Nel cuore della Val d’Orcia, nel comune di Pienza, sorge Monticchiello, autentico gioiellino toscano, forse poco conosciuto ai più, ma per questo ancora più gustoso.

Monticchiello: il borgo della Val d’Orcia tutto da scoprire

In epoca etrusca e romana il borgo di Monticchiello fu crocevia delle comunità della zona. I suoi tratti attuali sono però quelli delle fortezze medievali, contrastando decisamente con Pienza, città ideale del Rinascimento. La robusta cinta muraria e la torre del cassero che svetta sulla collina rappresentano i segni dell’intenso passato del borgo, baluardo del sistema difensivo della Repubblica di Siena.

Sotto il dominio di Siena

Monticchiello, borgo della Val d'Orcia

Già verso il 1175 Siena esercitava su Monticchiello la sua influenza politica, tanto che dal 1208 venivano imposti alti tributi per il finanziamento del debito pubblico senese, e questa sorta di sovranità andò ulteriormente a consolidarsi con la guerra del 1229-1235, soprattutto per la comune ostilità contro Montepulciano.

Dopo essere caduto per un po’ di tempo sotto il dominio montepulcianese e fiorentino, Monticchiello ritornò sotto Siena con la Pace di Venezia del 1401, e a poco a poco si trasformò in un importante centro agricolo con un ceto dominante di medi e agiati possessori locali e un’articolata organizzazione demaniale e finanziaria. In posizione subalterna si sviluppò un artigianato indigeno di lavoratori dell’edilizia e di tessitori.

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Sotto il dominio dei Medici

Monticchiello, borgo della Val d'Orcia

Nel 1502 il castello fu espugnato da Cesare Borgia, e la guarnigione trucidata. Recuperato dalle forze francesi e senesi, e poi dagli esuli di Montalcino, Monticchiello venne nuovamente munito e fortificato. Il 3 aprile 1559 la guerra si concluse con la Pace di Chateau Cambresis, le truppe francesi abbandonarono la Toscana e tutte le fortezze della Val d’Orcia si consegnarono ai Medici.

Monticchiello fu uno degli ultimi castelli a essere consegnato al Granduca Cosimo I de’ Medici il 15 agosto 1559. Nel secolo XVII il castello decadde, venne quasi smantellato e abbandonato, le guarnigioni liquidate, le mura in parte abbattute.

La battaglia di Montecchiello durante la Seconda guerra mondiale

Colline toscane intorno a Monticchiello

Il 6 aprile 1944 accadde a Monticchiello “un fatto d’arme” rimasto nella storia della Resistenza come la “battaglia di Monticchiello”: un gruppo di 70 partigiani respinse e mise in fuga 450 miliziani della guardia repubblicana costituita dopo l’8 settembre.

Le mura

Monticchiello, borgo della Val d'Orcia

Il sistema delle fortificazioni faceva un tempo capo alla Rocca posta nel punto più alto della collina dove sorge il borgo, a 546 metri d’altitudine. Di essa, eretta nel 1260, resta solo il possente cassero senese con mura scarpate, per gran parte ben conservate.

Le mura erano dotate di camminamenti di ronda sorretti da beccatelli in pietra e intervallate da torri di varie dimensioni. Sette sono ancora integre, cinque di forma quadrata e due rotonde che fiancheggiano l’unica porta di accesso carrabile al paese, con un bell’arco a sesto acuto. Lungo il perimetro murario si trovano altre postierle.

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La chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo

Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo nel borgo di Monticchiello in Val d'Orcia

La chiesa propositurale dei Santi Leonardo e Cristoforo, con la sua facciata romano-gotica rimane, ancora oggi, una chiara testimonianza del periodo di massimo splendore della fortezza medievale. Esternamente la chiesa mostra un portale ogivale e un bel rosone, mentre all’interno, sia sulle pareti che nel presbiterio, conserva molti affreschi di scuola senese risalenti al XIV e XV secolo.

La Chiesa è inoltre arricchita da un grande capolavoro pittorico collocato nella cappella destra del transetto: la Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti. E’ difficile stabilire la storia e le vicende che ruotano intorno a questo dipinto, ma è quasi certo che esso appartenesse a un politico e che la sua realizzazione si possa datare intorno al 1325.

Visitare Monticchiello

Monticchiello, panoramica sul borgo della Val d'Orcia

Un buon consiglio è visitare Monticchiello perdendosi nelle sue viuzze, nelle sue stradine, nelle sue piazze, godendo di questo piccolo luogo fatato formato da abitazioni in pietra e a mattoncini e di piccole grandi opere d’arte come le sculture di Daniela Capaccioli, presenze silenziose, leggere come nuvole, che ci accompagnano in tutti gli angoli del paese.

Il Teatro Povero di Monticchiello

Monticchiello, borgo della Val d'Orcia

E poi c’è il Teatro Povero, progetto sociale e culturale nato negli Anni ’60 che da oltre cinquant’anni dà fama e lustro al borgo.
All’epoca Monticchiello attraversava una profonda crisi dovuta alla scomparsa della mezzadria. Lavoro, cultura e tradizioni svanivano rapidamente, la popolazione si dimezzava. Fu così che da un dramma sociale nacque l’innovativa idea di un teatro in piazza, una forma di spettacolo inedita, tentativo di ricostruzione ideale del senso della vita contadina, una forma di resistenza alla crisi.

Vuoi saperne di più? 👉 Il Teatro Povero di Montichiello

La Val d’Orcia degli anni 2000 non è più quella degli Anni ’60. Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2004, amata e visitatissima da turisti provenienti da ogni parte del mondo, vive da un paio di decenni la sua seconda grande trasformazione.

Dal 2008 il Teatro Povero propone le tematiche di una crisi, non più solo economica ma anche sociale e politica, che vede la sempre crescente difficoltà delle giovani generazioni nel trovare una propria dimensione esistenziale e lavorativa. Lo spettacolo estivo diviene quindi l’occasione per ricostruire un senso condiviso delle trasformazioni in atto, per interpretarle e dargli forma.

Dove mangiare a MonticchielloRistoranti a Monticchiello, borgo della Val d'Orcia

Per mangiare a Monticchiello consigliamo il ristorante Daria – piatti tipici della cucina toscana e grandi vini locali – e l’Osteria La Porta, pochi coperti (meglio prenotare) ma ottima cucina.

Raccontaci la tua Monticchiello. Siamo curiosi. Scrivici.

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