L’affascinante borgo di Montescudaio si trova nella Val di Cecina, all’interno della Maremma Pisana, a una decina di chilometri dal mare, ed è conosciuto, oltre che come città del pane e del vino, anche come uno dei borghi più belli d’Italia.

Montescudaio, il borgo toscano del pane e del vino

Il nome di Montescudaio, borgo toscano inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia, ha etimo incerto. Il termine “scudaio” potrebbe derivare dal latino scutarius, “fabbricante di scudi“, ma “Scutarius” era allo stesso tempo anche un nome di persona. Per alcuni la parola originaria è “Mons Scutorum” che significa “monte degli scudi” o “monte degli scudieri”, per significare la rilevanza militare e strategica di questo borgo toscano fortificato.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Per altri il toponimo significa invece “monte dello Skuldhais“, “dello Sculdascio“, dal longobardoSkuld” (debito) e “haitan” (chiamare, esigere), appellativo del funzionario governativo locale che riscuoteva i tributi, giudicava sulle dispute minori e si occupava dell’organizzazione militare della zona.

Un microcosmo intorno ad un castello

Come moltissimi altri borghi toscani medioevali, anche Montescudaio si compone tortuosamente intorno a un castello. Esso rappresentava l’abitazione principale del signore locale sul cui pernio amministrativo e militare ruotava l’intera economia dell’area. Il castello dominava e proteggeva, disponeva ed esigeva. E tutto, più o meno, funzionava a dovere in quel microcosmo quasi autosufficiente.

Ma nel caso di Montescudaio i primi insediamenti umani risalgono addirittura all’epoca villanoviana (IX-VIII secolo a.C).

Breve storia di Montescudaio, borgo toscano tra i borghi più belli di Italia

Intorno all’XI secolo, il castello era di proprietà dei conti della Gherardesca, antica famiglia Toscana di origine longobarda, che tanta importanza ebbe nel territorio della Maremma Pisana. Dopo essersi stabiliti nel borgo, i della Gherardesca formarono una casata a sé e si chiamarono i “Conti di Montescudaio”, per poi, quando Pisa e tutto il contado furono venduti a Firenze, ottenere la nomina di vicari in Maremma.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Successivamente gli abitanti si costituirono in comune e cacciarono i conti dal castello.
Il comune, nei secoli, ha conosciuto alterne fortune, espandendosi e restringendosi demograficamente secondo i ritmi dell’urbanizzazione. Attualmente l’abitato include la frazione di Fiorino, nei pressi di Cecina, e ha in Poggio Gagliardo la sua zona industriale e artigianale.

Antiche mura e panorami mozzafiato

Dal piazzale del Castello di Montescudaio, nelle giornate terse, si scorgono le isole di Gorgona e di Capraia e, se si aguzza bene la vista, addirittura la punta nord di Capo Corso.
Sempre nell’area del castello, in una posizione molto scenografica, si trova la chiesa di Santa Maria Assunta, che un tempo fu anche abbazia.
Guardando in giù, dal muro di cinta, si vedono i tetti delle case del borgo ricoperti dai caratteristici coppi toscani color mattone. Vicino a via del Borgo s’incontra la Torre Civica – risalente, nella sua parte inferiore, al XII secolo – da cui si accedeva al castello. In prossimità sorgeva la casa del gabelliere.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Lungo il perimetro del castello si possono ammirare le imponenti mura di cinta originarie, che raggiungono i 15 metri di altezza e, in particolare, la Guardiola, l’unica torre di avvistamento rimasta. È un punto panoramico d’eccellenza in cui nello sguardo che si perde all’orizzonte si amalgamano il verde delle colline e l’azzurro del mare.

Il Poggiarello è un rione di casette addossate le une alle altre. Camminando tra i viottoli lastricati in pietra, tra le scalinate, sotto le finestre aperte e i balconcini fioriti, si respira il profumo del mare misto a quello del pane cotto a legna. L’aria tiepida accarezza gli occhi che vagano sugli ulivi, sui lunghi filari di vigne, sugli abbondanti alberi da frutto, mentre i pensieri volano leggeri ai tanti buoni prodotti di questa terra, il vino, l’olio EVO, il pane, i salumi. Continuando lungo via della Libertà s’incontrano la Villa Marchionneschi (fine Ottocento), e il settecentesco Palazzo Surbone, ex residenza dei marchesi Ridolfi.

