Si è aperta il 13 giugno la mostra di Giambaccio “I Ritrattati”, presso il Museo Bellini di Firenze. 460 ritratti di personaggi famosi e non che saranno esposti fino al 13 luglio.

 

Mostra di Giambaccio: i colori dell’anima

Le opere sono state realizzate dal vivo nel suo studio di Piazza del Carmine, nel cuore di San Frediano a Firenze dall’ottobre 2013 al maggio 2014.

Nato a Firenze nel 1970, Giovambattista Giannangeli, in arte “il Giambaccio“, si laurea nel 1996 in legge all’università di Firenze, e si trasferisce quindi a Londra e poi a Parigi, dove lavora presso un prestigioso studio legale alla spartizione dell’asse ereditario di Peggy Guggenheim. E’ così che si avvicina al mondo dell’arte sviluppando tecniche originali in pittura e scultura.

Incontri che segnano il suo percorso sono quello con il pittore bosniaco Tarik Berber, straordinario ritrattista, e quello, avvenuto nel 2005, con Giuliano Gargani, artista poliedrico fiorentino che lo introduce nel cenacolo artistico di Alfio Rapisardi, frequentato da fotografi, pittori, scultori, musicisti, attori, registi, produttori cinematografici, poeti e galleristi.

Si è aperta il 13 giugno 2014 la mostra di Giambaccio "I Ritrattati" presso il Museo Bellini di Firenze aperta fino al 13 luglio 2014.

I ritratti di Giambaccio

Giambaccio si appassiona spontaneamente alla realizzazione di ritratti, ma è un suo amico a fargli notare che le sue opere assumono un senso speciale se viste l’una accanto all’altra, colori accanto a colori, occhi accanto ad altri occhi. Ed è così che comincia l’avventura de I Ritrattati: l’artista si dedica per mesi alla spasmodica realizzazione di ritratti di soggetti scelti da lui oppure a lui presentati dal destino oppure ancora, come racconta divertito, che a lui “si sono offerti”.

Opere realizzate in brevissimo tempo, venti minuti appena, perché l’attenzione del soggetto non vada a sfumare, con gesti veloci e sapienti. Nei suoi soggetti Giambaccio ama ricercare l’aspetto più umano; sa cogliere in pochi tratti le sfumature malinconiche dello sguardo, i lati più oscuri della personalità, la voglia di offrirsi all’artista nella propria fragilità. Personaggi illustri e famosi che, nello studio coloratissimo del pittore, tornano ad essere piccoli Peter Pan con la curiosità bambina di vedere il proprio sguardo riflesso in una tela.

Si è aperta il 13 giugno 2014 la mostra di Giambaccio "I Ritrattati" presso il Museo Bellini di Firenze aperta fino al 13 luglio 2014.

I colori dell’anima

Giambaccio comincia a realizzare i suoi ritratti di notte, il momento della giornata che ama di più per quella dimensione di libertà e di assenza di regole necessaria per esprimersi al meglio nel dipingere i suoi soggetti. E’ una confusione buona, positiva, terreno fertile per nuove idee artistiche. La stessa confusione creativa che si ritrova nel suo studio bohémien e che stupisce sempre chi vi entra per posare.

Una coltre di colore, una sorta di dripping pollockiano copre ogni cosa: l’artista stesso, nella sua divisa creativa, è macchiato di colore. Con movimenti veloci delle mani e del corpo Giambaccio sembra danzare attorno al suo soggetto per coglierne lo spirito sulla tela, per “pensarlo” artisticamente nel modo più autentico e sorprendente che si possa immaginare.

Si è aperta il 13 giugno 2014 la mostra di Giambaccio "I Ritrattati" presso il Museo Bellini di Firenze aperta fino al 13 luglio 2014.

450 anime divenute ritratti

Una dopo l’altra, 450 anime, 450 sguardi, sono stati tradotti in colore e forma: l’attore Gianmarco Tognazzi, il calciatore della Fiorentina Giancarlo Antognoni, il sindaco Dario Nardella, il fotografo Aldo Fallai, lo stilista Riccardo Braccialini, lo sportivo Gianni De Magistris, il pugile Leonard Bundu, l’attore Carlo Monni, lo scrittore Pietro Grossi, la cuoca Enrica Della Martira, l’attrice Milena Vukotic, il ct della Nazionale Italiana Cesare Prandelli e Philippe Daverio sono solo alcuni dei volti che fissano il visitatore della mostra di Giambaccio “I Ritrattati”.

Il catalogo della mostra di Giambaccio, edito da Giunti, riflette a suo modo la personalità dissacrante, divertente e conviviale dell’artista: ispirato agli album di figurine Panini, va completato dal lettore stesso che dovrà appiccicarvi i ritratti adesivi che gli verranno consegnati a parte. In mostra è visibile anche il videoclip I Ritrattati, in cui il curatore, Francesco Frank Conforti, fa volare nel cielo di Firenze dei droni che seguono l’artista nella ricerca attiva dei suoi soggetti, sulle musiche de “Il mio canto libero” di Lucio Battisti.

Si è aperta il 13 giugno 2014 la mostra di Giambaccio "I Ritrattati" presso il Museo Bellini di Firenze aperta fino al 13 luglio 2014.

Una mostra a 360 gradi, dunque, un’esperienza coinvolgente ed emozionante, un’occasione da non perdere per trovarsi faccia a faccia con altri occhi, con altre anime colorate.

 

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