Il Parco minerario di San Silvestro, presso Campiglia Marittima, offre viaggi unici ed emozionanti all’interno di antiche miniere.

Parco Minerario di San Silvestro: viaggio al centro della terra

Se non avete mai vissuto un’esperienza straordinaria come quella di avventurarvi all’interno della Terra, sotto metri e metri di roccia, se se non avete mai visitato un’antica miniera, ho io il suggerimento giusto per voi! Vi accompagno nel Parco minerario di San Silvestro, in provincia di Livorno, a pochi passi dal Borgo medievale di Campiglia Marittima. E’ stato inaugurato nel 1996 dopo intensi anni di lavoro e di scavo da parte dell’Università di Siena, in stretta collaborazione con la Società Parchi Val di Cornia che da allora lo gestisce.

Parco Minerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI): visitare le gallerie di una delle miniere più grandi della Toscana, diversivo per un weekend

Parco Minerario di San Silvestro: alla scoperta delle meraviglie della Toscana

Arriviamo in una mattina soleggiata e mite, lasciamo l’auto nel parcheggio all’ingresso del sito. Seguiamo le indicazioni e arriviamo nei pressi di una struttura che risale ai primi del ‘900 e fu realizzata da una ditta inglese che lavorò qui sfruttando i giacimenti metallifferi. Oggi questo edificio è adibito a biglietteria, ma al suo interno troviamo anche il museo, diviso in due sezioni. A piano terra troviamo l’esposizione di numerosi campioni di minerali presenti nella zona.

Bellissimi sono i grandi cristalli di quarzo bianco dalla punta piramidale e mi soffermo in modo particolare ad osservare il verde sgargiante della malachite e il celeste della crisocolla. Mi chiedo come la natura abbia potuto donarci queste meraviglie e tutto nel corso di milioni di anni. Sono inoltre esposte tante rocce diverse dai colori particolari, il verde del porfido e il bianco del calcare. Proprio questa cattura la mia attenzione in quanto in alcuni pezzi si nota il fenomeno del carsimo, grandi fessure sono state create sulla superficie, consumandola nel tempo, fino a creare particolari giochi di striature e strane forme.

L’esposizione dei minerali

Non poteva mancare l’esposizione dei minerali metalliferi, quelli che l’uomo ha sempre estratto, come la calcopirite, minerale di rame che gli Etruschi cercavano. Salgo al primo piano e con stupore noto i numerosi reperti ritrovati durante le campagne di scavo che dagli anni ’80 hanno interessato la Rocca di San Silvestro, questo villaggio di minatori che fu costruito a partire dall’anno mille per volere dei Conti della Gherardesca.

Parco Minerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI): visitare le gallerie di una delle miniere più grandi della Toscana, diversivo per un weekend

Non voglio dilungarmi oltre e dopo aver acquistato il mio biglietto inizio la visita dalla Miniera del Temperino. La guida ci accompagna in un percorso di 360 metri, dopo aver indossato dei caschetti che ci fanno sembrare dei veri e propri minatori. La storia che ci racconta è veramente interessante, apprendiamo come venivano estratti i cosiddetti “solfuri misti”, i minerali metalliferi che permettevano di ottenere, rame, piombo, argento e zinco.

Il pozzo etrusco

E ora cosa vedo? Un pozzo etrusco! Così stretto e tortuoso che a stento questi uomini potevano riuscire a passare, ma soprattutto come facevano a lavorare in queste condizioni? Per un attimo mi immagino di essere in quel periodo quando squadre di minatori entravano dalla superficie del terreno in profondità, con solo una piccola lucerna ad olio d’oliva e semplici scalpelli. Siamo circondati da innumerevoli colori: sono i tantissimi minerali che man mano che procediamo nell’itinerario, cambiano l’aspetto della miniera.

Parco Minerario di San Silvestro a Campiglia Marittima (LI): visitare le gallerie di una delle miniere più grandi della Toscana, diversivo per un weekend

Non mi accontento, esco dal Temperino e procedo verso la stazione dove a bordo di un trenino visito la Miniera di Lanzi-Temperino, un percorso di 900 metri in sotterranea che collega le due omonime valli. La guida si trova a bordo e anche in questo caso ci racconta la storia di questa miniera scavata per la prima volta a partire dal 1860, quindi più recente rispetto all’altra e realizzata con l’utilizzo della dinamite.

La Rocca di San Silvestro

Lunghe gallerie si diramano ai lati del treno, tutte realizzate dai minatori che, in condizioni veramente difficili hanno utilizzato l’esplosivo. Rimango a dir poco a bocca aperta quando all’uscita della galleria ci ritroviamo su un gradone di una vecchia cava dismessa e in alto sulla collina vediamo la Rocca di San Silvestro, maestosa, tutta bianca per la sua roccia calcarea che la compone.

Il treno fa una breve sosta alla stazione di Valle Lanzi per poi ripartire e ripercorrere lo stesso tragitto in senso inverso, ma noi decidiamo di proseguire a piedi e in circa venti minuti, seguendo un sentiero nel bosco arriviamo sulla sommità della collina proprio per visitare questo antico villaggio dei minatori.

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Entriamo da quella che era l’antica porta di accesso al borgo e impresso nella roccia troviamo una sorta di “filetto” utilizzato dalle guardie per passare il tempo. Visitiamo i resti delle abitazioni, del piccolo cimitero e della chiesa. Saliamo ancora e vediamo le cisterne per poi entrare in quella che era la casa dei Signori.

Il panorama da qui è straordinario, ho una visuale sulle due valli e il verde del Parco minerario di San Silvestro è intenso e rigoglioso. Tutto il parco ha una natura incontaminata che da anni fortunatamente viene protetta e preservata. Porterò a casa con me ricordi meravigliosi, racconti di antichi minatori e immagini uniche di natura e di storia.

 

 

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