Nei dintorni di Montescudaio

Uscendo dal paese, superata la località “la Badia“, in aperta campagna, s’incontra un bivio segnalato da un’edicola con la croce e il tipico galletto in ferro. Proseguendo si raggiunge una fattoria. S’incontra poi un bivio che c’induce a risalire la via del crinale dove, passando accanto alla Fattoria La Prugnola, si scorge la chiesa romanica di Santa Lucia, a navata unica, risalente al XII secolo.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Un’altra bella passeggiata è quella che segue il vecchio acciottolato che porta in località Santa Perpetua. Se non si lascia il sentiero, e ci s’inoltra nel bosco, seguendo, tra gli argini, la “strada del Muggine”, ci si ritrova magicamente catapultati in mezzo a una folta vegetazione ancora popolata da istrici, cinghiali e rapaci.

Montescudaio terra di vino…

L’area di Montescudaio è anche  vocata per il vino fin dall’epoca degli Etruschi, come ci ricorda il “cinerario di Montescudaio“, del VII sec. a.C., il quale raffigura un banchetto funebre con un grande vaso “cratere” nel quale  vino e acqua venivano mescolati, secondo l’uso greco.

Nel 1977, Montescudaio ottenne la sua DOC (Denominazione di origine controllata) che comprende tutti i comuni della Val di Cecina, esclusa Volterra. La DOC Montescudaio prevede due tipologie di vino: un rosso a base di sangiovese, trebbiano, malvasia, e altre varietà, come canaiolo e colorino (nonostante che dal 1999 il disciplinare permetta l’introduzione di vitigni “innovativi” come il cabernet, ad esempio); e un bianco a base di trebbiano, malvasia e vermentino, che può essere prodotto anche come Vin Santo, secco, semisecco o dolce.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Le aziende del consorzio sono 14, tra cui ricordiamo la Fattoria Sorbaiano artefice di uno splendido “Rosso delle miniere” un blend di sangiovese, malvasia nera e cabernet franc, che fa dai 12 ai 15 mesi in barrique.

Per Ferragosto, in coincidenza con la festa di Santa Maria Assunta, per le vie del borgo di Montescudaio prende vita “Vino Estate”, un’occasione per far conoscere ai molti turisti italiani e stranieri gli ottimi vini del suo territorio.
A inizio ottobre il Consorzio Montescudaio DOC organizza, invece,  la “Sagra del Vino”, appuntamento (ormai trentennale) doveroso per tutti gli addetti ai lavori” e per i buongustai.

…e Città del pane

Ma Montescudaio è anche una delle “Città del pane”. Qui panificare è da secoli una tradizione che pian piano si è espansa  nelle aree limitrofe. Il Pane di Montescudaio è un prodotto a lievitazione naturale, rinfrescato e cotto a legna. Un prodotto di alta qualità che viene esaltato dall’olio EVO, tanto che a fine novembre vale la pena fare un salto alla manifestazione “Pane & Olio in frantoio”, organizzato dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.

Montescudaio è un borgo toscano in Val di Cecina e uno dei borghi più belli d'Italia, famoso per il vino Montescudaio DOC e per il Pane

Mangiare e dormire a Montescudaio

Se invece si è cultori della buona cucina, segnaliamo il ristorante “Il Frantoio” – dov’è possibile assaggiare gustosi piatti di pesce e cacciagione -, e il ristorante-enoteca Mocajo, a Guardistallo, in cui, per i piatti gourmet, sono privilegiati prodotti biologici e bio-dinamici locali.

Per quanto riguarda gli alloggi della zona, tra i migliori segnaliamo: l’Agriturismo Podere Santa Rita e il Residence Hotel Le Fontanelle.

Buon tour.

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