Nicola Bernini, 35 anni, nato a Firenze, di famiglia già anticamente chiantigiana, nell’area dal ‘400 con tanto di documentazione – la madre è la sorella di Dario Cecchini, leader maximo della leggendaria macelleria di Panzano –, considera l’arte come il motore di tutta la sua vita, d’altronde Bernini, nomen omen, ça va sans dire.

Nicola Bernini: dal Chianti un ambasciatore della Toscana

Laureato nel 2007 in Storia dell’arte medievale, Nicola Bernini nel 2012 diventa guida turistica per Siena e provincia e dal marzo del 2013 inizia l’avventura: “oltre alla passione per l’arte, ciò che mi ha realmente mosso è l’idea di rappresentare la mia terra presso coloro che vengono da fuori, e un po’, lo ammetto, è stato anche il fato, una sorta di predestinazione in cui credo molto.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Fino a 16 anni ho abitato a Lamole – dove si produce un noto Chianti Classico, ma in fin dei conti dove non si produce da queste parti?- , quindi ci siamo trasferiti a Panzano. Io mi sento un chiantigiano doc, molto appassionato alla secolare rivalità tra Firenze e Siena” che, ricordiamo, segnano idealmente a nord e a sud i confini del Chianti Classico stabiliti esattamente 300 anni fa dal Granduca Cosimo III de’ Medici.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Nicola si sente orgoglioso di appartenere al versante fiorentino: “a Montaperti avrei combattuto nella lega Guelfa capeggiata da Firenze, sotto i suoi gonfaloni, anche se avendo sempre istintivamente parteggiato per i più deboli, forse proprio a Montaperti avrei simpatizzato per Siena e per i suoi valorosi guerrieri. In effetti sono un po’ diviso riguardo a quell’occasione”. 

Non bisogna dimenticarsi che in ottica Fiorentina la battaglia di Montaperti rappresentò una terribile disfatta e un sanguinoso eccidio, mentre dal punto di vista di Siena ha sempre simboleggiato uno dei più grandi vanti della sua storia: “è logico, essendo avvenuta nel 1260, questa perentoria dimostrazione di forza e sagacia tattica permise ai senesi di garantirsi circa 300 anni di libertà fino a che i Medici, più o meno alla metà del ‘500, non conquistarono definitivamente la città con l’aiuto dell’imperatore. Per loro non fu solo orgoglio, ma questione di sopravvivenza”.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Ma chi richiede i preziosi servigi di Nicola Bernini, e come vengono acquisiti i clienti?

“La maggior parte sono anglofoni extraeuropei, principalmente americani, australiani, solo qualcuno dalla Gran Bretagna, e siccome oltre all’inglese parlo anche il tedesco mi capitano talvolta nutriti gruppi dalla Germania. Tuttavia il suo sito, toscanadinico.com, che raccomandiamo a tutti di visitare, non è il suo principale volano: “mi trovano soprattutto grazie alle strutture ricettive con cui lavoro, o per mezzo di agenzie o del passaparola di chi mi ha sperimentato come guida. Sono molto fiero di lavorare come freelance e di non essere legato a nessuna azienda in particolare: la verità è che sono uno spirito profondamente libero, segno zodiacale sagittario non mente, e questo tipo di formula si accorda alla perfezione col mio modo di essere. Anche se negli ultimi tempi i percorsi si stanno facendo sempre più preconfezionati”.

Immaginiamo un po’ di ripetitività in parecchi casi

“A Siena, ad esempio, una costante è la Cattedrale, non tanto all’interno quanto all’esterno, toccata e fuga, come dire: ci sono stato anch’io. Oppure Piazza del Campo in particolar modo per via della fama del Palio. E lo stesso a Firenze: Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, il David, gli Uffizi, anche in questo caso soprattutto dall’esterno“.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Incredibile, non desiderano visitare la galleria più importate del mondo

“Solo a volte. Quelli che vanno per la maggiore sono gli walking tours, con al massimo un paio di visite ai musei. Ma niente Casa di Dante, né quella di Buonarroti, niente Museo San Marco, niente Bargello, ogni tanto il Giardino di Boboli, quasi mai Palazzo Pitti all’interno”. Non sempre però si tratta di superficialità o disinteresse, bisogna comunque tener presente che tra spostamenti e normali necessità fisiche una giornata di 8-10 ore finisce prima di quanto si pensi.

