Il Museo Artistico della Bambola di Suvereto, una collezione di bambole da scoprire, nell’incantevole borgo medievale in Val di Cornia in provincia di Livorno.

Museo Artistico della Bambola di Suvereto: la collezione di Maria Micaelli

Percorro pochi km dalla mia città e arrivo a Suvereto, oltrepasso la Porta di Sotto e mi incammino lungo una delle antiche vie del borgo toscano. Assaporo l’atmosfera di un lontano passato, gli antichi palazzi, la tranquillità e la pace ormai preziose nel nostro frenetico vivere quotidiano.

Suvereto in Toscana: borgo nel cuore della Val di Cornia

Bambole da collezione: piccoli oggetti d’arte

Eccomi di fronte al Museo Artistico della Bambola, un piccolo scrigno ricolmo di meraviglie tutte da scoprire. Entro con grande curiosità.

Mi accoglie Carolina e mi introduce alla visita con competenza e gentilezza. Carolina è una guida della Parchi Val di Cornia, che da giugno scorso ha inserito il Museo Artistico della Bambola, nel proprio sistema di parchi e musei. La responsabile di questo originale museo è la Dottoressa Marta Coccoluto.

Bambola della collezione Maria Micaelli al Museo Artistico della Bambola di Suvereto

La “Collezione Maria Micaelli”

Inizio la mia visita e scopro che quello che sto ammirando è una vera e propria collezione di bambole, chiamata appunto “Collezione Maria Micaelli”. Si tratta infatti, di una raccolta che la Signora Micaelli ha messo insieme con grande interesse, competenza e passione nell’arco di trent’anni, fino ad arrivare a maturare la decisione di donarla al Comune di Suvereto.

L’amministrazione scelse come sede espositiva, una vecchia cantina del centro storico, situata proprio a metà strada tra la Porta di Sotto e la Porta di Sopra del borgo, esattamente in via Magenta 14.

Nel 1998 il Museo Artistico della Bambola diventa realtà e Maria Micaelli ne diviene la direttrice.

Bambola della collezione Maria Micaelli al Museo Artistico della Bambola di Suvereto

Il Museo Artistico della Bambola

La collezione rappresenta una grande ricchezza culturale, in quanto espressione di una continua evoluzione delle tecniche costruttive e di un’approfondita ricerca dei materiali: legno, cartapesta, porcellana, biscuit, panno. Si osservano diverse tipologie di bambole e si carpiscono i vari mutamenti di stile che si sono verificati nel corso dei secoli.

Gli esemplari provengono dalle manifatture più svariate d’Italia e sono esposti secondo criteri qualitativi per il loro valore storico e artistico, con particolare attenzione nell’offrire informazioni e spunti didattici.

Le bambole della Casa Lenci

Di notevole interesse è la sezione dedicata alle bambole della Casa Lenci – fondata a Torino nel 1919 – sicuri manufatti d’artista che divennero un vero e proprio fenomeno commerciale d’oltreoceano duranti gli anni ’30 e ’40. 

I Bamboli Sardi

Rappresentativi della sezione delle bambole antiche sono i Bamboli Sardi, coppia di bambolotti con testa in cartapesta dipinta e corpo in panno imbottito, costruiti verso la fine del XIX secolo. 

Bambole artistiche contemporanee

La collezione è inoltre costituita da una notevole quantità di bambole realizzate da artisti contemporanei, in particolare le bambole “artistiche” dipinte da Eugen, pseudonimo di un notevole pittore livornese. 

Le bambole degli Anni ’50

Al fine di creare un legame fra gli esemplari di ieri e quelli di oggi, è stata realizzata una sezione dedicata alle bambole degli Anni ’50, prodotte in plastica rigida e caratterizzata da occhi mobili e da marchingegni “parlanti”. 

Bambola della collezione Maria Micaelli al Museo Artistico della Bambola di Suvereto

Chi è Maria Micaelli, fondatrice del Museo Artistico della Bambola di Suvereto

Mi incuriosisce il grande lavoro di studio e di raccolta di questi straordinari pezzi, voglio saperne di più sulla vita e le passioni della Signora Micaelli.

Così scriveva raccontandosi: “Studentessa a Parigi, nell’indimenticabile ’68, il mio sguardo cadde su tre bambole abbandonate per terra al mercatino delle pulci. Da quel giorno non mi sono più liberata dal sentimento di protezione che m’ispiravano le loro piccole mani tese. Le bambole sono entrate così nella mia vita di adulta. Prima con il loro silenzioso messaggio di tenerezza, dopo, con l’impegno per capire lo stato d’animo che l’artista quasi sempre anonimo, trasferisce nella sua creatura.

Un tema molto particolare quello della bambola che nel Museo di Suvereto, viene sapientemente raccontato. Una passione non solo dei bambini ma anche degli adulti, che nel tempo hanno studiato questi preziosi oggetti, ricostruendone la storia, la provenienza e valorizzando talvolta anche il lavoro delle mani di chi le ha create.

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Barbara Noferi
Blogger, Giornalista & Ambassador of Tuscany

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