche un superbo gewürztraminer – l’Epokale della cantina Tramin – e un grandioso baroloVite Talin 2013 di Luciano Sandrone – hanno ottenuto il punteggio pieno. Ma se per il secondo lo stupore è un po’ più contenuto, data l’eccellente tradizione enologica piemontese, il gewürztraminer è in realtà il primo bianco in assoluto, nella storia della rivista statunitense, a raggiungere la vetta. E non solo: è anche il primo altoatesino in assoluto sul podio perché prima dell’Epokale soltanto toscani o piemontesi, le regioni dell’eccellenza italiana nel vino, c’erano riusciti.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USA

Chi è Monica Larner?

Ma com’è andata? Chi ha materialmente assegnato il massimo dei voti a questi 4 grandi vini? Tutta la “colpa” è stata di Monica Larner, dal 2013 responsabile per l’Italia di Wine Advocate. Nel suo ufficio di Roma, a poca distanza dal Colosseo, la madame americana stappa una media di 3.000 bottiglie l’anno. Per ogni vino è prevista una scheda dettagliata e un punteggio in centesimi. Niente è lasciato al caso o all’approssimazione, tutto è classificato, valutato.

Monica Larner è arrivata a Roma da Hollywood nel 1981, a 11 anni, insieme al padre Stevan, regista, tra gli altri di “Radici”, “Uccelli di rovo”, “Visitors”. Dopo la laurea in giornalismo, a Boston e New York, Monica è tornata in Europa, è diventata sommelier e ha recensito 16 mila vini. A Natale era a Santa Barbara, California, nel ranch di famiglia (60 ettari) acquistato dai genitori per produrre vino. Diciamo che esperienza ce l’ha.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USA

Tris d’assi toscano

I due supertuscan, Masseto 2015 prodotto a Bolgheri dalla famiglia Frescobaldi, e Solaia 2015 prodotto nel zona del Chianti Classico dalla famiglia Antinori,  oltre al Biserno 2015 di Lodovico Antinori (“solo” 98/100), sono un vero e proprio tris d’assi per la nostra regione.

Sono vini simbolo dell’enologia italiana all’estero,” – ha spiegato Monica Larner – “ed hanno la capacità di esprimere al meglio la solarità dell’annata, la pienezza e l’esuberanza, sono già molto espressivi e molto toscani seppur giovanissimi, hanno dentro di sé ottimismo e succulenza, era impossibile non dargli i 100 punti. In passato diverse annate di questi grandi vini avrebbero meritato il punteggio perfetto, stiamo parlando di produzioni di un livello altissimo. Mettiamola così, questo riconoscimento di alcune delle annate precedenti, pur se “postumo”, ci fa altrettanto piacere.

Bolgheri, uno dei migliori terroir d’Italia

Il Masseto, tenuta appartenente alla famiglia Frescobaldi, rappresenta magnificamente l’eccellenza ormai da tempo raggiunta da Bolgheri, ossia quell’ideale prosecuzione del concetto di altissima qualità alla base degli esperimenti condotti dal marchese Mario Incisa della Rocchetta desideroso, nei primi anni ’20 del Novecento, di produrre un vino di razza avendo come stella polare il mitico bordeaux. Sì perché uno dei terroir migliori d’Italia, insieme al Chianti Classico e a Montalcino fiore all’occhiello della Toscana, è nato circa un secolo fa proprio da una sua idea.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USACosì lo descrive in una lettera a Veronelli del giugno del ’74:
”…l’origine dell’esperimento risale agli anni tra il 1921 e il 1925, quando, studente a Pisa e spesso ospite dei Duchi Salviati a Migliarino, avevo bevuto un vino prodotto da una loro vigna sul monte di Vecchiano che aveva lo stesso inconfondibile “bouquet” di un vecchio Bordeaux da me appena assaggiato più che bevuto, (perché a 14 anni non mi si permetteva di bere vino) prima del 1915, a casa di mio nonno Chigi.”

La Tenuta San Guido a Bolgheri

Dopo aver sperimentato alcune barbatelle di cabernet nella sua Tenuta San Guido, il Marchese concluse che un tale vitigno aveva il bouquet che ricercava. La decisione di piantare questa varietà a Bolgheri fu in parte dovuta al fatto che Incisa della Rocchetta aveva notato una somiglianza morfologica e sostanziale con l’area di Graves, a Bordeaux. Graves, infatti, vuole dire ghiaia, terreno sassoso, come da noi sassicaia. Nessuno aveva mai pensato di fare un vino “bordolese” in Alta Maremma, una zona che non sembrava neppure vocata: buona per le patate, dicevano i nostri vecchi. Invece, come si è visto negli anni, il Marchese aveva ragione da vendere. Non solo era vocato il terreno, ma il microclima stesso – dovuto alla vicinanza del mare, all’ampio padule e alla conformazione ad anfiteatro dei monti retrostanti – ha favorito la nascita di grandi vini. Tra cui il Masseto 2015.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USA

Masseto Frescobaldi

Il Masseto 2015, questo magnifico cru di merlot in purezza, nasce in 7 ettari dentro un mosaico di piccoli appezzamenti. Il 2015 è stato vinificato in vasche di acciaio e legno. La fermentazione malolattica è avvenuta in barrique di rovere nuove al 100%. In seguito il vino è stato assemblato e reintrodotto nelle barrique per un altro anno, per un totale complessivo di 22 mesi più 12 di affinamento in bottiglia. Et voilà, ecco la magia, un vino da oltre 1.000 euro. Così è se vi pare.

Solaia Antinori

Mentre per quanto riguarda il Solaia 2015, della famiglia Antinori, be’, che dire, la sua già chiarissima fama ci suggerisce di ricordare solo poche informazioni. Si tratta di un vigneto di circa 20 ettari esposto a sud-ovest tra i 350 e i 400 metri s.l.m., situato presso la Tenuta Tignanello che si estende per 319 ettari (di cui 127 vitati) sulle colline vicino a Firenze, tra le valli della Greve e della Pesa. Nonostante si trovi nel cuore del Chianti Classico è un supertuscan IGT che non risponde al disciplinare col suo 75% cabernet sauvignon, 5% cabernet franc e solo un 20% di sangiovese, il vitigno tipico della zona.

Masseto 2015 Frescobaldi e Solaia 2015 Antinori hanno ottenuto 100/100 da Wine Advocate di Roberto Parker, guru dell'enologia negli USA

Il Solaia 2015, che ha ottenuto i 100 punti Parker, dopo la vinificazione affina in fusti nuovi di rovere francese per circa 18 mesi. La vendemmia 2015, una delle migliori di sempre per l’andamento climatico ideale in tutte le stagioni, ha garantito l’ottenimento di un vino dall’indiscusso potenziale, con un ottimo equilibrio e una grande personalità.

La crescita del vino italiano

Be’, che aggiungere davanti a cotanta grandezza? Solo una piccola considerazione: senza nulla togliere ai nostri cugini francesi, ancora saldamente arroccati dentro i loro celeberrimi château, registriamo che il vino italiano, e in particolare quello toscano (Masseto 2015 e Solaia 2105 ne sono una prova) sta velocemente colmando il gap con alcune eccellenze d’Oltralpe che prima sembravano irraggiungibili. Allacciatevi le cinture, signori, nei prossimi anni ne vedremo delle belle, anche sorpassi che fino a poco tempo fa parevano inconcepibili.

Chi vivrà vedrà.

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