Quando invece fa la guida nel “suo Chianti”, Nicola Bernini tende ad abbinare la classica visita alla cantina alle escursioni di luoghi storicamente anche millenari cominciando dagli etruschi fino ad arrivare almeno al Rinascimento

“Mi piacciono cantine come ‘Vallone di Cecione, magari poco conosciute ma veraci, dove gli ex mezzadri si sono trasformati in viticoltori e non vi si trova il riccone americano, russo o cinese che investe montagne di soldi senza apparire mai o magari nemmeno sapere di preciso cosa produce, ma proprietari che ci mettono il sudore della fronte, la competenza e tanto tanto cuore”.

Questo la dice lunga su com’è fatto Nicola che adora borghi come Volpaia, situato in uno dei contesti paesaggistici più suggestivi di tutta l’area e appartenente tra l’altro a una sola famiglia, i Mascheroni Stianti; oppure Badia a Passignano e Badia a Coltibuono, entrambe vallombrosane.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Vertine, a Gaiole in Chianti; la Pieve di San Leolino; l’Oratorio di Sant’Eufrosino; la Cappella dei Pianigiani tra Gaiole e Radda, affrescata da un pittore vicino ai modi del Botticelli, una piccola perla da visitare soprattutto all’interno o i luoghi etruschi come la Necropoli di Fonterutoli, e Fonterutoli stesso, un bellissimo borgo medioevale con una vista meravigliosa su Siena, senza dimenticarsi la più nota ma sempre affascinante Radda in Chianti.

Secondo Nicola, la caratteristica principale che dovrebbe avere una guida turistica, se è possibile citarne una su tutte è, a parte ovviamente la competenza, la passione.

“E’ necessario regalare conoscenza, ma anche emozione. Compito della guida è fornire la chiave di lettura, aprire al visitatore un nuovo mondo perché un conto è trovarsi davanti a un bel monumento o in un bel posto e un conto è saperlo interpretare nella sua essenza. E tutto questo non può prescindere dalla predisposizione a rapportarsi con gli altri. Io non sono mai solo colui che parla, nonostante rappresenti il mio compito principale, ma anche colui che ascolta e che cerca costantemente un vicendevole scambio che lasci una traccia in loro così come in me”.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana


Sebbene ogni tanto anche una guida preparata ed esperta possa essere colta in fallo…

“Capita spesso di non sapere qualcosa e di dover onestamente ammettere di non saperlo. Stamattina, ad esempio, a domanda precisa mi sono reso conto di non conoscere la ragione dei gesti del nano Morgante rappresentato in uno dei tre bassorilievi che decorano il piedistallo del monumento a Cosimo I de’ Medici in Piazza della Signoria, quello raffigurante la sua incoronazione. Mi sono arreso, non ne avevo idea e gliel’ho candidamente lasciato intendere. Credo abbiano apprezzato se non altro la franchezza.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Qualche aneddoto

Ci sono anche aneddoti interessanti. Una volta Nicola ha dovuto fare da cicerone alla moglie di un noto esponente politico straniero accettando di essere scortato tutto il giorno da due bodyguards.
Un’altra volta un’anziana signora che faceva parte d’un piccolo gruppo, uscendo dalla cattedrale di Siena gli ha chiesto come si chiamasse “quel palazzo”.
Un terzo aneddoto, un po’ più triste, vede Nicola a Colle Val d’Elsa bassa insieme a un gruppo di signore d’una certa età. Una poveretta inciampa in un gradino e si spacca la spalla in quattro punti: 6 ore al Pronto Soccorso insieme a lei.

Nicola Bernini è un chiantigiano doc che da anni lavora come guida turistica fra Il Chianti, Firenze e Siena per far conoscere la sua Toscana

Sono solo alcuni degli inconvenienti in cui si può incappare svolgendo un mestiere tanto affascinante quanto fondamentale per la promozione di un delle più belle aree della Toscana.

In bocca al lupo per la tua carriera, Nicola Bernini!

Servizio fotografico realizzato da Tyson Sadlo

 

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Blogger & Ambassador of Tuscany

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