Si sa, i toscani sono un pò “maledetti” ed il loro spirito goliardico, un po’ amaro, è conosciuto nel mondo. Vi ricordate il film cult Amici miei? Come il Conte Mascetti, I’ Perozzi ed Il Melandri, nell’estate del 1984, tre ragazzi di Livorno idearono la famosa burla delle false teste di Modigliani. Trent’anni dopo, dal 6 giugno 2014, nella Sala della Fortezza Vecchia di Livorno sarà allestita una mostra dove saranno esposte le tre false teste di Modigliani.

La vera storia del ritrovamento delle teste di Modigliani

Nell’estate del 1984, in occasione del centenario della nascita di Amedeo Modigliani (12 luglio 1884), il Museo Progressivo di Arte Moderna di Livorno, decide di allestire una mostra in omaggio all’artista incentrata sulla sua carriera di scultore. La cura del progetto venne affidata a Vera Durbè, curatrice del Museo e a suo fratello Dario, sovrintendente alla Galleria di Roma d’Arte Moderna. I due fratelli decidono di perlustrare il Fosso Reale di Livorno, dove si diceva che Modigliani, nel 1909, avesse gettato alcune delle sue sculture. Nel fosso vengono rinvenute tre sculture: una testa di granito dai tratti duri e allungati e altre due teste realizzate in pietra serena. Vera e Dario Durbè attribuiscono con assoluta certezza le tre teste raffiguranti volti di donne a Modigliani.maledetti toscani: in mostra le false teste di modigliani

Arrivano i media a Livorno

I media di tutto il mondo giunsero a Livorno per parlare di quei ritrovamenti straordinari. Anche i grandi critici d’arte italiani dell’epoca:  Giulio Carlo Argan, Carlo Ludovico Ragghianti, Carlo Fabrizio Carli e Cesare Brandi furono concordi nell’attribuire le tre teste al grande artista. Quelle tre sculture, però, non erano autentiche. Tre studenti livornesi, Pietro Luridiana, Pierfrancesco Ferrucci e Michele Guardaci, rilasciarono un’intervista al settimanale Panorama in cui dichiaravano di essere loro gli autori della seconda Testa ritrovata nel Fosso Reale.

Le dichiarazioni degli studenti a Panorama

I tre studenti, che malaparte avrebbe definito “Maledetti toscani”, oltre a dichiarare di essere gli autori delle sculture, confessarono di aver realizzato la scultura non con uno scalpello, ma con un semplice trapano elettrico Black & Decker.

maledetti toscani: in mostra le false teste di modì

Panorama, come prova della falsificazione dei tre giovani, pubblicò anche una foto che ritraeva i tre studenti nell’atto di scolpire la testa. Le altre due sculture, invece, erano opera di Angelo Froglia, un artista e lavoratore portuale per necessità. Se i tre studenti avevano realizzato la testa per scherzo, Froglia no. L’artista dichiarò che la sua era un’operazione estetico-artistica, volta a verificare fino a che punto i critici e i mass-media riescono a creare dei miti.

A Livorno dal 6 giugno la mostra sulla vicenda delle false teste di Modigliani

Nella mostra che verrà allestita nella Sala della Fortezza Vecchia a Livorno, sarà ripercorsa, mediante supporti multimediali, la vicenda che attirò l’attenzione di tutto il mondo. L’esposizione vuole mettere in evidenza la fallacia della critica d’arte e le errate valutazioni dei consulenti che furono la causa principale della beffa. La data di inaugurazione della mostra non è stata ancora definita, ma l’allestimento avrà inizio il 6 giugno 2014 e l’ingresso gratuito per i primi due mesi.

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Nella Sala della Fortezza, sarà possibile non soltanto osservare le tre false teste di Modigliani, ma anche ripercorrere la storia della clamorosa “goliardata”. Nel percorso espositivo verrà ricostruita la storia della grande burla, articolata su 27 grandi pannelli che intendono raccontare, attraverso i titoli dei giornali dell’epoca, sia italiani che esteri, le diverse tappe della vicenda. Durante la mostra inoltre verrà proiettato il documentario di Marco Sisi, che è stato tratto dalle teche della Rai. Infine, verrà distribuito gratuitamente un catalogo con i testi del giornalista e commediografo Gabriele Benucci, che è l’autore della traccia espositiva.

I partners della mostra sulle false teste di Modigliani

L’allestimento della mostra sulle false teste di Modigliani è stato reso possibile grazie ad un lavoro di gruppo, che ha visto il contributo di diversi settori del Comune di Livorno. Importante è stato anche l’apporto della Cooperativa Amaranta Service, che ha fatto una grande ricerca d’archivio. La mostra è stata finanziata anche grazie al contributo erogato dalla commissione degli operatori turistici e dall’amministrazione comunale sulla tassa di soggiorno. L’Assessore alla Cultura del Comune di Livorno ha dichiarato che l’obiettivo della mostra è duplice. Il primo obiettivo è quello di raccontare una storia, straordinaria e singolare, di cui ha parlato tutto il mondo, con lo scopo di attrarre l’interesse non solo dei livornesi, ma di tutti i turisti che giungono nella città toscana. Il secondo obiettivo è quello di favorire delle riflessioni sul tema del vero o falso e su quello delle falsificazioni.

false teste di modigliani

 E per mantenere sempre viva la competizione tra pisani e livornesi, in autunno, a Pisa è previsto l’allestimento di una mostra con opere vere di Modigliani. E’ proprio il caso di dirlo: maledetti toscani, “che riescono ad ironizzare sulla situazione più tragica e a creare imbarazzo nel momento di maggiore allegria“.

 


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